mercoledì 6 settembre 2017

Recensione 'Pane al limone con semi di papavero' di Cristina Campos





Pane al limone con semi di papavero
Cristina Campos


Editore: Giunti - Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 400 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 8,99€
(OMAGGIO CE)


Anna e Marina non si vedono da molti, troppi anni. Inseparabili per tutta l’infanzia trascorsa sulle spiagge assolate di Mallorca, si sono allontanate sempre più. Anna, la sorella maggiore, bionda e delicata, è rimasta sull’isola, intrappolata in un matrimonio infelice; Marina, il maschiaccio di famiglia, ha fatto del mondo la sua casa e vive dove la porta il suo lavoro per Medici senza Frontiere.
Quando scoprono di aver ereditato un mulino con tanto di panetteria annessa, le due sorelle non vedono l’ora di sbarazzarsene e andare avanti con le loro vite. Ma al momento di firmare il contratto di vendita della proprietà, Marina ha un ripensamento. Le circostanze e le motivazioni che si celano dietro la donazione sono troppo misteriose per poter essere ignorate: chi era María Dolores? Che legame aveva con loro quella donna?
Grazie alla panetteria e alle antiche ricette di famiglia, Marina, Anna e sua figlia Anita troveranno la forza di perdonare gli errori del passato e affrontare il difficile futuro che le attende.
Sullo sfondo incantato di Mallorca, una storia di amicizia tutta al femminile tra inconfessabili segreti di famiglia e il coraggio di realizzare i propri desideri.




Ho chiesto di leggere questo romanzo perché, a dirvi la verità, basandomi sulla trama, mi ero immaginata un certo tipo di storia che ovviamente rientrava a pieno in quelli che sono i miei standard di lettrice. È successo, però, che il lavoro della Campos mi abbia regalato molto di più di quello che mi aspettavo perché l'autrice, attraverso una serie di pretesti e dettagli dà vita ad una storia molto particolare e ad ampio respiro. Una storia che tocca diversi punti di un progetto prestabilito, dove nulla è lasciato al caso. Una storia che ci parla di passioni, di amori impossibili, di scelte sofferte, di desideri irrealizzati, di maternità e di legami spezzati. Proprio come quello tra Anna e Marina, sorelle, nonché protagoniste del romanzo.

La prima, la maggiore, è rimasta sull'isola di Mallorca, ha sposato un membro del club nautico, in ottemperanza alle aspettative del suo ceto sociale, rimanendo ingabbiata in un matrimonio ormai infelice con un marito sempre assente. Marina, la sorella minore, si è invece allontanata volutamente dalla terra natia entrando a far parte di alcuni progetti per Medici Senza Frontiere che l'hanno portata a salvare vite nel continente africano con la ferma convinzione di poter cambiare le cose. Una lite tra Armando, il marito di Anna, e la stessa Marina, sarà la causa dell'allontanamento tra le due protagoniste per ben quattordici anni fino a quando non riceveranno in eredità un mulino con panetteria annessa. Sarà a questo punto che Marina farà ritorno a Mallorca per scoprire le motivazioni che hanno spinto Maria Dolores a nominarle eredi del proprio patrimonio e soprattutto quale sia il loro legame con questa donna.

Pane al limone con semi di papavero è un romanzo corale in cui a parlare e a raccontarsi sono le voci delle donne, del presente e del passato. Ed è proprio per questo motivo che, muovendosi attraverso diversi piani temporali, e con una doppia narrazione, diretta in alcuni casi ed indiretta in altri, ci mette a parte di una serie di informazioni e tasselli che, andandosi ad incastrare gli uni con gli altri, danno vita ad un quadro d'insieme complesso e avvincente, capace di fugare tutti i dubbi che, strada facendo, possono insorgere nella mente di chi legge.

Potrebbe sembrare che l'intera vicenda ruoti attorno alla misteriosa eredità, idea che sicuramente non è nuova ma che è stata ben congegnata dall'autrice in modo tale da mantenere saldo il segreto fino alle ultime pagine, così come l'attenzione e la curiosità del lettore. In realtà quella stessa eredità diventa il pretesto per sviscerare le storie delle varie personalità che incontreremo pagina dopo pagina. È come se venissero percorse delle strade che partono da punti lontani tra loro per poi convergere in un'unica destinazione. La contrapposizione tra i due personaggi femminili, per caratteri e stili di vita, funziona grandemente: Marina è caparbia, ostinata, altruista e coraggiosa, al contrario di Anna che è succube, remissiva e attenta solo all'apparenza. Così come la caratterizzazione dei cosiddetti personaggi secondari. Devo dire che questi ultimi sono molti e tutti diversi, ma pian piano si impara a conoscerli e ad empatizzare con alcuni più che con altri.

La scrittura viva che descrive minuziosamente e in maniera attenta, permette all'autrice di affrontare anche temi molto importanti come quello della genitorialità, del desiderio di diventarlo in maniera biologica in un caso e attraverso la via dell'adozione in un altro, mettendo in luce tutti i diversi intoppi che si frappongono sul cammino. Ci fa sbattere il naso su realtà a noi sconosciute, come quella etiope, puntando i riflettori sulla vita da campo, sulla sofferenza, sul dolore umano visto attraverso gli occhi di Marina e della piccola Naomi. Il loro è un rapporto speciale, toccante e commovente.

Unica pecca, a mio avviso, la prolissità della parte iniziale che tende a rallentare un po' la storia non permettendole di ingranare con impeto ma quasi per gradi, ed infine la presenza di digressioni temporali che in alcuni tratti rendono la narrazione confusa risultando scollegati dal contesto. Se si presta la giusta attenzione, però, le pagine volano via con piacere.

Molto carina, invece, l'idea di porre in apertura di ogni capitolo la ricetta di un particolare tipo di pane che, per significato o idea, riassume in un certo qual modo le informazioni che incontreremo durante il corso della lettura.

Sospinti dalla brezza marina, con le mani in pasta e il profumo del pane appena sfornato, che avvolge e coccola, insieme agli abitanti del piccolo borgo, comprenderemo l'importanza della famiglia e dell'amicizia, appena sbocciata o semplicemente ritrovata. Una storia bella, una storia in cui i protagonisti dovranno prima perdersi per poi ritrovarsi e spiccare il volo.







10 commenti:

  1. Ciao Anna, sai che questo romanzo l'avevo scartato e invece, letta la tua recensione, credo potrebbe piacermi!? Ormai diffido dai titoli con accenni "culinari", trovo se ne sia abusato negli ultimi anni, ma forse qui..oltre alle ricette c'è di più! Baci.

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    1. Cara Tessa hai proprio ragione! In questo romanzo c'è di più e io per prima non me l'aspettavo. Tirando le somme posso dirti che l'eredità misteriosa non ha questo ruolo preponderante ma è grazie a lei che ci vengono raccontate delle storie. Come detto lento nella prima parte ma poi si lascia leggere più che facilmente ed è proprio lì che si entra nel vivo :)

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  2. Ciao Anna, non ho letto il romanzo, ma mi sembra una lettura molto particolare e intensa! Mi incuriosisce...

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    1. Ciao Ariel! Ed io l'ho letto proprio spinta dalla curiosità... Facci un pensierino :)

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  3. Anna è sempre un'immensa gioia leggere le tue recensioni, anzi ti dirò che avevo puntato anche io l'attenzione su questo romanzo ma avevo timore di una fregatura... insomma pensavo che fosse la solita storia! Sono contenta di ricredermi grazie alle tue parole! Lo segnò poi si vedrà! Un forte abbraccio.

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    1. Cara Rosa, puntato e corteggiato diciamo che mi sono lanciata. I presupposti c'erano tutti ma ciò che mi ha colpito è stato trovarci anche molto altro e molti temi delicati. Una bella scoperta! :)

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  4. vedi che mi ero persa un libro super interessante. segno subito, sperando di riuscirlo ad inserire nelle future letture.

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  5. Un bel romanzo, una scrittura piacevole.L'ho letto in pochi giorni, la storia mi ha molto incuriosita.
    E' brava Cristina Campos nel raccontare sentimenti, vicende familiari, riavvicinamento, perdono, perdita.
    Lo consiglio!

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