mercoledì 11 settembre 2019

Recensione 'L'interprete' di Annette Hess


1963, nel mese di dicembre ha inizio quello che è conosciuto ai più come il Processo di Francoforte Auschwitz. Conclusosi poi, nell'agosto del 1965, rappresentò il più grande procedimento giudiziario nella storia tedesca e fu anche il primo a svolgersi dinanzi ad una corte che avrebbe valutato i crimini dell'Olocausto, sensibilizzando l'opinione pubblica nei confronti dei reati del nazismo perpetrati contro gli ebrei e le altre popolazioni perseguitate. 
Ventidue gli imputati accusati delle atrocità commesse nel campo di concentramento di Auschwitz, tra il 1940 e il 1945, fra cui diversi membri della Gestapo e personale medico. Oltre 350 i testimoni chiamati a deporre. Milioni gli echi delle voci delle vittime.

L'INTERPRETE di Annette Hess │ Editore: Neri Pozza │ Pagine: 314 │ Prezzo: 18,00€


È partendo da questo evento storico tanto importante, che costituisce il filo conduttore delle diverse parti che vanno a costituire il romanzo nella sua totalità, che la Hess imbastisce un narrato dalla trama solida e più che plausibile, in cui verità storiche e vicende personali, ed intime, della protagonista si intrecciano alla perfezione, in un continuum di avvenimenti che tengono il lettore ancorato ad una storia potente e reale nella sua disumanità.

L'interprete a cui si fa riferimento già nel titolo del romanzo è la tedesca Eva Bruhns. Traduttrice dal polacco, Eva, che fino a quel momento si è occupata solo ed esclusivamente di cause legali per risarcimento danni, contratti e faccende economiche, viene chiamata in tutta fretta per una traduzione, dato che un problema con il visto non ha permesso all'interprete incaricato di essere presente.
È a questo punto che la giovane protagonista entra in contatto con una realtà inimmaginabile. Josef Gabor, l'anziano polacco a cui deve fare da interprete, inizia a parlare di prigionieri asfissiati dal gas, baracche e campi di reclusione.
Turbata dall'avvenimento e completamente ignara di fatti tanto gravi appartenenti ad una delle pagine più crudeli della storia tedesca, Eva, contro il volere dei familiari e del fidanzato, accetta l'incarico di traduttrice ufficiale dal polacco, che la vedrà in prima linea al banco dei testimoni durante il processo di Francoforte.

Ha inizio così il racconto lucido ed efficace di quelle che possono essere considerate, a tutti gli effetti, delle verità disturbanti. La Hess non solo riesce a sviscerare con grande maestria delle tematiche tanto delicate, che hanno come focus principale la relazione tra i cittadini tedeschi e quanto avvenuto sotto l'egida del nazismo durante il Secondo Conflitto Mondiale, ma correda di un peso specifico i diversi sentimenti che albergano l'animo delle persone coinvolte. L'estraneità iniziale lascia il passo allo sgomento e all'incredulità. Diventa difficile scontrarsi con una realtà che, via via, si trasforma sempre più in verità.

sabato 7 settembre 2019

Sneak Peek Settembre 2019!



Buon sabato lettori! Il fine settimana è alle porte e, mentre cerco di recuperare un paio di recensioni arretrate, in modo da potervene parlare nelle prossime settimane, vi lascio il consueto post dedicato alle uscite del mese. Settembre è molto interessante per quanto riguarda i nuovi titoli che potrete trovare in libreria (per la verità anche Ottobre, visto che ho già adocchiato un po' di romanzi che voglio assolutamente leggere!). Come sempre si tratta di una mia, personalissima, selezione che spero possa soddisfare anche il vostro gusto. Mettetevi comodi e, soprattutto, recuperate carta e penna!






UN DOLORE COSÌ DOLCE
- David Nicholls -
In libreria dal 2 Settembre



È l'estate del 1997 a Londra, l'estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d'occhio e suggellati dall'immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa. Ora, però, per Charlie è giunta l'ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un'impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia. Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c'è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all'aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare. Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.







È COSÌ CHE SI FA
- Giulia Rossi -
In libreria dal 5 Settembre



Se chiedessimo al professor Federico Gastaldi quando tutto è cominciato, risponderebbe d'istinto: «Quel pomeriggio d'ottobre. Proprio nel momento in cui mia moglie aveva più bisogno di me, io ero fuori casa, avevo altro per la testa, e non ho nemmeno sentito il telefonino che squillava a vuoto. Da allora, mi è andato tutto storto, e io ho commesso fin troppi sbagli...» Questo romanzo, invece, inizia qualche mese dopo, una mattina di maggio, quando a scuola - un liceo classico di una cittadina di provincia - viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d'addio. L'autore è di sicuro uno studente, ma chi? L'ultimo a sapere dell'accaduto è come al solito Federico, che tornato a casa si accorge di avere il telefono pieno di notifiche. Legge i messaggi allarmati dei colleghi, infila la mano nella tasca dei pantaloni e impreca... Ha perso quello stupido biglietto, scritto di getto all'alba, e proprio nei corridoi della scuola! Nel giro di un paio di giorni, il biglietto diventa virale su Facebook e la storia monta a tal punto da interessare persino giornali e televisione. Ma un risvolto positivo in questa faccenda c'è. Mentre è freneticamente impegnato a proteggere la sua vita privata dalla curiosità dei social, Federico è finalmente costretto ad affrontare tutto ciò che è accaduto da quel famoso pomeriggio di ottobre a quella mattina di maggio. E così anche noi lettori, rivelazione dopo rivelazione, impareremo a conoscere davvero Federico, un brav'uomo che si è scoperto fin troppo fragile, al punto da commettere un ultimo, imperdonabile errore. Vittoria, una moglie allo stesso tempo presente e assente. E Matilde, una studentessa diversa dalle altre: testarda, intelligente e... innamorata. E assieme a loro ci renderemo conto che non c'è più posto per alibi, bugie e scorciatoie. Perché tutti noi sbagliamo nella vita, l'importante è trovare il modo giusto di riscattarci.

martedì 3 settembre 2019

Recensione 'Morte di un giovane di belle speranze' di Jessica Fellowes


Dopo una lunga e rigenerante pausa estiva torno sul blog a parlarvi di libri, e lo faccio con un romanzo che avrei dovuto leggere da tantissimo tempo, ma che appartiene ad un genere letterario a cui mi piace dare spazio soprattutto in estate. Si tratta del secondo volume del ciclo di romanzi che va sotto il nome de "I delitti Mitford".

MORTE DI UN GIOVANE DI BELLE SPERANZE di Jessica Fellowes │ Editore: Neri Pozza │ Pagine: 359 │ Prezzo: 18,00€


Jessica Fellowes è sinonimo di garanzia e, come forse saprete se avete letto la recensione de L'assassinio di Florence Nightingale Shore, ha dato il via ad un progetto molto interessante: scrivere una serie di gialli, ben sei volumi, in cui a giocare un ruolo essenziale nella risoluzione dei diversi casi saranno proprio le famigerate sorelle Mitford.
Infatti, anche in questo secondo capitolo, intitolato Morte di un giovane di belle speranze (che, per inciso, ho continuato a leggere "di una giovane" salvo poi scoprire che a morire fosse, in realtà, un uomo), oltre alla maggiore delle sorelle, Nancy, che abbiamo già conosciuto in precedenza, ci imbattiamo nella secondogenita, Pamela, detta Donna.

Temporalmente parlando sono trascorsi ben cinque anni dai precedenti avvenimenti. Siamo, infatti, nel 1925 e Pamela si appresta a varcare la soglia dei diciotto anni. Ad organizzarle la festa di compleanno, nonché di debutto in società, ci pensa sua sorella Nancy che, conoscendo la "gente giusta", quella che conta, inviterà un nutrito ed eterogeneo gruppo di amici londinesi.
Alice Diamond
Sono quelli che la stampa scandalistica inglese ha soprannominato "giovani aristocratici scapestrati" per via delle loro frequentazioni e per le grandiose feste in maschera, con annessa caccia al tesoro, che sono soliti organizzare.
Ed in effetti, durante i festeggiamenti presso Ashtall Manor, residenza della famiglia Mitford, nel cimitero di fianco alla dimora, si perpetra l'omicidio del giovane e arrogante Adrian Curtis, il cui cadavere viene rinvenuto dalla cameriera personale di sua sorella, Dulcie Long. Come la vita stessa le ha insegnato, le prime ad essere sospettate sono proprio le cameriere ed infatti Dulcie viene accusata dell'omicidio, poiché in possesso del movente giusto, e incarcerata.
Louise Cannon, cameriera addetta alla nursery per la famiglia Mitford, crede fermamente nell'innocenza di Dulcie ed è per questo che inizia la sua personalissima indagine, affiancata da Nancy e Pamela a cui, in un secondo momento si unirà anche Guy Sullivan.
Guy non è più un semplice agente della polizia ferroviaria, ma è diventato sergente di quella metropolitana della città di Londra e, per far colpo sul capo, si offre volontario per catturare una pericolosa criminale, Alice Diamond, e la sua banda, specializzata in furti, che si scoprirà avere dei legami con la stessa Dulcie.

giovedì 25 luglio 2019

Recensione 'Come tanti piccoli ricordi' di Mattia Bertoldi


  COME TANTI PICCOLI RICORDI di Mattia Bertoldi │ Editore: Tre60 │ Pagine: 295 │ Prezzo: 16,80€


Classico esempio di come la semplicità ripaghi, Come tanti piccoli ricordi è un romanzo che, grazie alla limpidezza della storia e alla naturalezza della prosa, è in grado di mirare al cuore del lettore colpendo il bersaglio in pieno centro.

Bertoldi, con delicatezza ed attenta compostezza, racconta una sfumatura molto particolare dell'esistenza umana: la perdita della memoria. 
Per farlo si serve di Manlio, un tipo all'antica proprio come il nome, ereditato da suo nonno, e che di mestiere fa proprio l'assistente per la memoria. Cosa vorrà mai dire? 
Ecco, Manlio si prende cura di quei pazienti che hanno una certa facilità a dimenticare, insegnandogli a parlare un nuovo linguaggio in cui conta l'importanza dei gesti, il contatto e la regolarità di piccoli momenti quotidiani che possono incidere sul corso delle giornate rendendole buone o cattive a seconda dei casi. Compito di Manlio è anche quello di relazionarsi con i parenti, coloro che vivendo a stretto contatto con queste mancanze sviluppano un senso di intolleranza, esasperazione, e frustrazione di fronte all'assenza di miglioramenti e coloro che, ancorati ad una forma di autoinganno e di non accettazione della realtà, sono fermamente convinti che la memoria, prima o poi, ritornerà.

lunedì 15 luglio 2019

Recensione 'La malalegna' di Rosa Ventrella


LA MALALEGNA di Rosa Ventrella │ Editore: Mondadori │ Pagine: 269 │ Prezzo: 18,00€


Romanzo familiare dalla prosa scorrevole e altamente evocativa che scandaglia l'imprescindibilità dei legami di sangue, che non si possono né spezzare né tantomeno dimenticare, La malalegna, ambientato nella mia Puglia, è un vero e proprio viaggio nei diversi sentimenti ed emozioni che definiscono la natura umana in quanto tale, indugiando in maniera sensibile e delicata sulla durezza della vita, quella fatta di scuorno e malalegna, ovvero vergogna e maldicenze. 

Tra i vicoli di chianche, squallidi e tortuosi, costeggiati da case talmente vicine che è possibile annusare gli aromi di sugo della dirimpettaia all'ora di pranzo o stendere le lenzuola da un capo all'altro degli edifici, passando per i campi ispidi, i boschi di lecci e le montagnole di terra imbottite di rovi, in un territorio di lupi, briganti e masciare, si perde la voce narrante di una Teresa ormai adulta che, richiamata nel paese natio, ripercorre insieme al lettore le strade della propria memoria, di un passato perduto e mai dimenticato e del rapporto con sua sorella minore, Angelina.

Figlie di braccianti, nate e cresciute a Copertino, alla fine degli anni Trenta, in una casa con un'unica stanza, divisa in due da una cortina che serviva a separare il sonno dalla veglia, Teresa e Angelina non potrebbero essere più diverse, sia per carattere che per bellezza: incompresa, taciturna e schiva la prima, quanto sicura, impertinente e vitale è la seconda. 
Teresa trascorre le sue giornate senza impeto, in preda a finali senza lusinghe, capelli senza garbo e con la continua certezza di non riuscire ad afferrare le parole giuste attraverso cui potersi esprimere, al punto tale da preferire il silenzio. Teresa si sente a proprio agio solo nell'ordine misurato stabilito dalla sua mania di contare qualsiasi cosa: il numero di passi, quello delle stelle, quello delle formiche che, in fila indiana, raccolgono i resti di cibo nel cortile. I numeri in successione la rassicurano perché definiscono il contorno delle cose. 
Al contrario Angelina, con il suo disprezzo per il mondo, sogna di valicarli quei confini, quelle leggi che la vorrebbero vedere piegata come tutte le altre donne del paese. In lei alberga il desiderio dell'altrove, che la opprime rendendola inquieta ma, al contempo, viva. Il desiderio di scambiare il fango e la ferocia che risiedono nei vichi della sua terra con le cose belle della vita, grazie anche alla sua fervida immaginazione e ai libri nei quali ama perdersi.

lunedì 8 luglio 2019

Recensione 'Jalna' di Mazo de la Roche


Primo volume di una serie che, almeno in lingua originale, ne conta ben sedici, Jalna è il romanzo apripista di quelle che sono anche conosciute come The Whiteoak Chronicles, ovvero le Cronache dei Whiteoak.
Una grande saga familiare che, pubblicata sul finire degli anni '20 del Novecento, copre un arco temporale narrativo di ben cento anni, raccontando la storia di tre generazioni di Whiteoak.


  JALNA di Mazo de la Roche │ Editore: Fazi │ Pagine: 381 │ Prezzo: 18,00€


Jalna non è solo il titolo del primo romanzo della serie, ma è anche il nome della grande tenuta, costruita nell'Ontario, in Canada, in onore dell'omonima città indiana in cui si erano conosciuti i due capostipiti della famiglia, ovvero Philip Whiteoak e sua moglie Adeline Court. 
Come un frutto maturo immerso nella luce dorata del pomeriggio, avvolto in un rosso manto di vite vergine e circondato da prati appena tosati e dal profumo dei frutteti, l'antica casa padronale diventa il teatro in cui si esibiscono gli attori principali dell'intera vicenda, la famiglia Whiteoak.

A tirare le redini è l'indomita nonna Adeline. Prossima al secolo, Adeline è una donna dalla feroce maestosità che dà l'impressione di aver vissuto una giovinezza fitta di intrighi, amanti e duelli, ma al contempo desiderosa dell'affetto di figli e nipoti e di una buona dose di pietanze da gustare nelle diverse ore della giornata. C'è, poi, il capofamiglia, Renny, inscalfibile, arrogante, irremovibile e apparentemente insensibile; Finch col suo strisciante senso di inferiorità e impotenza, rispetto al resto della famiglia, dal quale fugge solo attraverso la musica; Eden, impacciato e riservato, aggrappato alla sua delicata sensibilità di poeta; il birbante Wakefield, fratello minore, scaltro e furbo come pochi; gli zii Ernest e Nicholas; la sorella maggiore Meg, che ancora immagina un Maurice malinconico e intento a rimuginare sul fidanzamento annullato; lo sventato Pears. Per non contare poi due estranee, Pheasant, figlia illegittima del vicino, e Alayne, americana in carriera, due donne che, con il loro arrivo, andranno a scombussolare l'equilibrio familiare già precario.

lunedì 1 luglio 2019

Monthly Recap Maggio - Giugno!



Buongiorno lettori e ben approdati nel mio angolino. Oggi è tempo di riepilogo e, come annunciato già nello scorso appuntamento, facciamo il punto doppio, ovvero per i mesi di Maggio e Giugno.

Per prima cosa vorrei rassicurarvi sulla situazione pseudoblocco del lettore. Ne sono uscita, come forse avrete notato, ma ho comunque deciso di adattare la lettura alle mie esigenze, senza strafare, dedicandole un po' meno tempo del solito e scegliendo in maniera più oculata cosa leggere e cosa no.
Essendo giunti a metà anno sarebbe anche opportuno riguardare la lista dei buoni propositi stilata all'inizio di questo 2019 ma, in tutta sincerità, mi sono resa conto di aver rispettato solo un paio di punti. Tuttavia c'è tempo fino alla fine di questo anno per cui direi di bypassare la questione almeno per il momento.

Ma ora veniamo a noi. Nei due mesi appena trascorsi ho letto diversi romanzi. Alcuni hanno lasciato il segno più di altri e di qualcuno non ho sentito l'esigenza di parlarne sul blog (come ad esempio "La mennulara" di Simonetta Agnello Hornby che, a dirvi la verità, non mi ha particolarmente colpita).
Come sempre, cliccando sulle immagini sarete reindirizzati alla mia recensione...

https://appuntidiunagiovanereader.blogspot.com/2019/05/recensione-figlie-di-una-nuova-era-di.html
Letto dal 27/04 al 9/05
☆☆☆☆

https://appuntidiunagiovanereader.blogspot.com/2019/06/recensione-se-i-pesci-guardassero-le.html
Letto dall' 11/05 al 30/05
☆☆☆☆

https://appuntidiunagiovanereader.blogspot.com/2019/06/recensione-un-letto-per-due-di-beth.html
Letto dal 7/06 al 9/06
☆☆☆ e mezzo

https://appuntidiunagiovanereader.blogspot.com/2019/06/recensione-tavolo-numero-sette-di.html
Letto dal 10/06 al 12/06
☆☆☆☆

https://appuntidiunagiovanereader.blogspot.com/2019/06/recensione-la-volonta-del-male-di-dan.html
Letto dal 16/06 al 27/06
☆☆☆
☆ e mezzo