venerdì 21 luglio 2017

Recensione 'La ragazza italiana' di Lucinda Riley


Il weekend è ormai alle porte e a breve inizierò a stilare la lista dei libri "per le vacanze" che condividerò insieme a tutti voi, ovviamente. Oggi però voglio trascinarvi tra le pagine scritte da una delle mie autrici preferite. Ringrazio la Giunti per la copia omaggio che va ad arricchire la mia collezione. Buona lettura!





La ragazza italiana
Lucinda Riley


Editore: Giunti - Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 548 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 8,99€
(OMAGGIO CE)


Napoli, 1966. È una splendida giornata estiva e la casa dei Menici ferve di preparativi per la festa che si terrà quella sera. Rosanna ha solo undici anni e sogna di diventare bella e corteggiata come la sorella maggiore Carlotta, che con la sua pelle di velluto e i lunghi capelli scuri attira su di sé tutti gli sguardi. Ma Rosanna ha un altro dono, che la rende davvero speciale: una voce straordinaria in grado di incantare chiunque la ascolti. Soprattutto il giovane Roberto Rossini, brillante studente della Scala di Milano, che dopo l'esibizione di Rosanna propone a suo padre di farla studiare con uno dei più grandi maestri della lirica. Un incontro fatale, quello tra Roberto e Rosanna, che segnerà per sempre il loro destino. 
Milano, 1973. Ormai una giovane donna sensibile e appassionata, Rosanna ha finalmente realizzato il desiderio di essere ammessa alla Scala. Inizia per lei un periodo inebriante: il ritmo della metropoli, le estenuanti prove di canto, i primi gloriosi passi sul palcoscenico. E sarà proprio qui che le strade di Rosanna e Roberto si incroceranno di nuovo. 
Affascinata e intimorita da quell'uomo carismatico e sfuggente, sempre circondato da donne bellissime e acclamato nei teatri di tutto il mondo, Rosanna finisce per essere travolta da un sentimento potente e inarrestabile. Ma un segreto nascosto nel passato di Roberto e le oscure trame di una donna senza scrupoli minacciano di infrangere tutti i suoi sogni.



Quando ho chiesto di leggere il nuovo romanzo di Lucinda non ho assolutamente guardato il numero di pagine che lo componeva. In realtà non lo faccio mai perché se un romanzo mi interessa davvero non mi soffermo su quelli che considero, a tutti gli effetti, dei dettagli. 
Ora, il periodo in cui ci troviamo è uno di quelli in cui non sopporto molto, insieme al gran caldo, i romanzi voluminosi, la cosiddetta mole per intenderci, per cui ero un tantino preoccupata su quelli che sarebbero potuti essere i tempi di lettura: libro voluminoso uguale molti giorni.
Ecco Lucinda è riuscita a sfatare anche questo mito perché, nel caso specifico, il tempo impiegato per terminare il romanzo non è direttamente proporzionale alla quantità di pagine, bensì alla qualità, che è molto alta. Tutto questo per dirvi che il romanzo l'ho divorato in tre giorni, nonostante siamo oltre le 500 pagine, e che tale numero non costituisce assolutamente un impedimento per il lettore.
La scrittura vola, così come la storia e, nel giro di pochi capitoli, vi ritroverete immersi fino al collo in un mondo di carta e parole che saprà sorprendervi dall'inizio alla fine.

Questo romanzo racconta i sentimenti, l'amore, quello con la maiuscola, ma si sofferma soprattutto sulle decisioni sbagliate che si prendono per amore. Ciò costituisce il punto focale che regolerà non solo la vita di Rosanna, la protagonista, e quindi le sue di scelte, ma anche quella di chi le sta intorno. Ogni personaggio sarà chiamato a confrontarsi, volente o nolente, con questo aspetto fondamentale.
In apertura l'autrice fornisce piccole informazioni sul romanzo che di lì a breve si dipanerà sotto gli occhi attenti del lettore. Tra queste si sofferma anche sul titolo. Originariamente, infatti, il romanzo avrebbe dovuto intitolarsi Aria e trovo che fosse una scelta ben più calzante di quella con cui poi è stato proposto al grande pubblico perché la musica, o ancora meglio l'opera, costituisce il collante per l'intera vicenda, il motore che muove e guida le vite dei protagonisti. Con in sottofondo la Traviata, la Bohème, il Rigoletto, la Madama Butterfly, conosceremo una delle più grandi storie d'amore che avrà per protagonisti Roberto e Rosanna, voci ammalianti nel panorama non solo artistico ma anche letterario.

La ragazza italiana è uno di quei romanzi che l'autrice aveva scritto in precedenza e che ha rispolverato per dargli nuova vita e questo si percepisce dallo stile un po' acerbo rispetto a quello a cui siamo abituati. A parte questo, però, ritroverete tutte quelle caratteristiche che, se conoscete già l'autrice o se state per scoprirla, sanno fare innamorare il lettore. Una lettura ricca di sentimenti, di emozioni, di descrizioni, una lettura che poteva essere snellita in qualche punto, ma che, al contempo, non va ad inficiare sull'attenzione di chi legge, attenzione che rimane sempre piuttosto alta grazie alla mirabile capacità della scrittrice di servire le giuste carte senza svelare troppo, non facendo altro che incuriosire invogliando a proseguire pagina dopo pagina.

Una piccola novità è rappresentata dalla suddivisione strutturale del narrato. A differenza di altri romanzi dell'autrice non troverete due storie con altrettante protagoniste che alla fine si intrecciano tra loro, né tanto meno digressioni temporali con alternanza di presente e passato. Il romanzo appare come un corpo unico e continuo che copre, in maniera del tutto lineare, un arco di tempo che si estende dal 1966 al 1985, intervallato da alcune pagine corsivate, una lettera, in cui la voce più matura di Rosanna non costituisce solo un intermezzo ma il ponte che garantisce la solidità dei salti temporali che caratterizzano le diverse sezioni perché diverse sono le voci che si raccontano al lettore.

Lo scorrere del tempo porta con sé, inevitabilmente, anche una maturazione dei personaggi. Ciò si percepisce in ogni figura che calca la scena ma soprattutto nella protagonista: Rosanna, da undicenne con un sogno nel cassetto, a giovane donna, moglie e madre. Ho fatto il tifo per lei sin dal principio, quando i suoi occhi si sono posati per la prima volta su Roberto, personaggio enigmatico ed affascinante. Si soffre, si sorride, si piange e si viaggia insieme a loro e alle loro voci toccando città tanto diverse come Napoli, Milano, Londra e New York.

I colpi di scena non mancano, anche se la prevedibilità di alcuni avvenimenti mi porta a dire che non si tratta del miglior lavoro dell'autrice. Nonostante ciò, però, ci troviamo di fronte ad una storia oggettivamente bella ed interessante, carica di misteri e segreti, quel tanto che basta a permettermi di continuare ad amare incondizionatamente questa scrittrice. 




6 commenti:

  1. Ciao Anna, non ho letto nulla di quest'autrice, ma sento sempre parole di elogio! Ho in casa "Il segreto della bambina sulla scogliera" che, prima o poi, leggerò :-)

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    1. Ciao Ariel, io ho iniziato proprio con il romanzo che hai tu ed è stato amore a prima vista :)

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  2. Ciao Anna, io della Riley ho letto "La luce alla finestra" che mi era piaciuto parecchio, nonostante non sia esattamente il mio genere. È un'autrice molto prolifica, dubito riuscirò a recuperare tutta la sua produzione, ma un romanzo dei suoi, ogni tanto, ci sta proprio bene.
    Un abbraccio, Stefi

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    1. È vero Stefi! Io sono a caccia delle edizioni pubblicate qualche anno fa, quindi prima delle economiche, (perché ho la fissa dell'altezza dei libri sugli scaffali : D) ed effettivamente sono un bel po'. Ogni tanto ne leggo qualcuno per immergermi nelle storie di carta che crea. Un abbraccio :)

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  3. Ciao Anna! Della Riley ho letto solo il primo capitolo delle Sette sorelle e quindi ho avuto modo di assaporare il suo stile narrativo. E' una scrittrice che amo leggere in quei momenti in cui ho voglia di andare sul sicuro e farmi coccolare dalle parole, perché le sue storie sono ben costruite, corpose e coinvolgenti. Come sempre recensione molto chiara e magistrale.

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  4. Un'autrice che amo e che finora non mi ha mai deluso!! Sicuramente leggerò anche questo 😊

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