mercoledì 31 gennaio 2018

Recensione 'Tempi duri per i romantici' di Tommaso Fusari




Tempi duri per i romantici
Tommaso Fusari


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 202 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 6,99€


Stefano ha ventidue anni e una vita tranquilla. Simpatico, belloccio e con la battuta sempre pronta, divide il suo tempo tra le serate a Trastevere con gli amici, il lavoro che non ama particolarmente ma che gli permette di avere una casa tutta per sé, le polpette piene d'amore di mamma e la storia con Michela. Sembrerebbe andare tutto per il verso giusto eppure a Stefano qualcosa non torna. Non può fare a meno di sentirsi incompleto, fuori posto, fuori cuore. Stare con Michela gli ha fatto capire che "con una donna puoi ridere, mangiare, guardarci un film, scoparci tutta la notte, prenderci il caffè insieme e correre comunque il rischio di non amarla". Perché l'amore vero è un'altra cosa. E sta da un'altra parte. Allora succede che ritrovare un dischetto di cartone con sopra disegnato un pettirosso dia uno strattone alla sua vita costringendolo a ripensare a quando, dieci anni prima, era poco più che un bambino. E a ricordare quegli occhi scuri e profondi, quelle lentiggini che diventavano una costellazione, quel modo goffo e particolarissimo di tirarsi da parte i capelli rosso fuoco. Da quel momento niente ha più senso se non andare a cercarla, ovunque sia, rischiando di perdere tutto pur di ritrovarla. Lei, Alice, il pezzo mancante, la ragazzina che ti guardava in un modo che non sai spiegare, in un modo che ti sentivi subito a casa. Perché, davvero, certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché "si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene".




Da qualche anno ho fatto mia la brutta abitudine di acquistare libri e riporli sullo scaffale, in attesa di tempi migliori per dar sfogo alla mia insaziabile ed irrefrenabile voglia di cibarmi delle storie che sono custodite al loro interno. Mi capita molto spesso di passare davanti al suddetto scaffale, lasciar scorrere le dita sulle coste dei libri, indugiare su alcuni titoli, pensierosa, per poi passare oltre. 
Tempi duri per i romantici è uno di quei romanzi che ha assistito, impotente, al ripetersi di questa scena tante e tante volte che, se avesse in qualche maniera potuto comunicare con me, mi sarebbe cascato direttamente sulla capoccia in segno di ammonimento. 
In realtà credo che questa sorta di comunicazione non verbale, senza caduta, ci sia stata perché sabato pomeriggio quelle stesse dita hanno smesso di indugiare, afferrato il libro con decisione ed iniziato a sfogliarlo.

È così che mi sono ritrovata tra le pieghe di una storia incantevole, una storia forte, intensa, bella da togliere il fiato, da fare male, da fare paura. È così che mi sono ritrovata circondata da un mare di fazzoletti intrisi delle mie lacrime, della mia tristezza, dei miei sospiri e delle mie speranze infrante. È così che ho conosciuto Stefano. È così che ho conosciuto Alice. Ed è così che la bellezza della loro storia, della loro amicizia e del loro amore mi ha tolto il respiro, ed anche un po' il sonno.

Stefano e Alice. Alice e Stefano. Due facce della stessa moneta, due tessere perfettamente combacianti nel puzzle della vita. Galeotto un bigliettino stropicciato, lasciato sul banco di scuola in un giorno qualunque. 'Hai i capelli bellissimi' recita. Il bigliettino finisce nel diario di lei, destini paralleli che collidono, che fanno la strada insieme per tornare a casa, sì perché Stefano e Alice sono dirimpettai. 
Stefano e Alice crescono insieme, sognano di scacciare i mostri, fare il giro del mondo e abitare in una casa con il tetto spiovente, sopra una collina a strapiombo sul mare e una finestra con il cornicione e il davanzale rosa acceso. Soprattutto sognano di farlo insieme. Tuttavia la vita non può mai essere programmata, anzi si diverte a cambiare la rotta improvvisamente, facendo sbandare anche il timoniere più esperto, e Stefano questo lo capirà al ritorno dalle vacanze, all'età di dodici anni, quando di Alice non è rimasta alcuna traccia. Dovranno passare dieci anni, dieci anni in cui il giovane protagonista si sentirà sempre fuori posto, fuori cuore, incapace di gestire le relazioni e di chiudere le porte quando il momento è giunto, preferendo lasciarle socchiuse. Dieci anni di attese, dentro una borsa che pesa tantissimo, unica compagna di viaggio, quel viaggio che lo condurrà alla ricerca di una Alice divenuta, prematuramente, donna.


"Ho sempre pensato che le paure che si hanno da grandi non sono nient'altro che la trasformazione di quelle che avevamo da piccoli. Le paure mutano insieme a noi, diventano meno irrazionali e per questo anche più reali. Semplicemente non le chiamiamo più 'mostri sotto il letto'. A volte le chiamiamo 'ricordi'. Altre volte, i nostri mostri sotto il letto non sono nient'altro che promesse non mantenute."


La storia di Stefano e Alice è una di quelle storie che lascia indifesi, proprio per il semplice fatto che Fusari riesce a raccontare la vita reale, quella fatta di scelte, giuste o sbagliate che siano, di delusioni, di rimpianti, di abbandoni, di paure. Una storia dolceamara, che profuma di ricordi sbiaditi, lacrime versate ed amori perduti. Una storia difficile da narrare, o anche solo da immaginare, ma che Fusari sciorina con una incredibile naturalezza, complice uno stile semplice, diretto, privato di quegli inutili giri di parole o artifici linguistici e piuttosto costellato, a tratti, da quell'irresistibile ironia romana che lo contraddistingue.
Ed è con quella stessa naturalezza e spontaneità che i due protagonisti prendono vita tra le parole inchiostrate. Sono stata spettatrice silente di quelle presenze eteree, ballerini incatenati in un passo a due che è il sentimento d'amore. Ho parteggiato per Stefano, la voce narrante, colui che tesse le fila del discorso, e per la sua necessità di perdersi per ritrovarsi. Di mettersi in viaggio, alla cieca, per cercare qualcosa che forse non conosce più. Un comportamento alquanto discutibile, perché alla base dei suoi gesti e delle sue azioni non c'è razionalità ma istinto, e che pure diventa sensato. E allora la lunga notte torinese di Stefano diventa la tua personalissima veglia di speranza, una veglia fatta di paure perché ritrovarsi non è solo qualcosa di fisico, ma soprattutto di mentale, perché il tempo trasforma ogni cosa, anche l'altro. E allora quella stessa paura attanaglia e stringe il cuore in una morsa perché quell'altro può avere semplicemente imparato a lasciarsi tutto alle spalle, te compreso, e a camminare senza voltarsi.

Tempi duri per i romantici mi ha destabilizzata e conquistata perché racconta una storia che è parte di noi, che ci riguarda molto più di quello che crediamo. Una ricerca di se stessi, un voler riprendere in mano le redini del proprio essere perdendosi perché "...certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché 'si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene'...".
Adesso tocca a voi, è giunto il momento di mettervi in gioco e di innamorarvi di Stefano e Alice, non fate come me, rifuggite dall'indugio e lanciatevi a capofitto tra le pagine di una storia indimenticabile.





9 commenti:

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    1. Vero, a sorpresa! Soprattutto dopo la mia reticenza :)

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  2. devo proprio decidermi a leggerlo

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  3. Benvenuta nel club delle scialacquatrici di fazzoletti ;)
    Stefi

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    1. Dovrò fare una maxi scorta per le letture future perché li ho consumati tutti :)

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  4. Risposte
    1. Felice di esserci riuscita :)
      Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggi!

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  5. Una recensione stupenda. Non so proprio come fai a trovare delle parole così belle!
    In ogni caso devo rimediare e leggere il libro!

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