lunedì 21 gennaio 2019

Recensione 'L'ufficiale dei matrimoni' di Anthony Capella


L'ufficiale dei matrimoni è un romanzo che, coprendo un arco temporale che si estende dal 1943 al 1945, quindi nel pieno del secondo conflitto mondiale, racconta la situazione dell'Italia del Sud prendendo a campione la città di Napoli, la prima ad essere stata liberata dagli Alleati.


L'UFFICIALE DEI MATRIMONI di Anthony Capella│ Editore: Neri Pozza Pagine: 445 Prezzo: 18,00€


La Napoli di fronte alla quale ci troviamo è una città che, un po' come il resto della nazione, assomiglia ad un campo di battaglia in cui gli italiani non hanno alcuna intenzione di battersi, preda dei tedeschi, prima, e degli americani e degli inglesi, poi, per i quali i bisogni delle popolazioni civili contano poco o nulla. Il mercato nero e la prostituzione dilagano senza possibilità di scampo, rendendo la situazione sempre più decadente e corrotta. I ristoranti, i bar e le case di tolleranza vengono chiusi con l'intento di ostacolare la diffusione delle malattie veneree, ma senza risultati concreti. Le notti sono riempite da luminescenze spettrali, argentee e scintillanti, da boati, esplosioni e fughe rocambolesche per mettersi in salvo nella grande galleria che attraversa la collina sotto la città di Napoli.

È in questo clima, in cui la liberazione è peggio dell'occupazione, e all'iniziale contagioso entusiasmo si accompagna, via via, un senso di non sopportazione sempre più visibile, che si staglia la figura dell'ufficiale dei matrimoni, ruolo che viene affidato a James Gould, capitano del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico.
Compito dell'ufficiale è quello di arginare la situazione venutasi a creare con l'arrivo degli Alleati, impedendo i matrimoni che rammolliscono i soldati e creano uno scontento senza fine. Molti militari in servizio, infatti, si sono messi in testa di sposare ragazze del posto ma, per poter fare ciò, devono ottenere un permesso dal proprio superiore. È qui che interviene l'ufficiale dei matrimoni il cui lavoro consiste nel raccogliere prove, sottoporre le potenziali fidanzate ad un esame di verifica delle loro condizioni e redigere un verbale che possa definire la futura sposa idonea e di buon carattere.

Parallelamente alla narrazione che vede protagonista il capitano Gould, se ne sviluppa un'altra che è incentrata sulla figura di Livia Pertini.
Livia vive in una piccola frazione alle pendici del Vesuvio, insieme a suo padre Nino e a sua sorella Marisa. Vedova di guerra, Livia è una donna forte e volenterosa, per nulla spaventata dal lavoro tanto da aiutare il genitore nella gestione dell'osteria. Sua madre aveva cominciato ad insegnarle l'arte del cucinare sin da piccola, mettendo uno sgabellino di legno che le permettesse di raggiungere i fornelli. Livia non ricordava di aver imparato a cucinare, per lei si è sempre trattato di un comportamento innato tanto da non seguire nessun tipo di ricetta. Testarda e dalla lingua tagliente, quando anche l'osteria di famiglia viene chiusa, Livia parte per Napoli. Qui si imbatterà nell'ufficiale dei matrimoni. Due mondi così diversi, sia nel modo di pensare che in quello di vivere, che collideranno prima di poter raggiungere una parvenza di equilibrio.

Anthony Capella riesce a coniugare avvenimenti storici e finzione scenica per raccontare al lettore la vita e l'amore in tempo di guerra, così come l'importanza assunta dai rituali quotidiani, in un periodo così buio in cui nulla andava dato per scontato.

Il romanzo è ricco di dettagli storici che rendono manifesto il profondo lavoro di ricerca condotto dall'autore. Ci imbatteremo nell'eruzione del Vesuvio del '44, assisteremo impotenti ai rastrellamenti condotti per radunare le prostitute sifilitiche di Napoli e mandarle nel territorio tedesco a nord ad infettare quanti più nemici possibili, tremeremo al cospetto dei raid aerei, scenderemo in battaglia al fianco dei militari. A stemperare l'atmosfera il profumo del soffritto di aglio, cipolla e sedano tritati finemente e gettati nell'olio di oliva, del basilico spezzettato e delle fettuccine al limone.

L'ufficiale dei matrimoni è un romanzo che si lascia leggere. Un po' per l'ottima caratterizzazione dei personaggi, un po' per lo stile efficacemente descrittivo, senza sbavature e ricco di dialoghi ben costruiti e un po' per gli improvvisi colpi di scena. Unico neo: ho trovato la parte centrale della narrazione, quella che coincide con lo sbocciare del sentimento d'amore, piuttosto monotona, quasi come se il romanzo, in quel centinaio di pagine, perdesse un po' di mordente.
Nonostante questo, però, resto affascinata dalla scrittura di Capella. In un prossimo futuro, infatti, leggerò quasi sicuramente qualche altro suo lavoro.





martedì 15 gennaio 2019

Recensione 'Un cuore tuo malgrado' di Piero Sorrentino


In uscita oggi per Mondadori, Un cuore tuo malgrado, di Piero Sorrentino, è il romanzo che, tra tutte le novità di gennaio, ha stuzzicato, per primo, la mia curiosità. Posso anticiparvi che le mie aspettative non sono state affatto deluse perché la storia raccontata, nonostante la sua brevità, è un condensato di emozioni.


UN CUORE TUO MALGRADO di Piero Sorrentino │ Editore: Mondadori Pagine: 156 Prezzo: 17,00€


Bianca Mattei guida gli autobus, mestiere non propriamente femminile che ha ereditato alla morte del padre, anche lui autista, ma amante degli aerei. 

Una mattina di fine febbraio, alle nove e mezza, orario della seconda corsa universitaria, Bianca prende servizio. Il mosaico colorato dei pendolari che si assiepano attorno agli autobus, gli auricolari che trasmettono una canzone inglese, i rumori del traffico che come folate di vento salgono attraverso i finestrini aperti e un'autostrada tutta da percorrere. 
Costeggiando una delle aree di servizio che si incrociano lungo il percorso che conduce all'università, intravede un tizio che, seduto sul guard rail, con le gambe a penzoloni dal lato della carreggiata, si appresta a lanciare il mozzicone della sigaretta sulla strada. 
Bianca lo immagina, incandescente, rotolare sotto la scocca dell'autobus, brillare rimbalzando sull'asfalto e sciogliersi in minuscole scintille prima di arrestare la sua corsa chissà dove. 
Una distrazione. Bianca viene ridestata dall'urlo di una passeggera in prima fila, una professoressa. La station wagon blu scuro venuta fuori dall'area di sosta si immette senza rallentare. Inutile schiacciare il pedale del freno o azionare la levetta di quello ausiliario, l'autobus entra nella fiancata dell'auto e l'ultima cosa che Bianca riesce a vedere è l'espressione di impotenza del guidatore. Si tratta di Dario Spatola e nell'incidente perderà sua moglie Giulia e suo figlio Vittorio. 

"...tutte le nostre vite hanno molti modi di essere raccontate, e qualsiasi versione dettiamo a noi stessi o agli altri non e nient'altro che una variante che ha diritto di esistenza tanto quanto tutte le altre ipotesi scartate, e in fondo siamo sempre la somma di tutto ciò che siamo e che avremmo potuto essere, il semplice abbozzo di una persona che alla fine non cambia se non nei dolori contro cui sbatte."

Sorrentino ci regala una storia che si concentra prevalentemente sul dopo, su quello che rimane in seguito ad una tragedia così grande. La narrazione riprende esattamente dopo quattro mesi di riabilitazione e venti di ricovero, mentre i fotogrammi di quanto avvenuto si susseguono senza sosta nella mente di Bianca che cerca di metabolizzare la sua colpa ricomponendo le parti mancanti dell'incidente stesso. 
Un'esistenza tutta da ricostruire la sua, facendo i conti con quello che è stato, con responsabilità e mancanze. Quelle stesse responsabilità e mancanze che vorrebbe raccontare e spiegare a Dario, incontrandolo e parlandogli. Ma Dario ha interposto tra loro due solo riserbo e distanza. 

Il personaggio di Bianca è molto bello e carico di emotività, tanto da imbrigliare il lettore nella rete della sua solitudine. Perseguitata dall'immagine dello schianto, che continua ad assillarla non soltanto al buio ma anche in pieno giorno, Bianca appartiene alla schiera di coloro che riescono a sentirsi a proprio agio solo nelle lontananze, dialogando con le assenze e regalando amore nei ricordi. Mentre cerca di vivere il presente, la protagonista ci rende partecipi di un altro dolore, quello legato all'improvvisa morte del padre e mai realmente sanato.
Ed è così che, trascinati indietro nel tempo, nelle estati della sua infanzia trascorse su un'isola della quale non viene fatto mai il nome, tra le case dei pescatori, le voci dei marinai sul molo e i suoni cadenzati delle ancore e delle carrucole, si stagliano le battute di pesca con quell'uomo così solido. Diviene quasi facile immaginarselo all'alba mentre si richiude la porta alle spalle per andare a pesca facendo attenzione a non provocare il minimo rumore per non svegliare nessuno. Oppure in piedi, sullo scoglio, indifferente a tutto, con il filo di nylon tra le mani mentre aspetta le onde, quelle stesse onde che provengono da lontano, chiuso nella sua posa solenne ed indurita dalla concentrazione.

Accanto alla protagonista, quasi legato da una trama invisibile intessuta da un beffardo destino, troviamo il personaggio di Dario, l'uomo che ha pagato il prezzo più grande. Colui che dall'essere marito e padre, ora non è più niente. Colui che ha visto la terra franargli sotto i piedi e che dal momento dell'incidente conduce un'esistenza tanto tormentosa quanto incerta.

Un cuore tuo malgrado è un romanzo impregnato di grida silenziose, un ossimoro certo, ma l'unico accostamento di parole che rende l'idea di quello che c'è da aspettarsi da questa lettura. Sono grida di sofferenza, di rammarico, di disperazione, di dolore, di vergogna, di chi chiede aiuto e di chi è preda della solitudine.

Un piccolo ma intenso romanzo che, nonostante l'essenzialità della scrittura, offre al lettore uno sguardo vivo, attento e partecipe, velato di malinconia. Uno sguardo di cui il lettore ha bisogno per percepire il più piccolo particolare, a partire dai gesti, passando tra i diversi sentimenti che albergano nell'animo dei personaggi e finire poi alle accurate descrizioni.
Piero Sorrentino invita i personaggi del suo romanzo, ma anche il lettore, a confrontarsi con il dolore e con l'amore, due facce della stessa medaglia che, il più delle volte, hanno la capacità di manifestarsi in maniera alquanto contraddittoria e che, proprio per questo motivo, bisogna imparare a riconoscere.





domenica 13 gennaio 2019

Sneak Peek Gennaio 2019!


Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria
 


In questa domenica, molto prossima alla metà del primo dei dodici mesi di questo anno nuovo, è tempo di riprendere le nostre vecchie e sane abitudini. Infatti, come ormai saprete se mi seguite da un po', oggi è tempo di giretti virtuali in libreria. 
Vi avverto, gennaio è un mese davvero ricco in termini di nuove uscite, molto probabilmente i nostri portafogli piangeranno a dismisura ma ci abbiamo fatto l'abitudine. Ora, selezionare quelle che, a mio parere, potrebbero essere le più interessanti è stata un'ardua impresa. Voi, però, prendete carta e penna e fatemi sapere quali avete segnato tra le varie proposte!






L'ISOLA DELLE ANIME

- Johanna Holmstrom -
In libreria dal 10 Gennaio


Finlandia, 1891. Una notte, ai primi di ottobre, una barchetta scivola sull’acqua nera del fiume Aura. A bordo, Kristina, una giovane contadina, rema controcorrente per riportare a casa i suoi due bambini raggomitolati sul fondo dell’imbarcazione. Le mani dolenti e le labbra imperlate di sudore, rientra a casa stanchissima e si addormenta in fretta. Solo il giorno dopo arriva, terribile e impietosa, la consapevolezza del crimine commesso: durante il tragitto ha calato nell’acqua densa e scura i suoi due piccoli, come fossero zavorra di cui liberarsi. La giovane donna viene mandata su un’isoletta al limite estremo dell’arcipelago, dove si erge un edificio, un blocco in stile liberty con lo steccato che corre tutt’attorno e gli spessi muri di pietra che trasudano freddo. È Själö, un manicomio per donne ritenute incurabili. Un luogo di reclusione da cui in poche se ne vanno, dopo esservi entrate. Dopo quarant’anni l’edificio è ancora lì ad accogliere altre donne «incurabili»: Martha, Karin, Gretel e Olga. Sfilano davanti agli occhi di Sigrid, l’infermiera, la «nuova». I capelli cadono intorno ai piedi in lunghi festoni e poi vengono spazzati via, si apre la cartella clinica della paziente, ma non c’è alcuna cura, solo la custodia. Un giorno arriva Elli, una giovane donna che, con la sua imprevedibilità, porta scompiglio tra le mura di Själö. Nella casa di correzione dove era stata rinchiusa in seguito alla condanna per furti ripetuti, vagabondaggio, offesa al pudore, violenza, rapina, minacce e possesso di arma da taglio, aveva aggredito le altre detenute senza preavviso. Mordeva, hanno detto, e graffiava. L’infermiera Sigrid diventa il legame tra Kristina ed Elli, tra il vecchio e il nuovo. Ma, fuori dalle mura di Själö la guerra infuria in Europa e presto toccherà le coste dell’isola di Åbo.







NON DIMENTICARE

- B. A. Paris -
In libreria dal 17 Gennaio


Erano giovani, impulsivi e innamorati. Si conoscevano da pochi mesi, eppure erano certi che sarebbero rimasti insieme per sempre. Poi c’era stata quella vacanza in Francia. Durante il viaggio di ritorno, Finn si è fermato a una stazione di servizio e, per qualche minuto, ha lasciato Layla sola in macchina. Quando è tornato, lei era scomparsa. Questo è ciò che Finn ha raccontato alla polizia. Ed è la verità. Ma non è tutta la verità… Dodici anni dopo, Finn è un uomo diverso, più maturo e sicuro di sé. Sebbene il ricordo del suo primo amore non lo abbia mai abbandonato, lui ormai si è costruito una nuova vita, trovando conforto tra le braccia di Ellen, la sorella di Layla. Insieme, i due sono riusciti a esorcizzare il passato, si sono trasferiti fuori città e adesso hanno deciso di sposarsi. Ma, all’improvviso, la serenità di Finn viene turbata da due episodi inquietanti. Prima la telefonata del suo anziano ex vicino, che sostiene di aver visto una donna identica a Layla aggirarsi nel quartiere. Poi, la sera, Ellen che stringe tra le mani la bambola più piccola di un set di matrioske. Lei dice di averla trovata sul marciapiede, davanti al vialetto d’ingresso. Per Finn, quell’oggetto ha un significato preciso. Possibile che Layla sia tornata? Possibile che la sua paura peggiore stia per diventare realtà? E il dubbio che qualcuno abbia scoperto il suo segreto si trasforma in ossessione quando lui stesso trova un’altra piccola bambola sul muretto di casa. E un’altra ancora sul cofano dell’auto, qualche giorno dopo. E questo è solo l’inizio…







SPERANDO CHE IL MONDO MI CHIAMI
- Mariafrancesca Venturo -
In libreria dal 17 Gennaio


Carolina Altieri ogni mattina si sveglia all’alba per andare al lavoro. Indossa abiti impeccabili, esce di casa, sale su un autobus e accende il cellulare sperando che una scuola la chiami. Carolina fa il mestiere più bello del mondo, ma è ancora, e non sa per quanto, una maestra supplente, costretta a vivere alla giornata senza poter mai coniugare i verbi al futuro, né per sé né per i suoi allievi. Attraverso ore che scorrono in un continuo presente, scandito solo dalle visite a una tenerissima nonna e dall’amore travolgente e imperfetto per Erasmo, Carolina racconta il rocambolesco mondo della scuola, popolato da pendolari speranzosi e segretarie svogliate, e la sua passione per i bambini, che tra sorrisi impetuosi, inaspettate verità e abbracci improvvisi riescono sempre a sorprenderla e a insegnarle qualcosa. E sarà proprio questa passione a costringerla a imprimere una svolta alla sua vita eternamente sospesa e a cambiarle il destino. Sperando che il mondo mi chiami è un romanzo poetico ed emozionante sul sapere affrontare le mille sfide inattese che la vita ci offre.



venerdì 11 gennaio 2019

Recensione 'Storia del nuovo cognome' di Elena Ferrante


Orfana del romanzo L'amica geniale, di cui vi ho parlato sul blog qualche mese fa, e della bellissima serie tv andata in onda sulle reti Rai più o meno nello stesso periodo, a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno, ho deciso di fare visita a Lenù e Lila per riprendere la narrazione dal punto esatto in cui si era interrotta, cullata dall'inconfondibile e suggestiva voce della Ferrante le cui parole zampillano e sgorgano dalla fonte, come acqua cristallina, pronte ad invadere mente e cuore del lettore senza possibilità di scampo.


STORIA DEL NUOVO COGNOME di Elena Ferrante │ Editore: Edizioni E/O Pagine: 480 Prezzo: 19,50€


In Storia del nuovo cognome, volume secondo de L'amica geniale, la Ferrante abbandona l'infanzia per incentrare l'intera narrazione sul periodo della giovinezza, dall'adolescenza fino alla soglia dei vent'anni.

In verità il racconto, almeno nella prima parte, pone l'accento sul personaggio di Lila relegando, a tratti, la figura di Lenù sullo sfondo. Quella stessa Lila che, piegata dalle leggi arcaiche del rione che si basano sull'importanza della lotta, della sopravvivenza e della ricchezza, si rende conto, improvvisamente, di come ogni azione compiuta fino a quel momento, compreso, o meglio soprattutto, il matrimonio con un uomo che a poche ore dalla celebrazione del rito aveva già tradito la sua fiducia, sia del tutto priva di senso. La Raffaella Cerullo che era stata si dissolve nella signora Carracci che è diventata, chiusa sotto una campana di vetro e resa ancora più sola ed inavvicinabile del passato, succube della violenza domestica e di un uomo che non ama e che, forse, non ha mai amato, come scoprirà avvicinandosi per la prima volta ad un sentimento tanto grande. 
La Ferrante ci descrive in maniera attenta e scrupolosa il profondo stato di infelicità che governa l'esistenza della giovane donna. Al suo essere impavida si sostituisce un profondo senso di fragilità in una vita in cui non solo non riesce a trovare pace ma anche il proprio posto nel mondo. 

Lenù, l'altra faccia della medaglia, vive un iniziale periodo di scoramento generale, una sorta di smarrimento che la vede sempre più intenta a cedere alle lusinghe del rione. Si riaffaccia prepotente la voglia di mettersi in pari con Lila accettando quel destino dal quale è impossibile fuggire e al quale sarebbe meglio tornare. Abbandonare lo studio, allargare lo strappo nella rete di quegli obblighi scolastici che la imprigiona ormai da anni. 
Nonostante la voglia di emancipazione, che era stato il tratto caratteristico del suo personaggio già nel precedente volume e che prosegue in questo romanzo, è forte il senso di inadeguatezza, il non sentirsi capace in un mondo popolato dalle persone che contano, così diverse da quelle insieme alle quali è cresciuta. Una lotta che, la giovane protagonista, combatterà fino all'ultima pagina.
È attraverso il suo stato d'animo che la Ferrante ricostruisce con grande maestria il contesto storico e sociale in cui prende piede l'intera vicenda ponendo particolare attenzione al divario tra la realtà napoletana del rione e quello che c'è superati i confini di tanta limitatezza. 
Assisteremo, quindi, con viva partecipazione alla forza distruttiva della prima e all'essere troppo accomodante della seconda.

Ancora una volta, affidandosi alla voce narrante di Lenù, che in maniera diretta e attraverso le notizie apprese da quelli del rione o raccontate dalla stessa Lila all'interno di alcuni quaderni, l'autrice scandaglia con attenzione il delicato sentimento dell'amicizia che vede le due protagoniste barcamenarsi continuamente tra affetto e rivalità, amore che sfocia spesso in una specie di odio, complicità e distacco. 
Lenù è sempre un passo indietro rispetto a Lila che è abituata a prendersi tutto e che non manca mai di umiliarla per non sentirsi a sua volta così in un mondo diverso a cui la prima, ormai, appartiene. 
La loro amicizia sarà turbata dall'evolversi degli avvenimenti, tanto quotidiani quanto umani. Le due vite delle protagoniste, dichiaratamente agli antipodi, saranno segnate da lunghi periodi di allontanamento l'una dall'altra, a causa dell'incapacità di ritrovarsi e tornare a comprendersi. Il loro rapporto si colorerà delle tinte fosche della gelosia e delle cose taciute che prenderanno il sopravvento su quelle dette. Il legame si indebolirà ma, nonostante tutto, resisterà agli urti del tempo che scorre inesorabilmente, fonte di stimolo costante per l'una e per l'altra. La vita di Lila si affaccerà di continuo in quella di Lenù, nelle parole e nei gesti portandole, ancora una volta, a spalleggiarsi contro tutti. 

Questo secondo volume si caratterizza per la drammaticità e la potenza di alcuni avvenimenti narrati. C'è sofferenza, violenza, abbandono, dolore e passione. La Ferrante entra nell'animo dei suoi personaggi regalandoci delle figure intense e magnetiche. Sonda un territorio costituito dalla miriade di sfumature che caratterizzano da sempre i sentimenti e le emozioni dell'essere umano. Rimescola le carte per servire mani inaspettate laddove il destino ed il futuro sembrano ormai tracciati. Tiene incollati, col fiato sospeso, rendendoci spettatori silenziosi in attesa di scoprire cosa potrà accadere subito dopo aver posato gli occhi sull'ultima frase. Quel punto a conclusione che non è affatto una fine ma l'inizio di qualcosa di nuovo e sconcertante. 





martedì 8 gennaio 2019

[Presentazione GDL]: 'Sogni e mostri di divinità' di Laini Taylor




Buongiorno lettori! Come avrete già notato, da ieri il blog ha ripreso la sua normale attività pertanto, in questo martedì, è tempo di presentarvi un nuovo GDL. Per la verità niente di nuovo visto che si tratta del terzo capitolo della saga fantasy nata dalla penna di Laini Talor, e portata in Italia dalla Fazi nella collana LainYA, che, ormai, ci fa compagnia già da qualche mese.

Sogni e mostri di divinità è il romanzo che chiude il cerchio che vede contrapposti Serafini e Chimere ed io non vedo l'ora di scoprire cosa possa accadere visto che, con il precedente capitolo, ci siamo interrotti in un punto che definirei cruciale.
Come di consueto vi lascio alcune generalità per poi spiegarvi come si strutturerà il gruppo di lettura.




SOGNI E MOSTRI DI DIVINITÀ
Laini Taylor


Fazi (LainYA) - 570 pp. - 14,50€


La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l’eroina della trilogia La chimera di Praga ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. È innamorata di Akiva, un angelo dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C’è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un’alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore. In questo terzo e conclusivo capitolo della saga entriamo subito nel vivo dell’azione: l’esercito degli angeli discende sulla Terra, in pieno giorno, in una Roma sfolgorante di sole, con uno stuolo di telecamere intente a riprendere e un pubblico sbalordito a osservare la scena. Nel frattempo, dopo il tradimento che ha portato la sua specie allo stremo, Karou sta ricostruendo l’esercito delle chimere e, grazie a un inganno ingegnoso, è ora alla guida della ribellione contro gli angeli. Il futuro della sua specie dipende da lei, ed è giunto il momento dello scontro finale. Riusciranno Karou e Akiva a realizzare il sogno di una realtà in cui i loro popoli smettano di distruggersi e in cui, forse, potrebbe esserci spazio per il loro amore? Con queste pagine mozzafiato, caratterizzate da una tensione costante e una serie di personaggi indimenticabili, Laini Taylor conferma il suo grande talento. Un finale stupefacente per una trilogia fantasy davvero epica, una suggestiva rivisitazione moderna della mitologia classica e cristiana che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.





Con questo post di presentazione oggi, 8 Gennaio, prende il via il GDL che si concluderà il 22 Febbraio con la recensione finale che troverete su tutti i blog partecipanti. Nel corso di questo periodo, però, commenteremo tappa dopo tappa, un certo numero di capitoli, mantenendo come giornate di discussione il martedì ed il venerdì secondo il seguente calendario: 






Per far sì che si possa commentare in tempo reale, quindi anche nei tempi che separano una tappa dall'altra, è stato creato un gruppo Facebook al quale potete iscrivervi sia se vi va di partecipare al GDL (magari avete già letto i primi due volumi ma non il terzo!), sia per semplice curiosità. Siete i benvenuti!

A seguire vi lascio i link dei vari blog partecipanti sui quali potrete seguire, di volta in volta, le diverse tappe:


 
A questo punto non mi resta che darvi appuntamento al 12 Febbraio, giorno in cui ospiterò qui sul blog la decima tappa del gruppo di lettura per discutere dei capitoli dal 64 al 71!





lunedì 7 gennaio 2019

Recensione 'La scrittrice del mistero' di Alice Basso


Buon inizio di settimana lettori! Come sono andate le vostre vacanze natalizie? Cenoni a parte, siete riusciti a leggere qualche bel romanzo o, come me, avete messo su qualche chiletto?
Mentre cerco di smaltire il tutto, riapro ufficialmente i battenti del mio angolino lasciandovi la recensione di un romanzo che mi ha tenuto compagnia negli ultimi giorni dell'anno appena trascorso. Casualmente si è trattato dell'ultima avventura di Vani Sarca con la quale avevo aperto in bellezza proprio il mio 2018 letterario. 


LA SCRITTRICE DEL MISTERO di Alice Basso │ Editore: Garzanti Pagine: 320 Prezzo: 17,90€


Complice una protagonista, Silvana Sarca, Vani per gli amici, inarrestabile ed impareggiabile, una scrittura ormai inconfondibile per brillantezza, intelligenza ed ironia, a cui si accompagnano dialoghi vivaci, arguti e sempre taglienti ed una storia ricca di spunti e particolareggiata, anche questa volta la Basso fa il colpaccio. 
E non era mica tanto scontato, visto che siamo al quarto romanzo della serie dedicata alla ghostwriter più famosa nel panorama letterario, e mantenere viva l'attenzione del lettore richiede grandi risorse di ingegno ed una serie di colpi in canna, o assi nella manica, che l'autrice dimostra di possedere a bizzeffe.

La scrittrice del mistero è un romanzo molto articolato in termini di trama, sottotrame e storie che si intrecciano magnificamente e che, apparentemente senza alcun nesso logico, conducono tutte insieme ad un epilogo inaspettato. In un lasso di tempo abbastanza breve assisterete "...alla deflagrazione di un matrimonio, all'eclatante rivelazione di un segreto di famiglia, alla conversione di un libertino e al primo incontro di un'adolescente con le sofferenze dell'amore..." a cui va aggiunto un caso di stalking che vede Riccardo Randi minacciato di morte e il coinvolgimento di Vani nei panni di ghostwriter per la stesura del nuovo romanzo di Henry Dark, il mago della caccia all'uomo, dell'inseguimento, del cardiopalma, un autore che vende come una mitragliatrice ma che alla protagonista fa schifo, e a giusta ragione aggiungerei io.  

Il personaggio di Vani, poi, nel corso degli anni, si è arricchito di sfumature caratterizzanti che la rendono non solo inimitabile ma estremamente coerente all'idea che l'autrice ha strutturato ed elaborato sin dal primissimo romanzo. Nonostante piacere alla gente non sia esattamente il suo forte, Vani ha la capacità di inquadrare le persone alla prima occhiata. Ed è proprio sfruttando questa sua dote che l'essere una ghostwriter non le è di alcun peso, confezionare romanzi imitando il modo in cui scriverebbe un'altra persona, intonarsi alla voce, al pensiero e all'atteggiamento dell'autore di turno le viene del tutto naturale. Ed è sempre questa sua innata capacità che gioca un ruolo importante nella collaborazione nata con la polizia, inquadrabile in un altro personaggio senza pari, il commissario per eccellenza, Romeo Berganza. I due fanno indagini a braccetto ormai da qualche mese e da essere una semplice coppia di lavoro si sono trasformati in qualcosa di più, tanto che questo romanzo ruota anche attorno alla loro storia d'amore.
Una storia d'amore che, in ottemperanza al concetto di coerenza, non rischia mai di essere banale o stucchevole o eccessivamente smielata.
Vani non è affatto una dama dell'ottocento tutta sospiri e farfalle allo stomaco. Il suo innamoramento è fatto di continui crampi, viscere ritorte come strofinacci, ansia che corrode il fegato e vette di pessimismo che sfiorano il cosmico. Vani non è proprio in grado di godere di un po' di felicità, vive piuttosto nell'attesa di un'imminente catastrofe. Al suo essere sfrontata, si accompagna la solidità di Berganza, sempre calato nell'immancabile impermeabile beige e sigaretta all'angolo della bocca che lo rendono un uomo d'altri tempi.

Come già avveniva nel precedente romanzo, la narrazione viene interrotta in alcuni punti per dare spazio ad avvenimenti del passato a cui, per ovvie ragioni, non abbiamo potuto assistere e che servono per completare il quadro generale che ci permette di guardare alle cose con un'ottica più completa. Nel caso specifico la protagonista di queste incursioni temporali sarà Lara, la sorella di Vani, personaggio che, personalmente, ho rivalutato.

Non manca, ovviamente, il giallo vero e proprio che ha per protagonista Riccardo, un personaggio che abbiamo già avuto modo di conoscere. Anche in questa occasione l'autrice imbastisce un intreccio compatto, aspetto che apprezzo particolarmente perché privo di quelle falle che potrebbero portare il lettore a risolvere il caso anzitempo, ed introduce un concetto molto importante, quello dell'infettività, del male che giustifica il male: se qualcuno te ne fa ti senti autorizzato a farne anche tu, perché commetterlo non può essere poi così grave.

Di più non vi svelo per cui vi lascio con la mia solita raccomandazione: leggete la Basso se ancora non lo aveste fatto, è davvero una garanzia. Io, nel frattempo, attendo con ansia il prossimo capitolo!





domenica 30 dicembre 2018

Un anno se ne va...




Credo che l'espressione più corretta per intitolare questo post sia 'un altro anno se ne va...' perché, a ben vedere, questo è il terzo anno in cui mi accomodo dinanzi al computer a cercare di tirare le somme e fare bilanci per l'anno uscente.
E non crediate che sia facile, questo è uno di quei post che richiede giorni e giorni per essere scritto, in diretta, a braccio, senza una scaletta da seguire, ma comunque zeppo di cancellature, di cursori che tornano indietro, parole che appaiono e scompaiono o che, quasi per magia, cambiano posizione trasmigrando da un rigo all'altro. Insomma ogni volta è difficile, e lo diventa sempre più, ed io spero di riuscirci anche quest'anno.

Dopo un inizio scoppiettante questo 2018 non mi ha vista, da un certo punto dell'anno in poi, particolarmente attiva nella blogosfera e i motivi sono tanti e diversi: 
  • conciliare lettura e studio (al quale non ero più abituata) è stato per certi versi esasperante;
  • sono incappata in romanzi che, anziché permettermi di viaggiare verso nuovi mondi e storie, non hanno fatto altro che rendere la mia voglia di lettura pari a zero;
  • il famigerato blocco del lettore, avvertendo la mia mancanza, ha deciso di farmi una visita inaspettata (tranquilli, è stato già rispedito a casuccia!);
  • non avendo il tempo, ma soprattutto la voglia, rinviavo la scrittura dei post per il blog senza poi recuperarli.
L'ingranaggio generale si è un tantino inceppato, di conseguenza non ho potuto nemmeno sfiorare, lontanamente, il traguardo delle 100 letture fissato su Goodreads, facendomi così fermare a sole 60. Ma, come dico sempre, è più importante la qualità della quantità per cui ecco giunto il momento che voi tutti aspettate ma che io, puntualmente, temo. Temo perché non sono in grado di compilare una lista delle letture "migliori", nonostante il numero ridotto di quelle di quest'anno è sempre difficilissimo scegliere alcune più di altre. Per questo motivo farò nuovamente mio l'escamotage dello scorso anno presentandovi le letture del cuore. Ovviamente si tratta di quei romanzi che hanno e avranno sempre un posto speciale nella mia biblioteca; accanto ad ognuna, come al solito, troverete un piccolo stralcio della mia recensione con l'intento di invogliarvi, nell'anno che verrà, a dargli una piccola chance, se ancora non l'aveste fatto.
E allora mettetevi comodi così che io possa cominciare:





"La storia di Stefano e Alice è una di quelle storie che lascia indifesi, proprio per il semplice fatto che Fusari riesce a raccontare la vita reale, quella fatta di scelte, giuste o sbagliate che siano, di delusioni, di rimpianti, di abbandoni, di paure. Una storia dolceamara, che profuma di ricordi sbiaditi, lacrime versate ed amori perduti. Una storia difficile da narrare, o anche solo da immaginare. Sono stata spettatrice silente di quelle presenze eteree, ballerini incatenati in un passo a due che è il sentimento d'amore. È un romanzo che mi ha destabilizzata e conquistata perché racconta una storia che è parte di noi, che ci riguarda molto più di quello che crediamo. Una ricerca di se stessi, un voler riprendere in mano le redini del proprio essere perdendosi perché '...certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi..'."








"Fra principi che non riescono ad imbroccarne una giusta e che si innamorano delle belle senza aver scambiato con loro uno straccio di conversazione, principesse senza sale in zucca, amputazioni, ranocchi che devono essere lanciati contro il muro per trasformarsi in principi azzurri, streghe che chiedono enormità insensate e personaggi che sottovalutano il margine di trattativa con le stesse, la Fiorio ci regala uno di quei romanzi che fanno bene al cuore. Un regalo nel vero senso della parola. Una storia delicata e commovente, una storia della porta accanto che celebra l'amicizia nelle sue diverse forme, un'amicizia che va oltre l'età anagrafica e che vede protagoniste l'amabilità di una bambina e l'apparente senso di distacco della sua vicina di casa. Una storia in cui trova largo spazio anche l'amore, non quello per gli stallieri ma quello per i veri principi, anche se senza destriero e calzamaglia."







"Raccontando una storia vera attraverso l'arte del romanzare, la Postorino è in grado di scandagliare l'essere umano con tutte le sfaccettature che lo contraddistinguono che siano debolezze, vulnerabilità, solitudini e paure, andando ad aggiungere tasselli preziosi ad un periodo storico che fa parte del nostro passato. Uno spaccato completo, efficace e sincero che racconta con sguardo attento le mancanze della guerra dalla parte di chi attende, che si tratti di mogli, genitori o figli. Ecco l'attesa è proprio il file rouge che unisce le diverse figure e le situazioni che pian piano si dipanano, come il bandolo di una matassa, sotto gli occhi di chi legge: l'attesa dell'assaggio, l'attesa del ritorno, l'attesa della morte, l'attesa della persona amata, l'attesa della fine della guerra, l'attesa dietro una finestra, l'attesa di una ritrovata normalità, l'attesa della felicità, l'attesa del ritorno alla vita, ma soprattutto dell'imparare dalla vita stessa a sopravvivere, in qualche modo. "