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lunedì 4 giugno 2018

Recensione 'L'atlante dell'invisibile' di Alessandro Barbaglia





L'atlante dell'invisibile
Alessandro Barbaglia


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 202 - Prezzo: 17,00 € - eBook: 8,99 €


Ismaele, Dino e Sofia hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta. Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci. Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al "paese nuovo" e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell'esproprio definitivo. Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra. Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa - ormai anziani e da sempre innamorati l'uno dell'altra e del loro paese vicino a Milano - e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande: "dove vanno a finire le cose infinite?", "dove si nascondono l'infanzia, l'amore o il dolore quando di colpo svaniscono?". E se Elio, per rispondere, costruisce mappamondi dalle geografie tutte inventate e sbagliate - descrivendo così la terra magica dove abita l'invisibile e costringendo Teresa a correggere tutto con puntiglioso realismo -, i bimbi di Santa Giustina via via che crescono si allenano a non smettere di scorgere l'invisibile tra le pieghe del reale e a conservarlo a modo loro, in una sorta di gioco segreto. In una danza fatta di immaginazione, ricordo ed elaborazione del lutto, Teresa incontrerà i bambini diventati adulti nella notte più incredibile delle loro vite: quella durante la quale, per pochi istanti di eternità, riemergerà il paese sommerso di Santa Giustina. E con lui l'amore, il dolore, l'infanzia e tutta la meraviglia che si nasconde nell'invisibile.



Recensione

Alessandro Barbaglia ha una bellissima capacità, che in quanto lettrice ammiro grandemente e che invece invidierei se di mestiere facessi la scrittrice, ovvero riuscire a pescare, nell'universo delle storie, quelle più singolari. Storie che hanno bisogno di quiete e di silenzio per essere lette. Storie tanto gentili quanto delicate. Ecco, lui le afferra, le trasforma in pensiero e le trasferisce a noi con quel lessico ricercato, quella prosa tanto poetica e raffinata che già mi aveva conquistata ne La locanda dell'ultima solitudine, romanzo che porto ancora nel cuore, parimenti a L'Atlante dell'invisibile.

In questo nuovo lavoro, l'autore ha scelto di percorrere un filo sottilissimo, quello che separa il visibile dall'invisibile, con quest'ultimo che potrebbe essere inteso come un leggere tra le righe del primo. Allo stesso tempo invisibile non fa rima con sparire, perché a sparire sono bravi tutti, basta un po' di debolezza, chiudere gli occhi e voltare le spalle. No, l'invisibile è frutto del coraggio e per vederlo bisogna aprirli bene gli occhi, guardare oltre il visibile, andare oltre le apparenze per afferrare l'essenziale. Un po' come accade ai protagonisti di questa storia, che sono tanti e tutti diversi.

lunedì 28 maggio 2018

Recensione 'La leggenda del ragazzo che credeva nel mare' di Salvatore Basile





La leggenda del ragazzo che credeva nel mare
Salvatore Basile


Editore: Garzanti - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 278 - Prezzo: 17,60 € - eBook: 9,99 €


Quando si tuffa Marco si sente libero. Solo allora riesce a dimenticare gli anni trascorsi tra una famiglia affidataria e l’altra. Solo allora riesce a non pensare ai suoi genitori di cui non sa nulla, non fosse che per quella voglia a forma di stella marina che forse ha ereditato da loro. Ma ora Marco ha paura del mare. Dopo un tuffo da una scogliera si è ferito a una spalla e vede il suo sogno svanire. Perché ora non riesce più a fidarsi di quella distesa azzurra. Perché anche il mare lo ha tradito, come hanno sempre fatto tutti nella sua vita. Eppure c’è qualcuno pronto a dimostrargli che la rabbia e la rassegnazione non sono sentimenti giusti per un ragazzo. È Lara, la sua fisioterapista, che si affeziona a lui come nessuno ha mai fatto. Lara è la prima che lo ascolta senza giudicarlo. Per questo Marco accetta di andare con lei nel paesino dove è nata per guarire grazie al calore della sabbia e alla luce del sole. Un piccolo paesino sdraiato sulla costa dove si vive ancora seguendo il ritmo dettato dalla pesca per le vie che profumano di salsedine. Quello che Marco non sa è il vero motivo per cui Lara lo ha portato proprio lì. Perché ci sono segreti che non possono più essere nascosti. Perché per non temere più il mare deve scoprire chi è veramente. Solo allora potrà sporgersi da uno scoglio senza tremare, perché forse a tremare sarà solo il suo cuore, pronto davvero a volare.



Recensione

Definita da Omero l'origine del tutto, l'acqua per Greci e Latini rappresentava il luogo dove nascita e morte, passato e futuro, si intrecciavano inesorabilmente. Considerata in ogni epoca un elemento sacro, simbolo del bene e del male, l'acqua costituisce il principio essenziale della creazione e racchiude in sé i misteri della vita. 
Ed è proprio l'acqua la protagonista indiscussa di questa storia. L'acqua che toglie e restituisce. L'acqua che separa e unisce. L'acqua che ferisce e dona redenzione.

Marco scopre di avere un rapporto quasi magico con l'acqua in un giorno qualunque quando, terminate le pulizie nella piscina in cui lavora, decide di provare a tuffarsi come fanno quegli atleti che osserva silenziosamente, sera dopo sera.

venerdì 18 maggio 2018

Recensione 'Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli' di Chiara Moscardelli


Buon venerdì miei cari lettori! Conciliare studio e blog diventa sempre più complicato, soprattutto quando devo ritagliarmi del tempo per scrivere qualche recensione, ma non demordo. Infatti oggi sono qui per lasciarvi il mio pensiero circa l'ultimo romanzo di Chiara Moscardelli, che ho potuto leggere grazie alla collaborazione con la casa editrice Giunti che, ovviamente, ringrazio per la copia omaggio. Ebbene, vi racconto tutto tra pochissimo!





Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli
Chiara Moscardelli


Editore: Giunti - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 301 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 8,99 €


Superati i quaranta un uomo diventa interessante, una donna zitella. Ma Teresa Papavero non se ne cruccia, ha ben altre preoccupazioni. Dopo avere perso l'ennesimo lavoro in circostanze a dir poco surreali decide di tornare a Strangolagalli, borghetto a sud di Roma nonché suo paese nativo, l'unico posto dove ricominciare in tranquillità. E invece la tanto attesa serata romantica con Paolo, conosciuto su Tinder, finisce nel peggiore dei modi: mentre Teresa è in bagno, il ragazzo si butta dal terrazzo. Suicidio? O piuttosto, omicidio? Il maresciallo Nicola Lamonica, il primo ad accorrere sul luogo, è abbastanza confuso al riguardo. Non lo è invece Teresa che, dotata di un intuito fuori del comune, capisce alla prima occhiata che qualcosa non va. Il fatto è che non le crede nessuno. Tantomeno Leonardo Serra, l'affascinante quanto arrogante poliziotto arrivato per indagare sulla morte del giovane. A peggiorare la situazione la misteriosa scomparsa di Monica Tonelli, una delle ospiti del B&B che Teresa ha aperto nella casa paterna con la complicità di Gigia, la sua amica del cuore. Tutto il paese è in subbuglio perché la sparizione della donna viene addirittura annunciata nel famoso programma "Dove sei?" e a indagare sulla Tonelli arriva proprio l'inviato di punta, Corrado Zanni. Per Teresa davvero un periodo impegnativo, coinvolta in indagini dai risvolti inaspettati e perseguitata dalle ombre del passato: la scomparsa della madre e il burrascoso rapporto col padre, il noto psichiatra Giovan Battista Papavero. E così, tra affascinanti detective, carabinieri di paese, reporter d'assalto e misteriosi sconosciuti, Teresa si trova risucchiata in una girandola di intrighi, in un susseguirsi di imprevedibili colpi di scena. Tanto a Strangolagalli non succede mai niente!



Recensione

Chiara Moscardelli torna in libreria e lo fa con un romanzo coloratissimo, non solo esteticamente ma anche per contenuto, in pieno stile moscardelliano (avrò coniato un nuovo termine ma tant'è!).
Non so come spiegarlo ma questa autrice ha la capacità di mettermi di buon umore già solo guardando le copertine dei suoi romanzi o leggendo con attenzione i titoli scelti. Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli è tutto un programma già di per sé, a primo impatto, senza contare che quanto si nasconde tra le sue pagine è ancor più esilarante.

Ma andiamo con ordine: chi sarà mai Teresa Papavero? 
Teresa è una donna che ha superato da qualche anno la quarantina. Zitella, un po' per caso un po' per scelta, a tratti svampita, a tratti uscita dall'Unità di analisi comportamentale per i crimini violenti, Teresa si sente una fallita. Con alle spalle un master in Psicologia applicata all'analisi criminale e un'esperienza come commessa in un sexy shop, la Papavero non ha un uomo, né tantomeno un lavoro, nonostante abbia cercato di emulare le gesta del padre psicologo, conosciuto ai più come il Professore.

lunedì 14 maggio 2018

Recensione 'Absence. L'altro volto del cielo' di Chiara Panzuti





Absence. L'altro volto del cielo
Chiara Panzuti


Editore: Fazi - Genere: Fantasy
Pagine: 312 - Prezzo: 15,00 € - eBook: 6,99 €


In "L'altro volto del cielo", nuovo capitolo della trilogia di Absence, è trascorso appena un mese dall'inizio del gioco insidioso di cui l'uomo in nero tiene le fila, e le coordinate dell'ultimo biglietto conducono Faith e i suoi compagni a Est. L'invisibilità è diventata per Faith, Jared, Scott e Christabel una strana routine, per sopravvivere in un mondo che non ha memoria di loro, e il motivo che li spinge a continuare il viaggio intrapreso per tornare a esistere. Ma il siero NH1 comincia a indebolire il fisico dei ragazzi e la conquista dell'antidoto si fa sempre più indispensabile. Soltanto Faith sembra resistere agli effetti collaterali e sviluppa un'inaspettata prontezza fisica e mentale. Sotto l'ombra dell'Illusionista e sulle tracce dei biglietti dell'uomo in nero, i ragazzi della squadra Gamma fronteggiano più volte le squadre degli Alfa e dei Beta: il gioco, però, comincia a svelare il suo lato crudele, che non accetta provocazioni né debolezze. Dopo uno scontro violento con una squadra avversaria nella base navale di Changi Bay, a Singapore, Faith scoprirà alcuni risvolti delle regole spietate dell'Illusionista e si troverà faccia a faccia con l'altro volto della competizione e di se stessa.



Recensione

Sembra ieri, invece è trascorso quasi un anno da quando il blog ha ospitato la recensione del volume, Il gioco dei quattro, con cui prendeva il via Absence, la serie fantasy nata dalla penna di Chiara Panzuti. All'epoca vi avevo raccontato di come non sia un'esperta conoscitrice del genere in cui è possibile incasellare tali romanzi e di come, allo stesso tempo, l'idea attorno alla quale ruotava l'intera vicenda mi avesse grandemente affascinata. Proprio per questo motivo, avendo appreso dell'uscita del secondo capitolo, non ho esitato un attimo di più e mi sono immersa tra le pagine di questa nuova storia che riprende le mosse esattamente da dove avevamo lasciato i nostri protagonisti.

È trascorso un mese da quando Faith, Jared, Christabel e Scott sono spariti, scomparsi ai loro stessi occhi e a quelli degli altri, familiari inclusi. Nessuno si ricorda di loro, nessuno immagina, anche lontanamente, che possano essere esistiti.
Solo con l'ausilio di lenti a contatto per vedere, auricolari per ascoltare e guanti per maneggiare gli oggetti, sono in grado di muoversi in una sorta di realtà parallela. Fantasmi senza identità, votati ad un'unica legge, quella dettata dalle coordinate e dall'uomo vestito di nero, sempre in grado di trovarli, quasi fosse capace di leggere nelle loro menti per prevederne gli spostamenti.
L'invisibilità è diventata una sorta di routine, così come il viaggio agli antipodi del mondo. Cavie di un progetto, un gioco perverso frutto della mente di un solo uomo, l'Illusionista, per testare le proprietà del siero conosciuto con il nome di NH1.

mercoledì 2 maggio 2018

Recensione 'Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti' di Matteo Strukul


Buon mercoledì lettori! Come vi avevo anticipato nel recap di qualche giorno fa, oggi il blog è pronto ad ospitare una nuova recensione. Vi parlo, infatti, di un romanzo che ho voluto fortemente leggere (per la cui copia ringrazio la casa editrice Mondadori) e di un autore che mi aveva particolarmente colpita la scorsa estate con il primo volume di quella che poi è diventata una quadrilogia, che ha per protagonisti I Medici e che lo ha visto incoronato vincitore della 65^ edizione del Premio Bancarella. Ovviamente sto parlando di Matteo Strukul e del suo nuovo lavoro dal titolo Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti.





Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti
Matteo Strukul


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa storica
Pagine: 305 - Prezzo: 19,00 € - eBook: 9,99 €


Venezia, 1755. Giacomo Casanova è tornato in città, e il precario equilibrio su cui si regge la Repubblica, ormai prossima alla decadenza, rischia di frantumarsi e degenerare nel caos. Lo scenario politico internazionale è in una fase transitoria di delicate alleanze e il disastroso esito della Seconda guerra di Morea ha svuotato le casse della Serenissima. Il doge Francesco Loredan versa in pessime condizioni di salute, e l'inquisitore Pietro Garzoni trama alle sue spalle per ottenere il consenso all'interno del Consiglio dei Dieci e influenzare così la successione al dogado. Il suo sogno proibito è arrestare il seduttore spadaccino, e per far questo gli mette alle calcagna il suo laido servitore Zago. Rubacuori galante e agile funambolo, Casanova entra in scena prendendo parte a una rissa alla Cantina do Mori, la più antica osteria della laguna, per difendere una bellissima fanciulla, Gretchen Fassnauer, apparsa a consegnargli un messaggio: la contessa Margarethe von Steinberg vorrebbe incontrarlo. La nobile austriaca intende sfidarlo a una singolare contesa: se riuscirà a sedurre la bella Francesca Erizzo, figlia di uno dei maggiorenti della città, allora lei sarà sua. Casanova accetta, forte del suo impareggiabile fascino. È l'inizio di una serie di rocambolesche avventure che lo porteranno ad affrontare in duello Alvise, il focoso spasimante di lei...



Recensione

Chi più, chi meno, avrete tutti sentito parlare di Giacomo Casanova. Dipinto come un irriducibile rubacuori, impulsivo, passionale e preda dei suoi umori, Casanova rappresenta il più famoso antieroe della storia che, ancora oggi a distanza di secoli, è in grado di sortire un effetto ammaliatore. 
Oltre che seduttore, è stato un avventuriero, uno scrittore, un poeta, un alchimista, un filosofo, un diplomatico e persino una spia italiana, tutti aspetti che, nella loro molteplicità e complessità, emergono chiaramente attraverso il quadro narrativo costruito da Matteo Strukul.

Come lo stesso autore specifica nelle note che seguono l'epilogo dell'intera vicenda, ci troviamo di fronte ad un romanzo capace di abbracciare due aspetti fondamentali ai fini della narrazione tutta: l'impronta avventurosa che si è voluta dare all'opera alla quale va ad interfacciarsi la storicità degli eventi raccontati. Strukul, famoso per quella che può essere considerata una peculiarità propria del suo essere romanziere, attinge a fatti della vita di Casanova con l'obiettivo di offrire al lettore una rilettura di episodi realmente accaduti in chiave prettamente possibilista. 
Le zone d'ombra nella vita del celebre veneziano diventano terreno fertile per far germogliare i semi di una narrazione che affonda le proprie radici nella Storia, quella con la maiuscola. Ed è così che realtà storica e fantasia si intrecciano tra loro in maniera meravigliosamente inscindibile, come solo la penna di Strukul è in grado di fare.

giovedì 19 aprile 2018

Recensione 'Vittoria' di Barbara Fiorio





Vittoria
Barbara Fiorio


Editore: Feltrinelli - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 267 - Prezzo: 15,00 € - eBook: 8,99 €


Vittoria non crede nella spiritualità dei manuali, negli aforismi da calamite e soprattutto non crede nei cartomanti: molto meglio un piatto di trenette al pesto con un'amica che farsi leggere i tarocchi. Fotografa genovese con alle spalle alcune pubblicità di successo, è sempre riuscita a navigare tra le difficoltà della vita grazie a un valido mix di buonsenso e ironia. Credeva anche di aver trovato l'amore ma, quando Federico se ne va, lasciandola sola in una casa piena di ricordi, il mondo le crolla addosso. Disorientata e in profonda crisi creativa, Vittoria si ritrova a quarantasei anni senza compagno, senza lavoro e senza sapere più con quali soldi comprare le crocchette a Sugo, il suo adorato gatto. A soccorrerla arriva un aiuto inatteso, sotto forma di un mazzo di tarocchi che suo malgrado, e nonostante il suo scetticismo, scopre di saper leggere con imprevedibile talento. E così, tra la carta dell'Eremita che le ricorda Obi-Wan Kenobi e la Ruota della fortuna che sembra un party psichedelico, nel suo salotto fanno la loro comparsa tanti volti nuovi, consultanti di ogni età che le portano uova fresche, insalatina a chilometro zero e ratafià in cambio di un vaticinio. Circondata da anime gentili che come lei cercano di rammendare il loro cuore spezzato, e da amici fidati che per mesi la incoraggiano e la proteggono, Vittoria senza rendersene conto tornerà pian piano ad ascoltare il mondo che la circonda ritrovando, insieme alla vena creativa, la forza di credere in se stessa.



Recensione

Ho conosciuto Barbara Fiorio grazie al suo laboratorio di scrittura, gli Scrittori Pigri, dopo di che ho letto il suo romanzo Qualcosa di vero, di cui vi ho parlato proprio sul blog qualche tempo fa, ed ora, grazie alla nuova collaborazione nata con la casa editrice Feltrinelli, che ovviamente ringrazio infinitamente, ho potuto leggere in anteprima il suo nuovo, bellissimo e coloratissimo romanzo intitolato Vittoria.

Vittoria, nella sua accezione di nome proprio di persona, corrisponde, per l'appunto, al nome della protagonista della storia nata dalla magica penna della Fiorio. Tuttavia, in quel Vittoria, io ci vedo altro. Ci vedo l'esclamazione, le grida di giubilo di chi, alla fine di un percorso non proprio roseo, ce l'ha fatta e vuole farlo sapere al mondo intero. Per questo, ritengo, che la scelta di questo titolo non sia del tutto casuale anzi, se avrete modo di leggerlo, ed io ve lo consiglio, si rivelerà, alla resa dei conti, più che azzeccata.

lunedì 16 aprile 2018

Recensione 'Le poche cose certe' di Valentina Farinaccio


Buongiorno lettori! Diamo il via ad una nuova settimana con la recensione di un romanzo che sembrerebbe non far rumore e invece ne fa tanto. Un romanzo bellissimo quello di Valentina Farinaccio per la casa editrice Mondadori che, ovviamente, ringrazio per la copia.





Le poche cose certe
Valentina Farinaccio


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 150 - Prezzo: 17,00 € - eBook: 8,99 €


"Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l'ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose." È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L'ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un'isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare. Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall'inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c'è forse l'ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.



Recensione

Con Le poche cose certe, per quel che mi riguarda, Valentina Farinaccio stravince. Questo succede per l'intensità e l'emozionalità di una storia struggente, per lo stile di scrittura cristallino, costituito da parole che si rincorrono e si agguantano e da frasi evocative che a tratti si lasciano sottolineare permettendo al lettore di vivere il romanzo nel senso più completo del termine, per quell'Anna e Marco di Lucio Dalla che funge da colonna sonora anche della mia di vita e per l'essere riuscita a mettere a nudo le fragilità e le debolezze del protagonista, di sesso maschile per giunta. 

Ed è per questo motivo che partirei propria da lui, Arturo. 
Arturo, che del protagonista del celebre romanzo della Morante porta solo il nome perché di diventare uomo, prima o poi, non ne vuole proprio sapere, è un inetto. Arturo, la stazza larga di chi può proteggere e distruggere, non ama nessuno, a cominciare da se stesso. Seduto sul fondo del tram numero 14, il cappello calato in testa a proteggere i pensieri, le mani nelle tasche alla ricerca del nulla, in una Roma che ha il colore dell'inizio di Febbraio, Arturo inizia a raccontarsi.

mercoledì 11 aprile 2018

Recensione 'Sara al tramonto' di Maurizio De Giovanni





Sara al tramonto
Maurizio De Giovanni


Editore: Rizzoli - Genere: Giallo/Noir
Pagine: 360 - Prezzo: 19,00 € - eBook: 10,99 €


Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.



Recensione

Maurizio De Giovanni torna in libreria e lo fa regalandoci una storia molto particolare, dalle tinte fosche. Una storia imbevuta di tristezza, dolore e malinconia che, per la prima volta, ha come protagonista un personaggio femminile.

Sara Morozzi è una donna provata dalla vita. Brillante graduata della Polizia di Stato, ora in pensione, era entrata giovanissima nell'unità speciale deputata alle intercettazioni non autorizzate. Per tutta la vita il lavoro di Sara è stato quello di ascoltare le storie degli altri grazie alla capacità di interpretare e decifrare segni e linguaggi. Il movimento delle labbra, la postura del corpo, la posizione della testa ed il tono della voce erano indizi fondamentali per il proprio lavoro, una condanna più che un dono che ancora oggi, alla soglia della mezza età, viene a farle visita di tanto in tanto. 
Nonostante abbia lasciato l'unità dopo la morte del suo capo e compagno, Sara, conosciuta nell'ambiente come Mora, viene contattata da una sua ex collega per indagare, come consulente esterno e non come membro attivo della squadra, su un caso di omicidio già risolto, l'assassino infatti è stato assicurato alla giustizia e sta già scontando la sua pena. Ma le ombre di quell'omicidio non sono state del tutto dissipate e tendono a protendersi sul presente e sul futuro di una bambina che, a detta della madre, è gravemente in pericolo. Sara, affiancata dall'ispettore Davide Pardo, dovrà tornare in azione per fare luce su verità scomode ed inaspettate, matasse da sbrogliare e gente pessima, che si protegge tra loro, che alza barriere e depista a suo piacimento.

lunedì 9 aprile 2018

Recensione 'All'ombra di Julius' di Elizabeth Jane Howard


Iniziamo questa settimana con una recensione in anteprima! Grazie alla Fazi, ho potuto leggere il bellissimo romanzo di Elizabeth Jane Howard, "All'ombra di Julius", che potrete trovare da oggi in tutte le librerie e che, ovviamente, vi consiglio di recuperare. Il perché ve lo spiego a breve!





All'ombra di Julius
Elizabeth Jane Howard


Editore: Fazi - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 329 - Prezzo: 20,00 € - eBook: 9,99 €


Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occupata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concentrarsi sulla carriera di pianista. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini, legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.



Recensione

Scritto nel 1965, oltre un ventennio prima della famosissima saga che vede come protagonista indiscussa la famiglia dei Cazalet, All'ombra di Julius, adocchiato anzitempo e corteggiato a lungo, ha rappresentato per me il primo approccio al mondo della Howard. Un mondo che mi piace, che mi ha convinta e in cui vorrei presto tornare, visto che posseggo gran parte dei volumi della succitata saga che attendono di essere letti.

La prima impressione che ho avuto e che si è consolidata sempre più, man mano che le pagine volavano via, è stata quella di non avere tra le mani un semplice romanzo, sarebbe troppo riduttivo, bensì una vera e propria opera teatrale, ipotesi consolidata dal frequente utilizzo di verbi come uscire ed entrare e dall'alternarsi di scene e personaggi. Il narratore, pertanto, appare come una voce fuoricampo, pronta a scandire il tempo e gli avvenimenti.
Ed in effetti, per rimanere in tema, potremmo affermare che la casa di campagna color rosa pesca, nella storica contea del Sussex, rappresenti il teatro in cui va in scena l'opera, con lo scricchiolante pavimento di legno che funge da palcoscenico e le diverse stanze dell'abitazione a fare da fondale. È qui che si muovono, sospesi nell'arco temporale di un fine settimana, i diversi attori. Nessuno è protagonista più di altri, ma ognuno si racconta a suo modo al lettore che, per l'occasione, si trasforma in uno spettatore silente.

mercoledì 4 aprile 2018

Recensione 'Il matrimonio di mia sorella' di Cinzia Pennati


Buongiorno lettrici e lettori! Ancora una volta è tempo di recensioni in anteprima, infatti eccomi qui a parlarvi del romanzo di Cinzia Pennati, pubblicato dalla casa editrice Giunti, che ringrazio per la copia omaggio, e che da oggi potrete trovare in tutte le librerie.





Il matrimonio di mia sorella
Cinzia Pennati


Editore: Giunti - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 240 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 8,99 €


Bellissima, sognatrice, piena di energia, da sempre Celeste è la prediletta della famiglia, adorata dagli amici e dai numerosi corteggiatori. Finalmente è arrivato il giorno che tutti aspettavano: le nozze con Roberto, l'uomo ideale, solido e affidabile. Un matrimonio in grande stile, ben diverso dalla rapida cerimonia con cui si è sposata la sorella maggiore Agnese. D'altronde, Agnese è la figlia concreta e responsabile, quella su cui si può sempre contare, che non riserva sorprese. Eppure, a quasi quarant'anni, con due bambine, un lavoro estenuante e un marito con cui forse la magia non c'è mai stata, Agnese comincia a vacillare: è veramente questa la vita che desiderava? E quando perfino Celeste, così sicura e perfetta, viene messa in crisi da un ritorno del tutto inaspettato, Agnese non può che ricorrere all'aiuto delle donne di famiglia: la madre Ines, in eterno conflitto con la nonna; la cugina Fiamma, che porta dentro un segreto inconfessabile; e l'eccentrica zia Rosa, che non si è mai sposata ma nasconde nel suo passato una passione mai rivelata... Nell'arco di un solo giorno molto speciale, tra ricordi, intrighi, confessioni e colpi di scena, Agnese scoprirà che ogni matrimonio ha i suoi scricchiolii, che ogni passione ha il suo carico di dolore e che, forse, non è mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita.



Recensione

Per iniziare al meglio questa recensione è bene precisare che Il matrimonio di mia sorella, nonostante un titolo fuorviante, rappresenta quanto di più lontano possa esistere dal romanzo rosa. L'amore, di cui pure si parla, non è quello idilliaco, principesco, che trionfa sul male come nelle migliori fiabe che ci vengono lette da bambini, ma è un sentimento che costa fatica, dolore, sacrificio e lacrime. Piuttosto potremmo dire che si tratta di un romanzo famigliare e tutto al femminile, e questo è già un punto a suo favore.
L'intera vicenda si svolge nell'arco temporale di una sola, lunga ed estenuante giornata, che coincide con il matrimonio di Celeste. Un tale episodio amoroso, però, diventa il pretesto per osservare il singolo in relazione a se stesso e al gruppo famiglia perché, nello specifico, matrimonio farà rima con pandemonio ed in effetti, quello che avrebbe dovuto essere un lieto evento, si trasformerà nel giorno in cui tutti i nodi vengono al pettine per colpa di quella vita che sbatte in faccia ai singoli la sua imprevedibilità.

giovedì 29 marzo 2018

Recensione 'Non si uccide per amore' di Rosa Teruzzi


Buongiorno lettrici e lettori! In questo ultimo giovedì di Marzo è tempo di tornare tra le pagine di una delle serie a cui sono più affezionata, una serie nata dalla penna di una grande giallista, Rosa Teruzzi. Per la copia omaggio ringrazio immensamente la casa editrice Sonzogno che mi ha permesso di leggere il tutto in anteprima per poter pubblicare la recensione proprio oggi in occasione della sua uscita in libreria. Ebbene, mettetevi comodi in modo che possa raccontarvi com'è andata!





Non si uccide per amore
Rosa Teruzzi


Editore: Sonzogno - Genere: Giallo
Pagine: 176 - Prezzo: 14,00 € - eBook: 9,99 €


Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all'episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent'anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un'attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che - ora lo vede bene - alcuni particolari, nell'archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l'aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri - e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta - Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l'opprimono da vent'anni e per guardare in faccia l'amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.



Recensione

Era il lontano 2016 quando, nel mese di Settembre, conquistata da una copertina meravigliosa e da una trama ben congegnata, mi imbattevo in quello che poi è divenuto il primo romanzo di una serie avente come protagoniste delle detective improvvisate e sui generis ma capaci di conquistare il lettore per simpatia e determinazione. Tre donne. Tre generazioni molto diverse: Iole, la nonna, Libera, la mamma, e Vittoria, la figlia.
Da quel momento attendere la pubblicazione di un nuovo romanzo è diventato un vero e proprio appuntamento annuale perché la penna di Rosa, dalla sua, ha la capacità di trascinare nel vortice di parole generato dalle sue storie tinte di giallo.

giovedì 22 marzo 2018

Recensione 'Fai piano quando torni' di Silvia Truzzi





Fai piano quando torni
Silvia Truzzi


Editore: Longanesi - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 272 - Prezzo: 16,40 € - eBook: 9,99 €


Margherita ha trentaquattro anni e un lavoro che ama. È bella, ricca ma disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell’adorato papà, morto all’improvviso otto anni prima, sia l’abbandono del fidanzato che l’ha lasciata senza troppe spiegazioni. Dopo un grave incidente d’auto si risveglia in ospedale. Qui incontra una signora anziana che da poco è stata operata al femore. Anna, oggi settantaseienne – nata poverissima, «venduta» come sguattera da bambina – ha trascorso la vita in compagnia di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure ha conservato una gioia di vivere straordinaria. Merito delle misteriose lettere che, da più di mezzo secolo, scrive e riceve ogni settimana. I mondi di queste due donne sono lontanissimi: non fossero state costrette a condividere la stessa stanza, non si sarebbero mai rivolte la parola. Dopo i primi tempestosi scontri, però, fuori dall’ospedale il cortocircuito scatenato dalla loro improbabile amicizia cambierà in meglio la vita di entrambe.



Recensione

La resilienza, in psicologia, è la capacità di reagire in maniera positiva alle difficoltà o agli eventi traumatici che molto spesso si frappongono al nostro cammino; è la capacità di riorganizzare positivamente la propria esistenza; è un sapersi ricostruire. Resilienza è proprio il termine che meglio descrive il romanzo d'esordio di Silvia Truzzi, il fine ultimo cui tutti i suoi personaggi auspicano.

Fai piano quando torni è un racconto tutto al femminile: donna è la scrittrice, donna è la narratrice e donne sono le protagoniste principali. Margherita e Anna rappresentano quanto di più lontano possa esistere. La prima, trentaquattrenne, di buona famiglia e con una carriera avviata, ha visto svanire la felicità insieme al suo ex, Francesco. La seconda, ultrasettantenne e di umili origini, dedita al lavoro sin da giovanissima, si gode lo stato di vedovanza che la vede finalmente libera dalle grinfie di quel marito gretto che l'ha vessata per buona parte della vita.

lunedì 5 marzo 2018

Recensione 'Affidati a me' di Serge Joncour


Buongiorno lettori! Iniziamo la settimana davvero in bellezza perché sono qui per lasciarvi il mio parere circa un romanzo terminato da qualche giorno e pubblicato proprio nel mese di Febbraio dalla casa editrice Edizioni e/o che ringrazio per la copia omaggio. Oltre al fatto che il libro sia incredibilmente curato e la copertina ancor più magnetica dal vivo, con quei suoi toni acquamarina, devo ammettere che non mi aspettavo una lettura così trascinante. Il romanzo mi è piaciuto davvero molto e a breve ve ne spiego il motivo!





Affidati a me
Serge Joncour


Editore: Edizioni e/o - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 333 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99 €


Ludovic è grosso, alto due metri, ex giocatore di rugby; Aurore è minuta e delicata. Ludovic fa un lavoro misero, recupero crediti di casa in casa; Aurore è un'apprezzata creatrice di moda, titolare di un marchio che porta il suo nome. Ludovic, figlio di contadini del sud della Francia, è un po' rozzo; Aurore è una giovane signora borghese di gran classe. Ludovic è solo; Aurore è sposata con Richard, rampante imprenditore americano e ha due bei bambini. Due mondi completamente diversi. Niente li accomuna, se non il fatto che a Parigi vivono uno di fronte all'altra, divisi da un cortile in mezzo al quale troneggiano due alberi. Entrambi consapevoli della propria posizione sociale, istintivamente si evitano, quasi diffidano l'una dell'altro, fino a che il caso, sotto forma di due corvi minacciosi, li porta a un non richiesto incontro ravvicinato che per entrambi si rivela una scoperta meravigliosa. Divampa un amore. Lei vede in lui solidità, sicurezza e soprattutto schiettezza, virtù terribilmente latitante nell'infido mondo della moda. Lui trova in lei una femminilità ardente e raffinata insieme che non aveva mai neanche osato sognare. Ma l'intrecciarsi delle loro vite suscita una reazione a catena di eventi inaspettati che li porteranno dove mai avrebbero immaginato.



Recensione

Affidati a me è un esempio di come, alle volte, la semplicità degli eventi narrati ben si amalgami alla capacità di saper raccontare, di come un semplice episodio possa dare vita ad un intero romanzo.

Teatro della vicenda è una palazzina situata in un quartiere più periferico di Parigi, lontano dal centro della città. Un mondo fatto di vecchie pietre e vie silenziose che si affacciano sulla Senna, unico elemento naturale che nella città si impone, che non si può deviare in alcun modo. Ed è in questo palazzo, separati da un cortile che sembra un angolo di campagna in piena capitale, che vivono i protagonisti di questa storia, Ludovic e Aurore, due persone così distanti e così diverse che rappresentano, l'una per l'altra, quanto di più lontano dal loro ideale di persona da frequentare.

martedì 27 febbraio 2018

Recensione 'Sentimi' di Tea Ranno


Buon martedì lettori e lettrici! Esce oggi per la casa editrice Frassinelli, che ringrazio per la copia omaggio, il nuovo romanzo di Tea Ranno ed io sono davvero entusiasta di aver avuto la possibilità di leggerlo in anteprima e di potervene parlare qui sul blog. Bene, non perdiamo altro tempo e andiamo a cominciare!





Sentimi
Tea Ranno


Editore: Frassinelli - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 228 - Prezzo: 17,50 € - eBook: 9,99 €


Durante una notte surreale, e nello stesso tempo fin troppo reale, una donna, una scrittrice, tornata nel paese siciliano dove è nata, ascolta decine di voci che giungono da un altrove indistinto, che si fanno strada in una nebbia strana, inquietante. Sono voci di donne morte, che vogliono raccontare le loro storie perché la scrittrice le trascini fuori dall'oblio. Sono storie dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: in tutte, l'umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale tutta femminile, viene annullata nella dicotomia maschile della donna "santa o buttana". Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all'autrice: c'è anche un'altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile del tradimento. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina. E per questo le donne del paese, le stesse donne che si raccontano, faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.



Recensione

È da qualche giorno ormai che mi interrogo su quale possa essere il modo migliore per raccontarvi la potenza di questo romanzo e della storia che vi è narrata, di come lo abbia profondamente amato e di come sia stata pervasa da un vero e proprio senso di smarrimento voltando l'ultima pagina. Già riporre il libro durante le cosiddette pause fisiologiche si è rivelato una tortura, un sacrificio, figuriamoci ora, dopo che ogni cosa mi è stata svelata, dopo che ho dovuto salutare quel coro di voci che mi ha dato rifugio durante la lettura e che è entrato a far parte della mia quotidianità. Questo succede quando ti passa per le mani un romanzo forte, struggente. Un romanzo che può essere pensato come uno scrigno del tesoro, che ha tante di quelle ricchezze da donare, attraverso le parole impresse sulla carta, che ti fa sentire una persona felice, grata di avergli concesso quell'unica possibilità che chiedeva: leggerlo.

venerdì 23 febbraio 2018

Recensione 'Quello che rimane' di Paula Fox


Siamo prossimi al weekend e questo vuol dire che è tempo di recensione! Oggi vi parlo di un romanzo per la cui copia digitale sono stata gentilmente omaggiata dalla casa editrici Fazi. Un libro che mi incuriosiva moltissimo e che ho letto nel giro di un giorno. Cosa ne penso? Ve lo svelo tra un po'.





Quello che rimane
Paula Fox


Editore: Fazi - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 206 - Prezzo: 16,50 € - eBook: 9,99 €


New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l'innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita. Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Un incidente all'apparenza insignificante, che però innesca una strana reazione a catena: nell'arco di un weekend, mentre la ferita di Sophie si fa sempre più preoccupante, si succedono una serie di fatti spiacevoli e si dipana quella che minuto dopo minuto, pagina dopo pagina, diventerà per i Bentwood una sorta di piccola e misteriosa tragedia, costringendoli a rimettere in discussione non solo il loro matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza.



Recensione

Quello che rimane è un romanzo molto particolare, non di difficile lettura ma sicuramente di difficile interpretazione. Pubblicato nel 1970 con il titolo di Desperate Characters (Personaggi disperati), immagine calzante del tipo di analisi introspettiva che viene riservata al lettore pagina dopo pagina, a detta di Jonathan Franzen, che ne ha curato la prefazione, è uno di quei romanzi che non solo richiede la giusta attenzione ma che, riletto, è in grado di tingersi di nuove sfumature di colore, di volta in volta diverse ed interessanti.

L'intera vicenda si svolge nell'arco di un weekend e, salvo sporadici spostamenti, inizia e si conclude all'interno della casa dei Bentwood, a Brooklyn, una delle cinque suddivisioni amministrative della città statunitense di New York. Caratteristica è già l'ambientazione, a sottolineare come una semplice strada possa rimarcare il confine tra le diverse classi sociali: se da una parte possiamo immaginare l'isolato dei Bentwood in cui ognuna delle case è occupata da una sola famiglia, le finestre dei salotti sono coperte di persiane bianche e i mattoni delle facciate, ripuliti, effondono un'aria di serenità, solidità e rispetto, oltre i giardini, invece, si affacciano le finestre posteriori delle case dei bassifondi con stracci e teli di plastica al posto dei vetri, immondizia e puzza di piscio.

mercoledì 24 gennaio 2018

Recensione 'La cercatrice di corallo' di Vanessa Roggeri


Benvenute lettrici e lettori! In questo soleggiato mercoledì di gennaio vi lascio la recensione di un romanzo che, grazie alla casa editrice Rizzoli, ho potuto leggere in anteprima. Non conoscevo Vanessa Roggeri, nel senso che non avevo letto i suoi precedenti romanzi, per cui ho voluto cimentarmi con il suo nuovo lavoro uscito in libreria proprio ieri. Mettetevi comodi così vi racconto com'è andata!





La cercatrice di corallo
Vanessa Roggeri


Editore: Rizzoli - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 318 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99 €


Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo...



Recensione

"È stato il grande Ovidio a narrare la leggenda di Perseo, l'eroe che tagliò la testa di Medusa per offrirla alla dea Atena. Devi sapere che Medusa era un mostro con un corpo di donna e serpenti al posto dei capelli. Il suo sguardo era capace di pietrificare qualunque essere vivente! [...] Perseo fu l'unico a riuscire nell'impresa leggendaria di sconfiggere il mostro Medusa. Le tagliò la testa e la poggiò su un letto di rametti d'alghe; il sangue del mostro, ancora pieno della sua forza malefica, bagnò i ramoscelli tingendoli di rosso e pietrificandoli all'istante. Allora le creature fatate del mare presero i semi dei ramoscelli pietrificati e li gettarono in acqua per farli moltiplicare. È così che è nato il corallo."


In un arco temporale che si estende dal 1919 al 1931, in una Sardegna brulla e dal sapore antico, ci viene raccontata la storia di due famiglie. Una storia di ferite mai sanate, di vendette, di macchinazioni, di sotterfugi, di riscatto e di coraggio.

Da una parte la disperazione di una madre, Dolores, che privata di un marito e dei mezzi sicuri per il sostentamento della numerosa prole è giunta al limite della sopportazione. Dall'altra il rancore di un uomo, il corallaro Fortunato Derosas, che, all'apice della propria ricchezza, nonostante la parentela che li lega, le negherà ogni forma di aiuto. Esistenze apparentemente lontane, due mondi diversi destinati ad entrare in contatto tra loro attraverso quell'unico anello di congiunzione possibile, un anello rappresentato da due figure ingombranti: Achille e Regina.
Ed è a questo punto che le tinte del romanzo assumono le sfumature del sentimento d'amore, un amore che, nato in sordina, ben presto esploderà in una passione indomabile, fatta di attimi rubati tra la sabbia finissima di una caletta nascosta alla vista e lambita dalle acque cobalto di quel mare che infonde serenità e completezza ai giovani amanti.

venerdì 19 gennaio 2018

Recensione 'Fiori sopra l'inferno' di Ilaria Tuti





Fiori sopra l'inferno
Ilaria Tuti


Editore: Longanesi - Genere: Thriller
Pagine: 366 - Prezzo: 16,90 € - eBook: 8,99 €


«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»



Recensione

Poco fuori Travenì, sul limitare della foresta millenaria sovrastata da cime innevate e pareti rocciose a strapiombo, viene ritrovato il cadavere di un uomo, completamente nudo e privato degli occhi, gli organi di senso che hanno il compito di scoprire il mondo, osservarlo e misurarlo. Con i suoi vestiti è stato realizzato uno spaventapasseri che, a qualche metro di distanza, si gode la scena del ritrovamento. Uno spettacolo macabro e raccapricciante con cui dovrà fare i conti il sessantenne commissario Teresa Battaglia, una ferocia che non è destinata a fermarsi ma che si ripercuoterà in tutta la sua brutalità anche sulle vittime che seguiranno. Non un normale caso di omicidio, ma frutto della psicosi di un assassino, un killer che non lascia tracce, che sa come muoversi in quel posto reso candido dalla copiosa quantità di neve che ricopre ogni cosa come un vello.


"È un inchino alla vita, questo sentimento che mi attraversa da quando sono arrivata nella valle. Un inchino alla vita e al suo dispiegarsi anche in assenza di luce e di cure. È lei la più forte, e noi i suoi strumenti."