sabato 30 dicembre 2017

Un anno se ne va...



Ed anche questo anno volge al termine e, come per lo scorso, è tempo di tirare le somme e fare bilanci. Il 2017, in ottemperanza a quelle ultime due cifre che lo caratterizzano e lo rendono unico almeno per il prossimo secolo, un po' di sfortuna se l'è portata dietro.
Iniziato nel migliore dei modi, si è poi perso per strada come un po' mi aspettavo. Non sono una fan dei pronostici, men che meno degli oroscopi, indi per cui non ci avevo tanto creduto.

Eppure questo 2017 è stato l'anno delle rivelazioni. Nella sua bruttezza è stato portatore di piccole verità a cui avrei dovuto essere abituata (dopo anni di esperienza il callo ancora non l'ho fatto, a quanto pare!). Forse lo considero negativamente proprio per questo, perché mi ha aperto gli occhi ancora una volta, insegnandomi che le favole con il lieto fine non esistono e che bisogna sempre andarci con i piedi di piombo.
Non sono una che ama parlare e sbandierare ai quattro venti quello che pensa, non ho manie di protagonismo, piuttosto sono una che incassa e in punta di piedi lascia la scena. Ed è un po' quello che è successo nei mesi passati. Ovviamente se ve ne parlo è perché quanto accaduto non riguarda tanto il mio vissuto personale (altrimenti non sarei qui a fare questo lungo discorso) quanto proprio la blogosfera.
Ci ho messo qualche mese a metabolizzare il tutto ed oggi sono consapevole del fatto che forse questo 2017 io dovrei ringraziarlo perché, ancora una volta, mi ha permesso di crescere. Le sue delusioni, i sogni spezzati, le scelte inaspettate, le machere cadute e i rapporti interrottisi sono tanti altri tasselli che, non solo mi hanno aperto gli occhi, ma messi insieme vanno a formare quella che sono, nel bene e nel male.

Un anno di crescita, quindi, non solo anagrafica ma anche caratteriale. Un anno disastroso in termini di amicizie ma non di letture. Come vi avevo preannunciato, infatti, il 2017 sarebbe un po' stato l'anno delle sperimentazioni di genere, un uscire, ogni tanto, dalla comfort zone per provare letture non proprio vicine al mio io lettrice. Cosa è successo? Ebbene, ho scoperto che ci sono generi che fino a questo momento avevo bellamente snobbato perché non abbastanza nelle mie corde salvo poi scoprire che, ad esempio, una vena fantasy scorre in me. Sì, diciamo che la scoperta più eclatante è stata proprio la mia passione verso il genere fantasy. Ma il 2017 è stato anche un anno di conoscenza di nuovi autori, di incontri letterari, di trasferte, di sorrisi, di mani che si stringono, di abbracci, di sguardi che, in fondo, potrebbe essere bello non dimenticare. 

Ed ora ecco la parte che un po' tutti aspettavate, quella in cui fare un bilancio delle letture. Il 2017 è stato un anno molto ricco di pagine inchiostrate, di emozioni forti e coinvolgenti. Avevo fissato una meta di 100 libri su Goodreads, come già era avvenuto lo scorso anno, ne ho letti solo 74, battendo così il record passato, e mi accingo a riprovarci, fiduciosa che quest'anno sia quello giusto per sfidare me stessa in termini di quantità ma, soprattutto, di qualità.
Come già avveniva lo scorso dicembre, arrivati a questo punto, è più che difficile stilare un elenco di letture che possano essere definite le "migliori". Per quanto uno ci provi, qualcuna resta sempre fuori. Allora ho deciso di proporre una piccola selezione di letture del cuore, quelle che avranno sempre un posto speciale nella mia biblioteca; accanto ad ognuna troverete un piccolo stralcio della mia recensione:






"Questo romanzo è una vera e propria presa di coscienza. Tra le pagine prendono piede diverse storie, ognuna dotata di una propria autonomia ma ben legate al contesto generale attraverso una fitta trama intessuta con maestria ed eleganza, alla francese, e mai stucchevole. Questo è anche il romanzo della consapevolezza attraverso il quale il lettore in primis sarà chiamato a rapportarsi al mondo dell'anzianità con occhi diversi, andando al di là della semplice idea seconda la quale l'anziano rappresenta, agli occhi di chi osserva, l'intero ciclo della vita. Comprenderà come dietro quei volti, quei capelli grigi ci siano delle persone che sono state giovani, hanno fatto dei progetti, hanno amato, fatto delle scelte, costruito una vita intera."











"Con uno stile semplice ed ammaliante, arricchito dalle sonorità del dialetto napoletano che rendono la lettura quasi musicale, Lorenzo ci insegna che, il più delle volte, anche noi annodiamo la nostra vita a formare un gomitolo la cui struttura è completamente diversa da quella che ci aspettavamo. E per fare ciò si serve di personaggi che bucano la pagina, un coro di voci che ti si insinuano nelle orecchie e che, quando tutto è compiuto, li immagini ancora lì, pronti a restare. Loro ce l'hanno fatta a sbrogliare la matassa.
Ed è per questo motivo che il romanzo è un riconciliarsi con se stessi e con le brutture della vita. Un romanzo che tra un respiro e un battito di ciglia, smuove qualcosa nel lettore portandolo, inevitabilmente, a sorridere ma anche a versare lacrime."



venerdì 22 dicembre 2017

5 Cose Che...: "5 libri che vorrei trovare sotto l'albero"


Rubrica a cadenza occasionale ideata dal blog Twins Books Lovers con protagonisti i libri



Finalmente è arrivato Natale, il periodo più magico dell'anno, ed è anche venerdì. Questo vuol dire che è tempo di lasciare spazio alla rubrica 5 Cose Che..., ideata da Giorgia e Debora del blog Twins Books Lover (se voleste partecipare, il link precedente rimanda alla pagina delle iscrizioni), che questo mese è stata ricca di argomenti davvero interessanti e soprattutto a tema.
Ebbene, quello scelto per questo venerdì che precede il Natale non poteva che essere...



... 5 LIBRI CHE VORREI TROVARE SOTTO L'ALBERO





CHIAMATE LA LEVATRICE
- Jennifer Worth-

La cronaca, quasi un diario, delle giornate di una levatrice nell'East Side di Londra inizi anni Cinquanta. Con lei si entra nella realtà delle Docklands, vite proletarie che sembrano immagini della plebe ottocentesca più che cittadini lavoratori del democratico Novecento. Si entra in questa desolazione impensabile con una voglia di verità quotidiana raramente riscontrabile in un libro, ma anche con una rispettosa allegria, con la sicura fiducia che quel mondo stia per finire, senza rimpianti, grazie ai radicali cambiamenti apportati dal Sistema sanitario nazionale appena nato. Come poi fu, almeno fino ad oggi. La fresca verve di Jennifer Worth, nel trattare una materia così cruda, crea una formula ingegnosa (e di grande successo sia letterario che come fiction televisiva). L'eroismo quotidiano di interventi clinici spesso drammatici, si mescola alla denuncia sociale, alla fiamma inestinguibile dei sentimenti umani, e alla ricchissima quantità di storie e ritratti. Accanto a questi, la galleria, tenera, nobile e a tratti comica, delle giovani levatrici e delle suore del convento di Nonnatus House, da cui le ragazze dipendevano professionalmente e dove abitavano. Su questa testimonianza aleggia un lieve "effetto Dickens" con un tocco di innocente gaiezza, che però non nasconde un monito evidente a favore delle politiche sociali solidaristiche, a non smantellare, per la scarsa memoria del passato, gli strumenti che hanno permesso di diffondere dignità umana.






LA BASTARDA DEGLI SFORZA
- Carla Maria Russo -

1463. In una Milano splendida e in subbuglio dopo l'ascesa al potere di Galeazzo Maria Sforza, tiranno crudele e spietato ma anche amante delle arti e della musica, nasce Caterina, figlia illegittima di Galeazzo, la quale fin da bambina dimostra qualità non comuni e uno spirito ribelle: impossibile imbrigliarla nell'educazione che sarebbe appropriata per una femmina, ama la caccia, la spada, la lotta. Una sola regola sua nonna Bianca Maria riesce a inculcarle nell'animo: la necessità, per una nobildonna, di pagare il privilegio della sua nascita accettando il proprio destino, qualunque esso sia, per il bene del casato cui appartiene, anche a costo di tradire la propria natura. Per questo, quando è costretta a nozze forzate per salvare il ducato da una pericolosa guerra scatenata dal papa Sisto IV, Caterina subisce il matrimonio e, con esso, gli orrori perpetrati dal marito, che si rivela tanto violento quanto pavido e imbelle. Quando però, dopo la morte improvvisa di Sisto IV, loro protettore, si troverà coinvolta in una serie di feroci scontri tra gruppi di potere e opposte fazioni, il suo palazzo assalito e distrutto, la vita sua e dei figli in gravissimo pericolo, ritroverà lo spirito battagliero e il coraggio indomabile di un tempo e combatterà come e meglio di un uomo, lasciando un segno così indelebile nella vita di chi la ama e di chi la odia da guadagnarsi l'appellativo di Tygre.


giovedì 21 dicembre 2017

The Hunting Word Challenge: gran finale con podio!



*Piccolo siparietto, tanto per restare in tema*
"Ma come, è già finita?" "E certo! Un anno è già passato, non abbiamo
mica pettinato le bambole in questi mesi!"
"Ne sei sicura?" *Io sì, tu non so mica"
"Ma quindi...?" "Quindi ci siamo..."



Buongiorno lettrici e lettori, il post di oggi è dedicato a tutti coloro che hanno preso parte alla The Hunting Word Challenge, la sfida di lettura che vi ha fatto compagnia (si spera!) nel corso di tuuutto il 2017 e che si è conclusa proprio ieri pomeriggio alle ore 18:00.
Per me è stata la prima esperienza come organizzatrice, avevo avuto modo di prendere parte alle varie challenge che vengono organizzate annualmente, lo faccio tutt'ora, ma trovarsi dall'altra parte della barricata è stata una novità assoluta.
Una novità che ha anche richiesto molto impegno, pazienza, costanza, ma soprattutto molto tempo. Ho capito che è proprio per questo motivo che la maggior parte delle challenge di lettura viene organizzata da più persone che cooperano tra loro al meglio per essere non solo sempre presenti, ma per garantire un ottimo risultato.

Molti di voi mi hanno chiesto se avrei organizzato una challenge anche per il 2018 ma, come avrete capito essendo già al 21 di Dicembre, la cosa non si farà per un motivo molto semplice: il tempo.
Purtroppo quest'anno, dopo esattamente dieci anni dalla prima immatricolazione e cinque dalla seduta di laurea, dovrò tornare tra i banchi dell'università per giocarmi il mio futuro (che detta così suona tipo minaccia di morte ma ovviamente non lo è) e, conseguentemente, dovrò concentrarmi sullo studio e sulla preparazione del successivo concorso. Molto probabilmente rallenterà anche l'attività del blog ed è per questo che non ho voluto imbarcarmi in un'avventura che avrebbe richiesto una certa continuità e presenza che, al momento, non posso assicurare.
Ovviamente mi dispiace moltissimo perché relazionarmi con voi e leggervi è stato bello, interessante e illuminante. Ho capito l'importanza della diversità dell'essere lettori, di come si possa essere differenti per scelte di lettura, di come si possano avere idee dissimili o simili su uno stesso titolo. Avete allungato la mia WL suggerendomi romanzi che, magari, non avrei mai preso in considerazione. Mi avete dato molto, inconsapevolmente, e spero di avervi spinti a superare anche i vostri limiti, spingendovi ad approcciarvi a nuovi generi. Vi chiedo scusa se su qualche decisione non siete stati d'accordo, io, dal canto mio, ho cercato di applicare sempre lo stesso metro di giudizio, attenendomi al regolamento di base, ma se così non dovesse essere stato lasciate che mi trinceri dietro la classica frase: errare è umano.

Dopo questa parentesi, luuunga ma doverosa, lasciate che faccia i complimenti a tutti coloro che hanno accettato il guanto di sfida e deciso di giocare con me, dal primo all'ultimo, da chi è rimasto fino alla fine a chi ha deciso di interrompere il cammino anzitempo, da chi ha partecipato assiduamente a chi lo ha fatto meno o per nulla. La vostra presenza l'ho percepita e continuo a percepirla. Adesso potrò gettare la maschera dell'imparzialità, indossata fino a questo momento, e godermi le amicizia nate in sordina, tra un quesito e l'altro, tra una immagine di copertina e una parola nel titolo...

...Ebbene, i tempi sono maturi, le menti prima e le calcolatrici poi hanno svolto il ruolo che compete loro, i numeri si sono accavallati gli uni agli altri e le somme hanno decretato i seguenti vincitori che si porteranno a casa i premi che già conoscevate ma che vi ripeto con piacere:

  • PRIMO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 20 €;
  • SECONDO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 10 €;
  • TERZO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 5 €.


venerdì 15 dicembre 2017

Recensione 'Ritratto di donna in cremisi' di Simona Ahrnstedt





Ritratto di donna in cremisi
Simona Ahrnstedt


Editore: Sperling&Kupfer - Genere: Narrativa Rosa
Pagine: 433 - Prezzo: 19,90 € - eBook: 6,99 €


Stoccolma, 1880. È una sera di dicembre e la città è come incantata sotto una coltre di neve. Nel foyer luccicante del Teatro dell'Opera, gremito di dame in abiti eleganti e gentiluomini dell'alta società, un uomo e una donna si incontrano. Lei è Beatrice Löwenström, dai meravigliosi capelli rosso fuoco e il viso spruzzato di lentiggini, una ragazza volitiva e ribelle che mal sopporta le rigide convenzioni borghesi degli zii con cui vive. Lui è Seth Hammerstaal, lo scapolo più discusso della città, con un debole per le belle donne e per le regole da infrangere. Un incontro fuggevole, eppure destinato a cambiare per sempre due vite. Perché quella sera nasce la più travolgente passione che la fredda Stoccolma abbia conosciuto: da allora le strade di Seth e Beatrice si incrociano più volte. Seth è incantato dall'intelligenza di Beatrice, una donna che non assomiglia a nessun'altra, e Beatrice spaventata e insieme sedotta da quest'uomo affascinante e inaffidabile, che non ha mai vissuto secondo gli schemi. Lungo le vie scivolose per la brina, dinanzi alla baia ghiacciata scintillante di luci, tra convegni notturni e passeggiate in carrozza, si consuma così un amore segreto, e per questo ancor più bruciante. Ma su Beatrice sono già stati fatti progetti e conclusi accordi che non includono né la libertà, né la felicità e tantomeno Seth... Traboccante di passione, con il passo ammaliante di un classico, "Ritratto di donna in cremisi" è un'indimenticabile storia d'amore.



Recensione

Nell'ultimo periodo, in fatto di letture, ho iniziato ad alternare alle novità anche titoli pubblicati già da qualche tempo, con l'intento di smaltire un po' di arretrati che giacciono, impolverati, sugli scaffali della mia libreria. Il libro della Ahrnstedt fa parte di questa categoria e devo ammettere che mi ha fatto molta compagnia durante lo scorso weekend.

Appartenente al genere romance, che si riflette in quella che è la caratteristica peculiare, ovvero la narrazione di una storia d'amore con tanto di intrighi e macchinazioni, il romanzo in questione presenta alcuni aspetti formali e strutturali propri della fiaba, che si riflettono nella caratterizzazione dei personaggi che svolgono un ruolo ben preciso nel contesto narrativo. Oltre al fatto che è corredato di una serie di sfumature che lo rendono molto vicino al genere storico, soprattutto per ambientazioni.
La storia, in effetti, prende piede nel freddo nord: siamo a Stoccolma nel 1880, e ci racconta, come ogni romance che si rispetti, una storia d'amore alquanto travagliata.

martedì 12 dicembre 2017

Recensione 'Assassinio sull'Orient Express' di Agatha Christie


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Dopo una lettura abbandonata a metà strada (quella della Maraini, per chi se lo stesse chiedendo), ho deciso di tornare nella mia comfort zone ed è proprio per questo motivo che, oggi, vi propongo la recensione di un romanzo appartenente ad uno dei miei generi letterari preferiti. Ovviamente non potevo che farlo in grande stile in compagnia di uno degli investigatori più famosi a livello mondiale, Hercule Poirot, e della sua progenitrice, Agatha Christie, la regina del giallo. Buona lettura!





Assassinio sull'Orient Express
Agatha Christie


Editore: Mondadori - Genere: Giallo
Pagine: 278 - Prezzo: 10,00 € - eBook: 4,99 €


Salito a bordo del leggendario Orient Express, l'impareggiabile investigatore Hercule Poirot è costretto a occuparsi di un efferato delitto. Mentre il treno è bloccato nella neve, infatti, qualcuno tra i passeggeri pugnala a morte il ricco signor Ratchett. Evidentemente l'assassino deve nascondersi fra i viaggiatori, ma nessuno di loro sembra avere motivo per commettere il crimine. Un'indagine complicata attende l'infallibile detective.



Recensione

Mentre mi accingo a scendere da uno dei treni più famosi nella storia della letteratura, l'Orient Express, con un piede ancora sul predellino metallico e le porte del vagone ristorante che si chiudono alle mie spalle, ripenso all'ingegno di quell'ometto dai baffi impomatati, alla sua orazione finale, e al fatto che leggere le sue avventure, nate dalla penna di una delle mie autrici preferite, sia sempre un tornare a casa, in un porto sicuro.  

L'Orient Express, messo in servizio alla fine del 1800, è stato un treno passeggeri a lunga distanza che collegava Istanbul a Parigi, un treno che lo stesso Poirot si ritroverà a prendere, in maniera del tutto casuale, per far ritorno a casa. Un treno che, sul vagone Istanbul-Calais, vedrà consumarsi un efferato omicidio. Dodici coltellate squarceranno il petto di Monsieur Ratchett, un delitto non pulito con colpi vibrati a casaccio e, molto probabilmente, sferrati non da un unico assassino. Sarà la doppia identità del defunto, il riaffiorare di alcuni episodi del suo passato, ad instradare l'indagine dell'investigatore belga anche se, almeno all'apparenza, nessun passeggero sembrerebbe essere implicato nella vicenda. L'unica certezza, tuttavia, è che l'assassino debba trovarsi necessariamente ancora sul treno che, fermo nella neve ed incapace di ripartire, non ha permesso una via di fuga al responsabile.

lunedì 4 dicembre 2017

Recensione 'L'assassinio di Florence Nightingale Shore' di Jessica Fellowes





L'assassinio di Florence Nightingale Shore
Jessica Fellowes


Editore: Neri Pozza - Genere: Giallo
 Pagine: 391 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99€
(Omaggio CE)


Il 12 gennaio 1920 l'infermiera Florence Nightingale Shore ore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell'ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello, È l'ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannion salta giù da un treno in corsa per sfuggire all'opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre dal naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell'Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l'aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell'infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli ambientati nell'Inghilterra degli anni venti e trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.



A quanto pare, in ambito letterario, il cognome Fellowes è sinonimo di garanzia. Jessica Fellowes, l'autrice del romanzo di cui sto per parlarvi, non è altro che la nipote di Julian Fellowes, famoso per opere quali Downton Abbey e Belgravia, sempre edite dalla casa editrice Neri Pozza.
Tralasciando però questo piccolo aspetto, che voleva essere solo una precisazione, devo confessarvi che, quando ho scoperto che ci sarebbe stata la pubblicazione del suddetto romanzo, ho sentito quasi l'esigenza di doverlo leggere un po' per soddisfare il mio personalissimo gusto di lettrice, un po' per potervene poi parlare. Le aspettative erano altissime, sì, ma sono state pienamente soddisfatte.

È indubbio che l'autrice ha una grandissima capacità narrativa, di quelle che tengono incollato il lettore, con il fiato sospeso, dalla prima all'ultima pagina, e questo lo si comprende sin da subito. Così come è indubbio che lo stesso lettore si senta perfettamente calato nel contesto storico e culturale che gli viene magistralmente presentato, quasi fosse un piccolo insetto onnisciente che tutto vede e tutto sa, eccetto chi sia il colpevole.

Florence Shore e Mabel Rogers
L'assassinio di Florence Nightingale Shore è, infatti, il primo romanzo di una serie di sei gialli nei quali saranno presentati casi di omicidi realmente accaduti ma che nella realtà non hanno trovato una risoluzione. Trovo l'idea davvero geniale, non solo perché l'autrice basandosi su fatti e prove reali propone un'indagine in versione romanzata che in qualche modo possa condurre ad una pseudo verità, ma soprattutto perché pone l'attenzione su fatti di cronaca del passato che, riportati alla luce, si pongono l'obiettivo di far conoscere e omaggiare queste figure che non hanno ottenuto giustizia. 
Perché proprio sei romanzi? Ebbene, il numero non è affatto casuale perché fa riferimento a quelle che saranno le protagoniste degli stessi, ovvero le sei sorelle Mitford, Nancy, Pamela, Diana, Unity, Jessica e Deborah, giovani controverse e alla moda se si pensa al periodo storico, sociale e politico del 1900.
Associare a queste sei figure il termine di protagoniste, per la verità, non è propriamente corretto. Bisognerebbe piuttosto considerarle delle coprotagoniste in quanto non primeggiano sulla scena e il racconto non ruota attorno ad esse, ma, al contempo, non hanno nemmeno un ruolo marginale. Sarà proprio grazie all'intervento di una delle sei sorelle che i vari casi troveranno una loro risoluzione.
In questo primo romanzo la sorella coprotagonista non poteva che essere la maggiore, Nancy, che si porrà al fianco di quella che, a mio avviso, indossa i panni della vera e propria protagonista: Louisa Cannon.

Louisa costituisce l'elemento di contatto tra le varie figure che calcano la scena. Rappresenta il collegamento con la stessa Nancy, in quanto lavora come cameriera addetta alla nursery per la famiglia Mitford; rappresenta il collegamento con Guy Sullivan, l'allampanato agente della polizia ferroviaria che la soccorrerà durante la fuga da suo zio Stephen e che diventerà essenziale per la risoluzione del caso; ma rappresenta anche il collegamento con la stessa vittima, l'infermiera Shore, in quanto sarà Louisa, da profana, a farsi carico della vera e propria indagine, supportata dalle altre due figure: Guy e Nancy. Il punto di forza è costituito proprio dai personaggi che, sottovalutati dalla società, ma dotati di intelligenza e perspicacia, riescono a rialzarsi garantendosi un vero e proprio riscatto, una vera e propria rivincita su quella che è stata la loro esistenza fino a quel momento.

Le sorelle Mitford
Il romanzo, presentatoci come giallo, per via del caso di omicidio che viene strutturato in maniera ineccepibile e rispettosa, senza quelle forzature che avrebbero potuto renderlo poco verosimile, presenta molte sfumature di genere. L'assassinio funge, infatti, da pretesto per presentarci un quadro molto più complesso, delle storie che, perseguendo un proprio filone, arrivano ad intrecciarsi tra loro, capitolo dopo capitolo, in maniera molto naturale, complice anche uno stile ricercato, efficace ed ammaliante.

Con sullo sfondo un'Inghilterra schiacciata dal peso della guerra, dosando in maniera eccellente realtà storica e finzione letteraria, l'autrice ci offre una narrazione dai connotati netti e precisi. Uno spaccato della vita inglese che tra balli, ricevimenti, piste investigative ed interrogatori, saprà soddisfare non solo il lettore amante del genere giallo ma anche, e soprattutto, dello storico.





domenica 3 dicembre 2017

Monthly Recap Novembre!


Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Buona domenica lettori e benvenuti nel mio angolino! Da qualche giorno abbiamo accolto, trepidanti, il mese di Dicembre che è sinonimo del Natale tanto atteso. Questo è sicuramente il periodo dell'anno che preferisco: l'aria che si respira, la temperatura vicina allo 0, lo stare in famiglia tutti insieme, le letture accanto al caminetto cullati dal tepore delle fiamme. Insomma credo di aver reso abbastanza l'idea...
Bene, per un mese che inizia ce n'è uno che finisce e questo vuol dire che è tempo di dare uno sguardo a quanto accaduto, in termini librosi, nel mese di Novembre per cui mettetevi comodi in modo che possa illustrarvi il tutto...




LETTURE E RECENSIONI


Alla fine dello scorso appuntamento con la rubrica Monthly Recap proponevo la mia solita TBR librosa per il mese di Novembre e diciamo che la situazione, oggi, è la seguente:

- "L'antagonista" - Edoardo Zambelli
- "La rilegatrice di storie perdute" - Cristina Caboni
- "Occhi chiusi spalle al mare" - Donato Cutolo
- "Tre donne" - Dacia Maraini
- "Il romanzo degli istanti perfetti" - Thomas Montasser 


Ora, come potete vedere, sono riuscita a rispettarla in parte per il semplice fatto che ho dovuto inserire dei romanzi che ci tenevo particolarmente a leggere e che facevano parte delle uscite del mese. Se vi siete persi qualche recensione, vi basta cliccare sulle immagini che trovate di seguito:


Testo Alternativo
2,5/3 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
Testo Alternativo
3,5 stelle
Testo Alternativo
4 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
LIBRO DEL MESE
(Recensione il 4/12)




LIBRI SUI MIEI SCAFFALI


Nel mese di Novembre, in previsione dei regali di Natale, e soprattutto per non sballare i piani a chi mi ha già chiesto di poter leggere la mia lista dei desideri, non ho fatto alcun tipo di acquisto (sono stata brava!). Proprio per questo gli unici arrivi sono stati gli omaggi delle case editrici, che ringrazio sempre infinitamente, e un regalo da parte di Dolci per la challenge di lettura alla quale sto partecipando.

- "La dama e l'unicorno" - Tracy Chevalier (regalo challenge)
- "Arabesque" - Alessia Gazzola (omaggio Longanesi)
- "L'assassinio di Florence Nightingale Shore" - Jessica Fellowes (omaggio Neri Pozza)




COSA LEGGO A DICEMBRE?


Come ogni anno, stilare una TBR per il mese di Dicembre non è affatto semplice in quanto gli impegni del periodo natalizio, tra cenoni e tombolate in compagnia, non lo rendono fattibile. Tra l'altro questo è anche il mese in cui prendono piede le nuove challenge di lettura con tutti i loro fantastici obiettivi da spuntare che, ora come ora, non conosco. Tutto questo per dirvi che la mia TBR sarà molto più che breve e che riprenderò quei romanzi che ho lasciato indietro a novembre, ovvero: 


"La rilegatrice di storie perdute" - Cristina Caboni
"Tre donne" - Dacia Maraini


Ed anche questo appuntamento è giunto a conclusione per cui non mi resta che girarvi la domanda e chiedervi: come è andato il vostro Novembre? Noi, invece, ci rileggiamo presto!






venerdì 1 dicembre 2017

5 Cose Che...: "5 libri che regalerei"


Rubrica a cadenza occasionale ideata dal blog Twins Books Lovers con protagonisti i libri



Buongiorno lettori, inizia oggi uno dei mesi più magici dell'anno: Dicembre! Tra l'altro è anche venerdì e questo vuol dire che, dopo un piccolo periodo di latitanza, torna a farvi compagnia la rubrica 5 Cose Che... ideata da Giorgia e Debora del blog Twins Books Lover (se voleste partecipare, il link precedente rimanda alla pagina delle iscrizioni). Gli argomenti scelti per questo mese sono davvero belli e, soprattutto, a tema natalizio. Spero di riuscire a seguire gran parte degli appuntamenti perché li trovo molto interessanti.
Per questo motivo apriamo le danze con un tema che potrebbe essere fonte di ispirazione per quanti di voi sono soliti regalare libri a Natale. Oggi, infatti, vi parlo dei...



... 5 LIBRI CHE REGALEREI





IO CHE AMO SOLO TE
- Luca Bianchini -

Lo regalerei perché è uno di quei romanzi che mette a suo agio il lettore, gli parla, lo investe di profumi, emozioni, sensazioni e lo abbaglia con la sua bellezza. E il lettore è lì che, quasi senza scampo, perché in verità scampo non ne vorrebbe, si lascia conquistare, si lascia persuadere a proseguire, fino a quando non si rende conto di esserne diventato completamente dipendente. Un romanzo che racconta delle storie, storie che hanno bisogno del buio e del silenzio, storie che solo dopo il giusto tempo potranno essere narrate. Un romanzo dalla tinte delicate, come la storia d'amore che ne è protagonista, e calde, come la terra che le fa da cornice.









L'ARMINUTA
- Donatella Di Pietrantonio -

Lo regalerei perché questo è un romanzo fuori dal tempo, un romanzo ancestrale e che profuma di antico, della vita che fu. Un romanzo che si incentra sul concetto di maternità, in senso stretto, e sulla complessità dei rapporti famigliari, in un senso più ampio. Un romanzo che racconta gli strappi della vita e i diversi tentativi compiuti per ricucirli. Un romanzo che insegna come, a volte, basta poco alla vita stessa per cambiare all'improvviso, lasciando quella sgradevole sensazione di amaro in bocca, di sofferenza, e come sia importante, però, imparare a lottare per ritrovare il proprio posto nel mondo.









IL MARE DOVE NON SI TOCCA
- Fabio Genovesi -


Lo regalerei perché, grazie alla sua autentica semplicità, ad una scrittura unica, suggestiva e che sa raccontare, ci viene offerta una storia che ha il sapore dei tempi andati e che profuma di buono. Un romanzo che si prefigge l'obiettivo, grande e magnifico, di ricordare.
Un romanzo di rara bellezza, un dono inatteso per il quale è doveroso ringraziare.










LA GUARDIA, IL POETA E L'INVESTIGATORE
- Jung-myung Lee -


Lo regalerei perché è un romanzo ad ampio respiro, complesso e sublime, un testo poetico in prosa dotato di rara bellezza e che racchiude in sé tutta una serie di sfaccettature, di gradazioni di colore. 
Un romanzo che si sofferma sul potere delle parole, sul loro significato, su quello che dicono e che tacciono, sul modo in cui mescolandosi o contrapponendosi creano suggestioni dando corpo a pensieri e sentimenti: semplici frasi cambiano non solo le persone ma il mondo intero, diventando appiglio, ancore di salvezza nelle ore più buie.









LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO MONDO
- Daniela Mattalia -


Lo regalerei perché in questo romanzo si parla di perdita, di possibilità, di casualità, di destino e la bellezza risiede già nel titolo. La perfezione non è di questo mondo è uno degli ammonimenti salvavita: non sei diverso dagli altri perché non sei perfetto, anzi, sei tale e quale a loro proprio perché nessuno lo è ed errare è umano. E questa stessa imperfezione si riflette nei diversi personaggi di questa storia. Smarriti, ammaccati dalla vita, in bilico, ognuno alla ricerca di un punto fermo nella propria esistenza che vada a riequilibrare il baricentro delle loro priorità.





Come sempre non è stato semplice scegliere solo 5 titoli da proporvi per la rubrica, per la verità ne avrei molti altri da suggerire, fatto sta che questi sono quelli che, nell'immediato, regalerei. Sono quei romanzi che, in un modo o nell'altro, mi hanno segnata regalandomi emozioni in grande quantità e che, proprio per questo, vi consiglio.
Ed ora, a conclusione di questo appuntamento, vi domando:



quali sono i 5 romanzi
che voi regalereste?