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mercoledì 13 marzo 2019

Recensione 'Le parole di Sara' di Maurizio De Giovanni


LE PAROLE DI SARA di Maurizio De Giovanni │ Editore: Rizzoli │ Pagine: 350 │ Prezzo: 19,00€


A distanza di un anno, all'incirca, Maurizio De Giovanni torna in libreria con il secondo volume della serie avente come protagonista Sara Morozzi, conosciuta nell'ambiente dell'investigazione con lo pseudonimo di Mora.
Come forse ricorderete ve ne ho parlato abbondantemente nella recensione di Sara al tramonto con cui venivano inaugurati i natali di una figura tanto complessa, quanto impareggiabile, come quella di Sara. 

La prima differenza sostanziale tra i due volumi, che salta subito all'occhio del lettore, riguarda proprio la protagonista. Se il primo romanzo era improntato su una chiave di lettura tale da porre i giusti accenti sul background della figura di Sara, in quella che poteva essere considerata una sorta di presentazione del suo personaggio, ne Le parole di Sara, il lettore ha già ereditato tutti i tasselli necessari per andare a comporre quel mosaico che gli permetterà di approcciarsi nuovamente alla protagonista senza tralasciare nessun dettaglio del suo passato e del suo presente. Complice anche il racconto intitolato Sara che aspetta, che troverete nelle ultime cinquanta pagine di questo volume e che vi permetterà di focalizzare l'attenzione su un episodio del passato di Sara a cui, fino a questo momento, si è solo fatto cenno.

mercoledì 11 aprile 2018

Recensione 'Sara al tramonto' di Maurizio De Giovanni





Sara al tramonto
Maurizio De Giovanni


Editore: Rizzoli - Genere: Giallo/Noir
Pagine: 360 - Prezzo: 19,00 € - eBook: 10,99 €


Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.



Recensione

Maurizio De Giovanni torna in libreria e lo fa regalandoci una storia molto particolare, dalle tinte fosche. Una storia imbevuta di tristezza, dolore e malinconia che, per la prima volta, ha come protagonista un personaggio femminile.

Sara Morozzi è una donna provata dalla vita. Brillante graduata della Polizia di Stato, ora in pensione, era entrata giovanissima nell'unità speciale deputata alle intercettazioni non autorizzate. Per tutta la vita il lavoro di Sara è stato quello di ascoltare le storie degli altri grazie alla capacità di interpretare e decifrare segni e linguaggi. Il movimento delle labbra, la postura del corpo, la posizione della testa ed il tono della voce erano indizi fondamentali per il proprio lavoro, una condanna più che un dono che ancora oggi, alla soglia della mezza età, viene a farle visita di tanto in tanto. 
Nonostante abbia lasciato l'unità dopo la morte del suo capo e compagno, Sara, conosciuta nell'ambiente come Mora, viene contattata da una sua ex collega per indagare, come consulente esterno e non come membro attivo della squadra, su un caso di omicidio già risolto, l'assassino infatti è stato assicurato alla giustizia e sta già scontando la sua pena. Ma le ombre di quell'omicidio non sono state del tutto dissipate e tendono a protendersi sul presente e sul futuro di una bambina che, a detta della madre, è gravemente in pericolo. Sara, affiancata dall'ispettore Davide Pardo, dovrà tornare in azione per fare luce su verità scomode ed inaspettate, matasse da sbrogliare e gente pessima, che si protegge tra loro, che alza barriere e depista a suo piacimento.

lunedì 4 settembre 2017

Recensione 'Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi' di Maurizio De Giovanni


Primo lunedì di settembre e, come avrete notato, il blog è tornato alla sua normale attività dopo la pausa estiva ed io sono più carica che mai. Oggi vi lascio la recensione di uno dei primi romanzi che mi hanno fatto compagnia nei giorni di vacanza. Si tratta di una serie che ho tutta l'intenzione di portare a termine. Buona lettura!





Il senso del dolore
L'inverno del commissario Ricciardi
Maurizio De Giovanni


Editore: Einaudi - Genere: Giallo
Pagine: 189 - Prezzo: 12,00 €


Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco. Mentre i giorni passano e il vicequestore incalza, timoroso dell’impazienza del regime che da Roma chiede chiarezza ed esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia, la città freme sotto un alone cupo e livido, il risentimento cova nei vicoli e nei bassi, i raggi del sole illuminano a squarci le facciate degli antichi palazzi. Attento alle esigenze dei più deboli, il commissario segue il suo senso di giustizia per dare un nome all’assassino.




Avevo avuto modo di conoscere e apprezzare la scrittura di De Giovanni già la scorsa estate con la raccolta Nove volte per amore. Passato oramai un anno, mi sono detta che i tempi erano maturi per fare un salto definitivo nel suo mondo di storie e parole, un avvicinamento in grande stile, dunque, per conoscere uno dei protagonisti indubbiamente più amati nel panorama del giallo: il commissario Ricciardi.

Come saprete, o forse no, Luigi Alfredo Ricciardi vede i morti: non tutti e non a lungo. Solo quelli di morte violenta, come in una fotografia che fissa il momento in cui si è conclusa la loro esistenza, l'espressione, le ultime parole ripetute incessantemente. Un dono che a parer suo è soprattutto una condanna. Ma oltre a vedere, il commissario Ricciardi, percepisce le emozioni, più di tutto, in qualsiasi sfumatura di colore. Entrare in polizia ha rappresentato, per lui, l'unico modo per alleggerire quel peso nel mondo dei vivi; l'unico modo per seppellire i morti. L'abilità, che potremmo definire sovrannaturale, di trovarsi al confine tra due mondi fa di lui uno degli investigatori più rispettati, capace di risolvere anche i casi più intricati, come quello del tenore Arnaldo Vezzi che ci viene proposto in questa prima avventura.

"Così era il Fatto, la sua condanna: gli arrivava addosso come il fantasma di un cavallo in corsa, senza dargli il tempo di evitarlo; nessun avvertimento lo precedeva, nessuna sensazione fisica lo seguiva se non il ricordo. Ancora una cicatrice nella sua anima."

Leggere De Giovanni, almeno per quel che mi riguarda, è stato come ritrovarsi al cospetto di un film su carta. Ciò che colpisce, sicuramente, è la cura dei dettagli nella loro singolarità e nel quadro d'insieme, a partire già dall'ambientazione tutta anni '30 di uno dei quartieri più famosi di Napoli, quello su cui affaccia il Real Teatro di San Carlo. 

Il giallo, magnificamente costruito, e quindi l'omicidio sul quale indagare costituiscono il filo conduttore dell'intera vicenda ma, allo stesso tempo, il pretesto, il palcoscenico sul quale far prendere vita alle figure che calcano la scena. 
Tra tutte spicca sicuramente quella del commissario Ricciardi, una personalità complessa e travagliata; un personaggio elegante, d'altri tempi, che sa il fatto suo e che sa come usare le parole anche in caso di netto rifiuto. In lui un dolore vecchio ma sempre vivo, un antico compagno. Solitario ed intelligente, è dotato di una vena di ironia che emerge in maniera inequivocabile nei dialoghi con i suoi interlocutori. 

Nonostante si tratti del protagonista indiscusso, ho molto apprezzato il rispetto che lo scrittore e la sua penna hanno per quelli che potremmo definire, senza dubbio alcuno, i personaggi secondari, i cui sentieri si intrecciano irrimediabilmente alla via maestra. Nello specifico mi riferisco al fedele compagno Maione o alla tata Rosa, settantasettenne dall'aria materna, persa nei ricordi e nella profonda devozione verso la famiglia Ricciardi. 
Per non parlare poi di quella che, a mio avviso, è la parte più toccante e coinvolgente: il delicato dialogo muto tra Ricciardi ed Enrica, la meccanicità dei gesti per quello che è una sorta di rituale serale, nonché sinonimo di casa.
Enrica rappresenta una pennellata di colore nel grigiore della stagione invernale che caratterizza questo primo romanzo con protagonista il commissario e spero vivamente che conquisti un proprio spazio sulla scena nel prosieguo delle stagioni.

Indubbiamente, lo stile di De Giovanni, adattandosi anche all'epoca storica dei fatti narrati, è particolare, ricercato, e richiede una certa attenzione da parte del lettore, un po' come quando ci accostiamo a qualcosa di nuovo. Una volta presa dimestichezza con la sintassi, però, si viene ripagati con un coinvolgimento pieno, un coinvolgimento totale, nel narrato.
L'intrecciarsi di storie, di vite e di voci tanto diverse costituisce un'onda travolgente che spinge il lettore a proseguire con i capitoli successivi. Ed è proprio per questo che il Ricciardi me lo immagino così, nella penombra della finestra, la tenda scostata, ad osservare da troppo lontano la mano di lei che ricama incessantemente. Due occhi verdi, un mare in tempesta, e tanto altro ancora da raccontare.






venerdì 2 settembre 2016

Recensione 'Nove volte per amore' di Maurizio De Giovanni






Nove volte per amore
Maurizio De Giovanni


Editore: Cento Autori - Genere: Giallo
Pagine: 165 - Prezzo: 13,90 €
(OMAGGIO CE)


Nove casi di cronaca nera riletti dall'immaginazione e dalla penna di Maurizio de Giovanni. Nove indagini in cui colpevoli e innocenti, vittime e carnefici, danzano in un vortice di passioni e misteri. Maurizio de Giovanni apre così uno squarcio su scenari di delitti, bugie e segreti inconfessabili e lo fa alla sua maniera, con uno stile delicato ed efficace, capace di penetrare l'animo del lettore, per raccontare un'unica storia, quella di un'Italia criminale e dal cuore oscuro.







"Se non si guarda non si vede", è questa la frase che racchiude l'essenza dei nove fatti di cronaca che ci vengono mirabilmente raccontati dalla delicata penna di Maurizio De Giovanni (già famoso per la serie di libri dedicata al commissario Ricciardi e che non vedo l'ora di recuperare alla luce di questa lettura). 

L'autore compie quel passo in più, quel passo che lo conduce in quella che viene definita la zona d'ombra e che va al di là delle indagini che porteranno alla scoperta dell'arma del delitto, dell'omicida e del movente. Il suo obiettivo è quello di scandagliare la sfera delle emozioni, delle sensazioni, dei pensieri che hanno riguardato ambo le parti: vittima e carnefice.
Attraverso un'alternanza di voci, suoni e silenzi in cui a parlare saranno proprio i protagonisti, perché sia che si tratti dei primi o dei secondi, siamo sempre di fronte a quelli che sono i veri e propri protagonisti di queste storie della cronaca italiana degli ultimi anni, De Giovanni sarà in grado di andare oltre la notizia.
E allora inizia a baluginare quell'idea che chi ci sta accanto, in alcuni casi, non è affatto chi credevamo, piuttosto uno sconosciuto. Emerge il lato oscuro dell'essere umano con tutte le macabre sfaccettature che lo caratterizzano.


"La gente cambia, sapete. La gente cambia. O forse nemmeno questo: la gente si nasconde. Finge di essere altro da quello che è, si mostra per come vorrebbe essere. Seppellisce sotto una coltre di rispettabilità, di onestà, di valori la propria natura. E a volte ci riesce talmente bene, la gente, da ingannare chiunque. Anche chi ha vicino. Soprattutto chi ha vicino."



Con uno stile diretto ed efficace, senza troppi giri di parole, ma al contempo sensibile e toccante, saremo trascinati in un vortice di pagine che mostrano quello che è il lato oscuro della nostra nazione e che trova il suo compimento ultimo nell'unico atto possibile: l'omicidio e quindi la morte.
Quello che si ricorda meglio, che rimane nella memoria delle vittime è il dolore, un reticolo fitto di cicatrici che solcano l'anima profondamente e irrimediabilmente. 

Da attenta ascoltatrice di quelli che sono i fatti di cronaca non posso che consigliarvene la lettura perché si tratta di un romanzo che aiuta a fare luce su quei punti che rimangono sempre celati, o comunque che vanno letti tra le righe delle notizie riportate sui quotidiani. Un romanzo che risponde a domande del tipo 'Cosa avrà provato?' oppure 'Cosa l'ha spinto a commettere quel gesto folle?'.