martedì 18 settembre 2018

[GDL: 'La chimera di Praga' di Laini Taylor] - Discussione capitoli da 19 a 24




Buongiorno lettori e ben approdati sul blog! Oggi, martedì 18 Settembre, sono qui a lasciarvi un post molto speciale. Come vi accennavo nella presentazione di questo bellissimo Gruppo di Lettura (qui), sto partecipando, a questa nuova avventura, non solo come lettrice ma anche come blogger e questo vuol dire che oggi è il giorno in cui, insieme alla dolce Chicca del blog Librintavola, vi presenterò la mia tappa. Trattasi della primissima esperienza per cui spero di procedere come si dovrebbe!

Intanto, piccolo punto della situazione: La chimera di Praga, primo volume della trilogia fantasy scritta da Laini Taylor e pubblicata da Fazi Editore nella collana LainYA, si sta rivelando una lettura avvincente, sorprendente e davvero emozionante. Siamo ancora all'inizio se consideriamo il numero totale di capitoli che compongono l'opera, eppure è stata messa tanta carne al fuoco.
Molti gli interrogativi che ci stanno accompagnando capitolo dopo capitolo (tra tutti: a cosa servono questi benedetti denti?). Molte le strade percorribili, così come le possibili supposizioni su chi sia davvero Karou.
In questi primi 24 capitoli la storia sta prendendo piede e sembra proprio che abbia un gran bel potenziale, cosa che mi rende davvero felice. Grazie a Chiara mi sono avvicinata al mondo del fantasy e ogni volta rimango piacevolmente sorpresa.

Ora, però, bando alle ciance. È tempo di lasciare spazio alla tappa. Cosa sarà successo? Ebbene da questo momento in poi incontrerete un bel po' di SPOILER, come è giusto che sia, per cui, se non avete portato a termine la lettura vi consiglio di fermarvi qui.



  DISCUSSIONE CAPITOLI DA 19 A 24  



Il capitolo 19 si apre con l'urlo di Karou che, essendosi spinta al di là della porta che conduce all'Altrove, luogo in cui alla giovane protagonista è sempre stato vietato l'accesso da parte di Sulphurus, viene attaccata da una delle tante Chimere, apparentemente morte, adagiate sulle lastre di pietra che riempiono la cattedrale di roccia.
Si tratta di un uomo giovane e canuto con le gambe ricoperte per metà da pelo altrettanto bianco e artigli canini al posto dei piedi e delle mani. Una chimera-lupo che risponde al nome di Thiago. Il contatto tra i due viene interrotto da un irato Sulphurus accorso alle grida della sua protetta.


"Le pupille da coccodrillo erano ridotte a nere fessure, come succedeva sempre quando era arrabbiato, ma, se Karou pensava di averlo già visto arrabbiato, questa sarebbe stata una lezione sulla rabbia. Il tempo si fermò per lui che cercava di dominare il suo shock nel vederla lì, mentre per Karou passò un'eternità nello spazio di due battiti."


Dinanzi alle insistenze di Thiago che non solo vuole sapere chi sia la giovane dai capelli blu ma chiede di poterla avere per sé, Sulphurus si offre di occuparsene personalmente riportandola in negozio. Il ritorno al proprio mondo non è dei migliori. Karou confessa, a quello che fino a quel momento è stato un padre per lei, che la chimera-lupo ha scorto gli hamsa sui palmi delle sue mani. Accecato dalla rabbia e con fare animalesco, Sulphurus spinge la giovane per strada, sbattendole la porta in faccia.
Accasciata nella neve, incredula, a piedi nudi e sanguinante, stordita e gemente, Karou fissa la porta incapace di credere a quanto accaduto. Quando, però, si rende conto di essere stata abbandonata, semplicemente, inizia ad arrancare verso il suo appartamento.

Bruciante, tagliata, squarciata e infelice, Karou trascorre il fine settimana a letto nutrendosi di Tylenol (Paracetamolo) e tè e lasciandosi andare ad un carosello di incubi, fino a quando non giunge, inaspettata, la visita di Zuzana. Mentre l'amica si prende cura di lei e Karou prova a raccontarle quella che per lei è l'assoluta verità, un impercettibile tintinnio sulla lastra di vetro della finestra rivela l'arrivo del messaggero di Sulphurus, il pennuto Kishmish, in fiamme. Alla sua zampa è legato un pezzo della carta da lettere carbonizzato e l'osso del desiderio di Sulphurus, l'oggetto che sin da bambina non le era permesso toccare.


"Morì tra le sue mani. Karou soffocò le fiamme e lo cullò. Kishmish era scorticato e ustionato, e il battito furioso del suo cuore di colibrì cedette il passo a lunghe pause [...] La lingua biforcuta di Kishmish si muoveva incessantemente dentro e fuori dal becco e i suoi cinguettii disperati si affievolivano insieme al battito del suo cuore [...] Poi morì."


Capendo che la situazione è più grave del previsto, Karou si precipita al portale che immette al negozio del mercante ma quello che vi trova è un inferno bianco e blu, inaccessibile ai getti degli idranti. In tutto il mondo sopra ogni porta su cui spicca l'impronta nera infuriano le fiamme e ne divorano la magia. I passaggi per l'Altrove sono stati interrotti.



"Molto tempo fa
una bambina venne cresciuta dai mostri.
Ma gli angeli bruciarono le porte d'accesso al loro mondo
e lei rimase tutta sola."


domenica 16 settembre 2018

Sneak Peek Settembre!


Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria


 Buona domenica lettori! Siamo alla metà del mese e questo vuol dire che, riprendendo le buone, vecchie e sane abitudini, è tempo di Sneak Peek.
La rubrica è stata silente durante la pausa estiva ma oggi eccoci qui, pronti per il nostro consueto giretto virtuale in libreria alla ricerca delle uscite più interessanti del mese di Settembre.
Bando alle ciance, prendete carta e penna, riempite i vostri portafogli, o le carte di credito se preferite, e portate a casa tanti nuovi libri. Fidatevi, gli scaffali della vostra libreria ne hanno un disperato bisogno!





LA DISTANZA TRA ME E IL CILIEGIO

- Paola Peretti -
In libreria dal 4 Settembre


Mafalda ha nove anni, indossa un paio di spessi occhiali gialli e conosce a memoria "II barone rampante" di Italo Calvino. Scappa dai professori arrampicandosi sul ciliegio all'entrata della scuola insieme a Ottimo Turcaret, il fedele gatto che la segue ovunque. Su quel ciliegio, sogna perfino di andarci a vivere, ma tra pochi mesi non lo potrà più vedere perché i suoi occhi si stanno spegnendo e un po' alla volta, giorno dopo giorno, diventerà cieca. È una bambina curiosa e l'idea di rimanere al buio la spaventa: per questo tiene un diario in cui annota le cose che non potrà più fare, come contare le stelle e giocare a calcio con Filippo, il bullo della classe che parla solo con lei. Grazie all'aiuto della sua famiglia e dei suoi amici, Mafalda capisce che un altro modo di vedere è possibile. Impara a misurare la distanza dal ciliegio accompagnata dal profumo dei fiori e comincia a scrivere un nuovo elenco: quello delle cose a cui tiene e che riesce ancora a fare. Questa è la storia di Mafalda, ma è anche quella di Paola Peretti, una scrittrice dalla forza contagiosa, che ha voluto scrivere il suo primo romanzo quando ha saputo di avere una grave malattia agli occhi. Un libro che ci insegna a vedere ciò che ancora non esiste, a lottare per i propri sogni.







OGNI RICORDO UN FIORE

- Luigi Lo Cascio -
In libreria dal 6 Settembre


È un viaggiare lento, quello dell'Intercity che da Palermo conduce a Roma, un viaggiare d'altri tempi, interrotto dalle frequenti fermate alle stazioni, dai passeggeri che salgono e scendono, chiacchierano e bisticciano, si addormentano o, nella traversata dello Stretto, lanciano gli oggetti vecchi in mare. È per questa lentezza che Paride Bruno ha scelto di tornare con il treno che prendeva vent'anni prima, da ragazzo, per godersi la vita che turbina intorno a quei viaggi lunghi - la coppia siciliana che litiga per le parole crociate, la ragazza spaventata e sola che cerca compagnia, il ragazzino dallo sguardo intelligente -, e soprattutto per prendersi il tempo di rileggere la pesante cartellina che porta con sé. Contiene i suoi molti tentativi di romanzo, tutti interrotti al primo punto fermo, perché Paride Bruno ha cercato di cimentarsi in ogni genere e stile, senza però mai riuscire a sceglierne uno, a portare a termine l'opera e potersi così dire scrittore. "Sono un tipico esempio di come agisca in maniera diffusa lo spirito incerto e schizoide dei tempi, per cui, mentre sto appena vivendo un'esperienza, mi sento accerchiato da tutte le cose che in quello stesso istante sto perdendo. E migro. Trasmigro." Ma proprio questi tanti cominciamenti finiscono per disegnare con precisione la figura del protagonista: in ognuno degli incipit è contenuta una scheggia della sua vita, delle sue ossessioni, delle sue paure e dei suoi desideri. Ogni ricordo un fiore. Tappa dopo tappa, fra una chiacchierata e un sogno, incipit dopo incipit, Paride Bruno sembra riconciliarsi con la sua incompiutezza, con quello "svolazzo di pagine sparse" che è, in fondo, la vita stessa.


venerdì 14 settembre 2018

Recensione 'La sposa italiana' di Adriana Trigiani


Buon venerdì lettori! Torna la recensione prima del weekend ed oggi vi parlo di un romanzo che, nonostante la mole e i miei tempi di lettura piuttosto ridotti per via di una serie di impegni lavorativi, mi ha strappato un pezzetto di cuore. La bellissima voce della Trigiani e l'emozionante storia racchiusa tra le pagine de La sposa italiana sono gli elementi che, a mio avviso, fanno la differenza, rendendo la lettura tanto unica quanto preziosa.


LA SPOSA ITALIANA
Adriana Trigiani


Tre60 - 516 pp. - 18,60€


Bergamo, 1910. C'è tutta la gioia del primo amore nel legame che unisce Enza e Ciro: bellissima e volitiva lei, energico e riflessivo lui, già immaginano la loro vita insieme, a onta delle difficoltà concrete, quotidiane, del loro villaggio tra i monti. Ma il destino ha deciso diversamente: Ciro scopre un segreto troppo grande per il suo animo semplice e viene costretto ad andarsene lontano, addirittura al di là dell'oceano. Finirà per lavorare come apprendista nella bottega di un calzolaio a New York, a Little Italy. E in quel mondo nuovo, frenetico e pieno di possibilità, il pensiero di Enza pare sempre più lontano, sempre più sfumato... È la povertà che spinge la famiglia di Enza a compiere lo stesso viaggio verso l'America. Ferita dall'abbandono di Ciro, la ragazza si dedica anima e corpo al suo lavoro di ricamatrice e, ben presto, inizia a lavorare al Metropolitan, dove realizza abiti lussuosi per le star dell'opera lirica. Ed è lì che incontra un ricco e affascinante americano, deciso a farle dimenticare quell'amore che appartiene a un altro tempo e a un altro continente... Non sapendo di vivere nella stessa città, Enza e Ciro s'incamminano su strade sempre più divergenti: il successo negli affari per lui e la promessa di una vita agiata per lei. Il passato è dimenticato, il presente è sereno, il futuro sembra tracciato. Poi, un giorno, Enza e Ciro si incontrano di nuovo. E tutto cambia.


All'ombra del Pizzo Camino, lungo il passo della Presolana, il valico solitario che collega Schilpario a Vilminore di Scalve, attraversando l'Atlantico per raggiungere New York e poi più a ovest verso il Minnesota. La sposa italiana ci racconta di un viaggio lungo una vita. Un viaggio che, nei primi anni del '900, ha visto coinvolti molti nostri connazionali; fermate diverse ma un unico intento: trovare fortuna e speranza nella lontana America. 

Anche la mia famiglia, gente del sud, ha vissuto il fenomeno della grande migrazione e nelle parole della Trigiani, composte e ricche di sentimento, ho ritrovato i racconti dei miei nonni.
È proprio seguendo il filo conduttore dell'emigrazione, prendendo spunto dalla storia dei suoi stessi nonni e miscelando fatti reali e immaginazione, che l'autrice ci regala un romanzo prezioso.
Un romanzo che ha il sapore e il profumo dei tempi passati, che racconta di abbandoni, di radici apparentemente recise, di famiglie costrette a separarsi ma per le quali rimane forte il senso di appartenenza, di attaccamento. Un romanzo che svela la sofferenza, il dolore, il sacrificio ma, di rimando, permette di cogliere il senso più profondo dell'amore, dell'amicizia, della speranza.

I protagonisti di questa storia sono Ciro Lazzari ed Enza Ravanelli, ma attorno a loro si muovono tanti altri personaggi orchestrati con maestria all'interno della trama. Ciro è cresciuto, in seguito alla morte del padre e alla conseguente malattia della madre, presso il convento di San Nicola a Vilminore di Scalve, insieme a suo fratello Edoardo. Il dolore provato a seguito dell'abbandono costituisce un pensiero latente ma ricorrente ed è anche il tratto caratteristico del suo personaggio.
Arroccato sul pendio sopra Vilminore c'è Schilpario. Lì è nata e cresciuta Enza, figlia maggiore dei Ravanelli, una famiglia di lavoratori poveri e umili, dedita ad aiutare il prossimo e obbediente al vangelo.
I due giovani si incontrano in circostanze fortuite e poco felici ma tra loro si instaura, sin da subito, un legame immediato e confidenziale. Tuttavia il caso, o forse il destino, ci mette lo zampino e quelle due strade che si sarebbero potute trasformare in un'unica grande via maestra, sono costrette a procedere separate ma in parallelo. Sono strade che supereranno l'Atlantico per ritrovarsi, una sera qualunque, tra le vie di Little Italy.

Ambientato per buona parte in America, il romanzo della Trigiani è molto più di una storia d'amore. Pregno di italianità, ha come punto di forza la cura del dettaglio che permette al lettore di figurarsi, grazie alle minuziose descrizioni, ogni singola scena. A ciò si accompagna una mirabile caratterizzazione dei diversi personaggi e delle loro inconfondibili voci, chiamate ad una necessaria quanto inequivocabile maturazione, man mano che si procede nella lettura.

Noi stessi, in quanto lettori, saremo chiamati a compiere quel medesimo viaggio. Muovendoci tra realtà povere come quelle dei paesini arroccati sulle Alpi bergamasche, passando per i retrobottega di Little Italy, giungeremo a calcare il palcoscenico del Met, avvolti dalle melodiose note vibrate dalle voci di Enrico Caruso e Geraldine Farrar.
Ci trasformeremo nei compagni di strada di Ciro ed Enza e, attraverso una serie di salti temporali, seguiremo il corso delle loro vite che li vedrà prima ragazzini e poi, rispettivamente, uomo e donna.
Sono personaggi indimenticabili, chiamati a fare i conti con i sentimenti, a lottare, a compiere sacrifici e prendere decisioni. Sono reali, umani. Sono l'esempio di quanto vissuto da tanti nostri connazionali in un periodo storico realmente esistito che, attraverso il narrato della Trigiani, sembra quasi a portata di mano.

Ci sono romanzi che sanno emozionare e commuovere con delicatezza. Romanzi che sono porte aperte su epoche e vite passate. Romanzi velati di antico e malinconia. La sposa italiana è questo e molto di più. È un romanzo ricco di spunti di riflessione, un romanzo che insegna come non esista il caso e che anzi sia il destino a decidere luogo, tempo e opportunità; che bisogna sempre cercare il senso delle avversità e non accettarle passivamente perché le sofferenze servono a rafforzare le persone e non a definirle. Leggete questo romanzo, date spazio alla voce della Trigiani ed amatelo tanto o più di me, questo è il mio augurio per voi.





martedì 4 settembre 2018

[Presentazione GDL]: 'La chimera di Praga' - Laini Taylor




Buongiorno lettori! Oggi sul blog ospito un post molto speciale che, come avrete intuito a partire dal titolo, ha a che fare con i gruppi di lettura. Non è la prima volta che prendo parte ad una lettura di questo tipo, condividere pensieri ed impressioni con altri lettori, in tempo reale, è sempre molto divertente e stimolante. Tuttavia, se fino ad ora ho sempre partecipato solo ed esclusivamente come lettrice, in questa occasione ho deciso di mettermi in gioco cimentandomi anche come blogger e ospitando una delle tante tappe che, pezzo dopo pezzo, comporranno il puzzle di questo lungo viaggio dalle tinte fantasy.

In ogni GDL che si rispetti viene scelto il titolo da leggere insieme a tutti i membri che, ovviamente, hanno deciso di prenderne parte. Nello specifico la scelta è ricaduta sul primo volume della trilogia scritta da Laini Taylor, La Chimera di Praga, di cui vi lascio qualche dettaglio:




LA CHIMERA DI PRAGA
Laini Taylor


Fazi Editore - 383 pp. - 14,50€


Karou ha diciassette anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intrigante filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz’anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell’aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell’immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua “famiglia”, Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.



Il GDL prende il via oggi, 4 Settembre, con questo post di presentazione e, tappa dopo tappa, si concluderà il 12 Ottobre con la recensione finale che troverete su tutti i blog che hanno deciso di aderire all'iniziativa. 
Essendo in tanti a partecipare si è deciso di creare due appuntamenti settimanali (segue calendario). In ognuno di questi, rispettivamente il martedì e il venerdì, verrà affrontata la discussione di sei capitoli per volta. A parlarne saranno ben due blogger, ognuna delle quali ospiterà la propria tappa. Sarà davvero interessante potersi confrontare su impressioni e sensazioni provate nel corso della lettura. 




Per far sì che si possa commentare in tempo reale, quindi anche nei tempi che separano una tappa dall'altra, è stato creato un gruppo Facebook al quale potete iscrivervi sia se vi va di partecipare al GDL, sia per semplice curiosità. Siete i benvenuti!

Spero che qualcuno tra voi voglia far sua questa esperienza partecipando alla lettura di gruppo, io e le altre blogger saremmo davvero felici di avervi con noi.
Ora che il post è concluso vi lascio i link dei vari blog partecipanti sui quali potreste seguire le diverse tappe mentre io vi do appuntamento a martedì 18 Settembre quando vi parlerò dei capitoli da 19 a 24. Sono curiosissima di leggere questo romanzo, lo ammetto!!!







lunedì 3 settembre 2018

Recensione 'Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey' di Mary Ann Shaffer & Annie Barrows


Buon primo lunedì di Settembre lettori! Come promesso il blog oggi riapre i battenti, dopo una lunga pausa estiva, ed io sono pronta a lasciarvi le mie impressioni su ogni singola lettura. 
Oggi vi racconto di un romanzo dal titolo che è un po' uno scioglilingua e del quale, sicuramente, avrete sentito molto parlare nell'ultimo periodo (per via della trasposizione cinematografica sulla piattaforma Netflix). Non vi anticipo nulla di più ma vi invito a proseguire con me...


IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY
Mary Ann Shaffer & Annie Barrows

Astoria - 283 pp. - 17,00€


È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All'improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams - che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto - e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un'intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l'occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.


Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey è un romanzo a misura di lettore, una celebrazione del potere dei libri, quel potere capace di unire persone tanto diverse tra loro, di intessere legami di amicizia duraturi, affinché tutti si sentano parte di un unico grande Club del Libro.
I libri sono trampolini di lancio verso nuovi mondi, finestre aperte su altre epoche, vie di fuga dalla realtà. I libri sono gli amici che scegliamo di avere con noi nel momento del bisogno, ancore di salvezza capaci di infondere coraggio nelle ore più buie, proprio come avviene ai personaggi di questa storia.

Il romanzo, della Shaffer prima e della Barrows dopo (nipote che l'ha aiutata nella stesura finale quando ormai la zia era impossibilitata dalla malattia), racconta di distruzione, di guerre che non finiscono mai, che siano fisiche o mentali, di resistenza, di amicizia, di coraggio, di forza di volontà, di voglia di vivere, di libertà, di emancipazione. Ve lo confesso, non mi aspettavo di trovare tutto ciò.

È il 1946 e il Secondo Conflitto Mondiale, terminato solo da pochi mesi, ha lasciato dietro di sé strascichi di distruzione sotto forma di macerie e vite da riscostruire in tutta l'Europa. A Londra, dove si cerca di ritornare alla quotidianità a ritmo di swing, Juliet Ashton, giornalista e scrittrice diventata famosa proprio durante il periodo della guerra grazie alla raccolta di articoli pubblicati sotto lo pseudonimo di Izzy Bickerstaff, sta raccogliendo i cocci di quanto rimasto con l'intento di trovare, tra un tour promozionale e l'altro, l'ispirazione per un nuovo libro.
Un giorno le giunge una lettera inaspettata. Un tale, di nome Dawsey Adams, la contatta dopo aver trovato il suo nome con annesso indirizzo in un libro di Charles Lamb ed essendosi appassionato al mondo di questo autore le domanda se sa indicargli dove acquistare altre sue opere. Inizia così una fitta corrispondenza tra i due destinata ad arricchirsi di voci sempre nuove: sono quelle dei membri del Club del libro e della torta di bucce di patata, scrivono da Guernsey, una delle Isole del Canale della Manica, ed hanno molte storie da raccontare, a cominciare dal nome bizzarro scelto per il loro club di lettura.

Sono proprio gli scambi epistolari a rendere questo romanzo unico nella sua perfezione. Temevo che una tale scelta potesse influire non solo sulla narrazione ma anche sul livello di attenzione ed invece mi sono goduta a pieno ogni singolo momento, letteralmente catapultata sull'isola di Guernsey, tra i pascoli ondulati che terminano sulla scogliera, baciata dal sole, distesa su verdi prati disseminati di fiori selvatici, mentre l'aria si riempie del profumo del mare e della frutta ormai matura. 

È in questa cornice bucolica che prende sempre più piede il racconto dell'Occupazione tedesca, un passato che non è tanto lontano e i cui segni si ripercuotono in ogni singola parola contenuta nelle lettere ricevute da Juliet. Si tratta di aneddoti ed episodi che vedono coinvolti i diversi personaggi: pescatori, fattori, allevatori, agricoltori. Uno sguardo a tutto tondo mirabilmente ricostruito proprio grazie all'ausilio di figure pittoresche le cui tinte delicate fanno breccia nel cuore del lettore. Irrefrenabile la voglia di saperne di più, pagina dopo pagina, lettera dopo lettera. Si arriva ad un punto di confidenza tale da avere la sensazione di conoscerli da sempre.

Tra tutti ho grande simpatia per il solitario e taciturno Dawsey, colui che ha rotto il ghiaccio e ci ha silenziosamente invitati a fare un salto sull'isola con la sua prima lettera; la stessa protagonista, Juliet, una donna moderna che si è realizzata da sé senza sentire l'esigenza di convolare a nozze per "sistemarsi"; infine Elizabeth McKenna, uno spirito indomito, libero e con una grande forza d'animo. Il suo, forse, è il personaggio più bello e ricostruirne la storia è davvero emozionante.

Con una scrittura attenta e limpida come acqua di fonte Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey ci fa strada tra gli orrori del passato e, soprattutto, tra quello che resta. Ci racconta di donne e di uomini coraggiosi; della sofferenza che da solitudine si trasforma in unione e, nonostante tutto, permette ai sentimenti e alle emozioni di sbocciare; di un gruppo di lettura che diventa un rifugio, un angolo di libertà dal quale osservare il proprio mondo per immergersi in nuovi.
Se anche voi volete entrare a far parte di questo bellissimo Club, sorridere ed emozionarvi, non vi resta altro da fare che prendere un battello postale e raggiungere un'isola e una storia che sapranno donarvi davvero tanto come la bellezza della semplicità.





mercoledì 8 agosto 2018

Recensione 'Aglio, olio e assassino' di Pino Imperatore




Aglio, olio e assassino
Pino Imperatore


Editore: DeA Planeta - Genere: Giallo
Pagine: 368 - Prezzo: 15,00 € - eBook: 8,99€


Nell’affascinante quartiere di Mergellina, Francesco e Peppe Vitiello gestiscono la premiata trattoria Parthenope, dispensando buoni piatti e aneddoti ancor più saporiti. L’ispettore Gianni Scapece, amante della cucina non meno che delle donne, lavora nel commissariato appena aperto di fronte al locale e dove si racconta che viva il fantasma di una vedova allegra. Per lui è un ritorno a casa, perché in quel quartiere ci è nato, e nell’ospitalità dei Vitiello ritrova il calore e la veracità che aveva perduto. Nelle settimane che precedono il Natale, però, Napoli è scossa dall’omicidio di un ragazzo, il cui corpo viene letteralmente “condito” dall’assassino con aglio, olio e peperoncino. Perché un rituale così macabro? Quale messaggio nasconde? Per trovare la risposta, l’ispettore dovrà scavare tra simboli, leggende e credenze della cultura partenopea, aiutato dalla tenacia del suo capo, il commissario Carlo Improta, e dalle scoppiettanti intuizioni dei Vitiello. In un romanzo che mescola con sapienza la commedia e l’indagine poliziesca, Pino Imperatore dirige un formidabile coro di passioni e allegria, di bassezze e colpi di genio. Un’avvincente corsa contro il tempo, con uno straordinario, pirotecnico finale.



La ricetta per scrivere un giallo appetitoso consta di una serie di passaggi e di ingredienti necessari affinché il piatto risulti essere perfettamente armonioso in termini di gusto e sapore. 
In primo luogo è essenziale l'ambientazione in cui si verificano i fatti delittuosi; a seguire i personaggi, che siano vittime, carnefici, investigatori o semplici spettatori; ancora il linguaggio, indispensabile a garantire il coinvolgimento del lettore, con un lessico influenzato dai luoghi in cui si svolge la vicenda e ricco di discorsi diretti; il ritmo, serrato e che non perde mai mordente; la tecnica narrativa nel suo complesso, carica di suspense, imprevisti e colpi di scena inaspettati.

Ecco, tutti questi sono gli elementi che permettono di far precedere al termine giallo l'aggettivo buono. Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore, non mancando di nessuno di essi, può essere considerato, quindi, un buon giallo. E come tale, anche dal punto di vista dell'intreccio si sviluppa tenendo presente un ordine ben preciso: un crimine in apertura, l'indagine investigativa nel corpo che conduce alla risoluzione del caso sul finale.

E infatti a Mergellina, uno dei quartieri di Napoli, viene ritrovato il cadavere di Amedeo Caruso. La particolarità riguarda la coreografia realizzata dall'assassino che ha "condito" il corpo della vittima con aglio, olio e peperoncino. 
Ad indagare sui fatti è l'ispettore Gianni Scapece, ritornato a casa dopo anni di peregrinazioni nei diversi commissariati d'Italia. A fargli da spalla, oltre al commissario Improta e alla sua squadra, una chiassosa combriccola, la famiglia Vitiello, proprietaria della trattoria Parthenope, luogo di delizie e rocambolesche avventure, dove gustare piatti di mare e di terra della cucina partenopea e mediterranea, nel pieno rispetto della tradizione.

Uno dei termini chiave del romanzo giallo è il verbo guardare ed è per questo che tra un omicidio e l'altro, serate in trattoria, interrogatori e succulente quanto pericolose pietanze, recapitate sugli zerbini da loschi individui, verremo catapultati in una Napoli che trabocca di simboli ed evocazioni, con sacro e profano chiamati a mescolarsi. 

Una città abitata da eroi normali, personaggi memorabili, dal cuore buono e dalle sfaccettature tutte umane a partire da Nonno Ciccio, napoletano doc, passando per suo figlio Peppe Braciola, tanto in carne quanto buono, per approdare all'ispettore Gianni Scapece. Lui è sicuramente il personaggio con il quale ho empatizzato grandemente. 
Amante di gialli, thriller, noir e polizieschi, Scapece deve la sua scelta professionale di investigatore a Conan Doyle e al suo celebre Sherlock Holmes. Un maschio latino attratto dal crimine, caparbio e volitivo, inflessibile e pacato. Il bisogno di sperimentare esperienze sempre nuove lo ha condotto a non intessere relazioni stabili. Le gabbie affettive sono fonte di inquietudine per uno che è innamorato della propria indipendenza. Nel suo essere investigatore è l'intuizione a giocare un ruolo fondamentale, quella che gli permette di capire al volo ogni tipo di situazione.

A stemperare l'atmosfera del giallo le piccole incursioni nella realtà familiare della trattoria Parthenope, dove "...cucinare è come vivere una storia d'amore fatta di dolcezze, di cordialità e gesti affettuosi...". Un piacevole ritrovarsi, un luogo dove si respira armonia e napoletanità; un luogo dove lo stesso lettore non può far altro che sentirsi di casa, accolto e coccolato quasi fosse uno degli avventori che ha imparato a conoscere nel corso della lettura.

Con una scrittura essenziale, arricchita da dialoghi ed espressioni tipiche, da umorismo ed ironia, Imperatore ci racconta di storia e religione, arte e leggende, misteri e superstizioni e delle bassezze dell'animo umano perché, in fondo, Aglio, olio e assassino non è altro che un'investigazione sul male.
Un romanzo che sa intrattenere il lettore e che consiglio a chi ha voglia di passare qualche ora spensierata sotto l'ombrellone.





mercoledì 1 agosto 2018

[Estate 2018] Di confessioni e di libri che mi faranno compagnia



Buongiorno lettori! Oggi diamo il benvenuto ad Agosto che, tecnicamente, dovrebbe essere anche l'ultimo mese più caldo dell'anno (felicità!). Se mi conoscete un po' saprete che sono un'amante dei climi freschi (per non dire polari) e non vedo l'ora che arrivi Settembre e poi Ottobre e Novembre e così via.
Capirete, dunque, come il titolo di questo post, in cui troneggia la parola estate, un tantino d'ansia me la metta. Ma procediamo perché oggi sono qui a scrivervi un po' di cose oltre che a presentarvi le letture che mi faranno compagnia nella breve pausa estiva. A tal proposito vi comunico che il blog, nel mese di Agosto, ospiterà le recensioni dei romanzi che leggerò per le challenge a cui sto partecipando. Le pubblicazioni, pertanto, saranno sporadiche e l'ultima settimana del mese sarò fuori dall'Italia per cui ci rileggeremo con grandissima probabilità i primi di Settembre con le recensioni dei titoli che a breve vi mostrerò.

Ora, approfitto di questo post per farvi una piccola confessione perché mi piace raccontarmi e farvi capire quello che frulla nella mia testolina.

Durante la pausa esami, quando il tempo per leggere era davvero poco e mi trascinavo dietro romanzi senza riuscire a dedicargli la giusta attenzione (la mia mente vagava per altri lidi) mi sono resa conto che qualcosa non andava. La voglia di scrivere qui sul blog stava pian piano scemando. Allora mi sono fermata, ho respirato profondamente e ho iniziato a riflettere sul senso che ha per me questo angolino disperso nell'infinito mare della blogosfera.  
Appunti di una giovane reader è nato prima di tutto per soddisfare i bisogni del mio io lettrice e non quelli altrui, case editrici comprese. Pertanto, per riafferrare le redini di una situazione che mi stava sfuggendo di mano, ho ripensato alla Anna prima del blog, a quella che si lasciava guidare dall'istinto, che recuperava storie passate, senza badare necessariamente alle novità, che ci metteva passione, quella stessa passione che avevo riversato sul blog fino a qualche mese fa e che, via via, stavo perdendo.

Spero che Settembre, miei cari lettori, rappresenti una sorta di rinascita. Senza dubbio, d'ora in avanti le scelte, in fatto di letture, saranno dettate esclusivamente dal bisogno che un determinato titolo, al solo guardarlo, genererà in me. Probabilmente vi parlerò molto meno di romanzi appena pubblicati, tranne i casi in cui saranno in grado di soddisfare il bisogno a cui accennavo precedentemente, ma più in generale saranno volumi che rispecchieranno me nel preciso momento della scelta. 
Confido che un tale aggiustamento di rotta non vi allontani da qui, che continuiate a seguirmi come avete sempre fatto, in caso contrario è stato bello aver percorso un pezzo di strada insieme a voi. Qualore sentiate il bisogno di tornare sarete riaccolti come se non ve ne foste mai andati, presi per mano da me e da chi ha deciso di restare, o si è aggiunto cammin facendo. 
Non era mia intenzione annoiarvi ma era giusto farvi comprendere quanto stava accadendo e quanto accadrà. Ora prometto di tornare al motivo principale per cui nasce questo post. Intanto, se avete letto fino a qui, vi ringrazio per avermi ascoltata.

Qualche giorno fa vi raccontavo di come per me l'estate sia una di quelle stagioni che va perfettamente a braccetto con un genere letterario ben preciso: il giallo.
Bene, nella lista delle letture che vorrei affrontare, mi sono resa conto di non aver inserito nemmeno un giallo (applausi), giusto per rimangiarmi quanto detto a suo tempo.
Ma vediamo quali sono i romanzi che ho scelto e che, quantitativamente parlando, mi faranno compagnia ben oltre il mese di Agosto.