martedì 12 dicembre 2017

Recensione 'Assassinio sull'Orient Express' di Agatha Christie


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Dopo una lettura abbandonata a metà strada (quella della Maraini, per chi se lo stesse chiedendo), ho deciso di tornare nella mia comfort zone ed è proprio per questo motivo che, oggi, vi propongo la recensione di un romanzo appartenente ad uno dei miei generi letterari preferiti. Ovviamente non potevo che farlo in grande stile in compagnia di uno degli investigatori più famosi a livello mondiale, Hercule Poirot, e della sua progenitrice, Agatha Christie, la regina del giallo. Buona lettura!




Assassinio sul'Orient Express
Agatha Christie


Editore: Mondadori - Genere: Giallo
 Pagine:278 - Prezzo: 10,00 € - eBook: 4,99€


Salito a bordo del leggendario Orient Express, l'impareggiabile investigatore Hercule Poirot è costretto a occuparsi di un efferato delitto. Mentre il treno è bloccato nella neve, infatti, qualcuno tra i passeggeri pugnala a morte il ricco signor Ratchett. Evidentemente l'assassino deve nascondersi fra i viaggiatori, ma nessuno di loro sembra avere motivo per commettere il crimine. Un'indagine complicata attende l'infallibile detective.







Mentre mi accingo a scendere da uno dei treni più famosi nella storia della letteratura, l'Orient Express, con un piede ancora sul predellino metallico e le porte del vagone ristorante che si chiudono alle mie spalle, ripenso all'ingegno di quell'ometto dai baffi impomatati, alla sua orazione finale, e al fatto che leggere le sue avventure, nate dalla penna di una delle mie autrici preferite, sia sempre un tornare a casa, in un porto sicuro.  

L'Orient Express, messo in servizio alla fine del 1800, è stato un treno passeggeri a lunga distanza che collegava Istanbul a Parigi, un treno che lo stesso Poirot si ritroverà a prendere, in maniera del tutto casuale, per far ritorno a casa. Un treno che, sul vagone Istanbul-Calais, vedrà consumarsi un efferato omicidio. Dodici coltellate squarceranno il petto di Monsieur Ratchett, un delitto non pulito con colpi vibrati a casaccio e, molto probabilmente, sferrati non da un unico assassino. Sarà la doppia identità del defunto, il riaffiorare di alcuni episodi del suo passato, ad instradare l'indagine dell'investigatore belga anche se, almeno all'apparenza, nessun passeggero sembrerebbe essere implicato nella vicenda. L'unica certezza, tuttavia, è che l'assassino debba trovarsi necessariamente ancora sul treno che, fermo nella neve ed incapace di ripartire, non ha permesso una via di fuga al responsabile. 

Pubblicato in Italia nel lontano 1935, Assassinio sull'Orient Express costituisce, per gli amanti del genere, un vero e proprio rompicapo in cui, nonostante si presti la giusta attenzione, non si riesce a scoprire nulla prima del tempo, anzi si tende a cambiare opinione più e più volte. Ciò che colpisce sin da subito è la scelta del luogo in cui ambientare la vicenda, un luogo chiuso, un treno fermo nella neve, che funge da palcoscenico per l'intera narrazione, nonché i personaggi o, per essere più precisi, il loro numero in quanto nessuno può scendere dal mezzo di locomozione o salirvi. Questo vuol dire che gli indizi e gli eventuali indiziati sono tutti lì, bisogna semplicemente rimettere ordine al tutto per poter arrivare alla verità. Ed è proprio per questo motivo che, strutturalmente, l'opera viene pensata nella maniera più classica possibile: una prima parte in cui si verificano i fatti, una seconda in cui dare avvio alle deposizioni vere e proprie ascoltando le voci dei diversi passeggeri ed infine una terza contenente le riflessioni dello stesso Poirot che sono, più che altro, un voler mettere in ordine le testimonianze raccolte con l'intento di scorgervi comunanze o discordanze che possano condurre alla risoluzione del caso. 

Colui che tiene le fila del discorso, che riesce ad imprimergli una certa logicità grazie alle sue capacità investigative, ma soprattutto deduttive, è Hercule Poirot. È innegabile che il suo personaggio, dotato di acume, calma ed ingegno, prenda il sopravvento sugli altri personaggi, nonostante la loro caratterizzazione, supportata dai vari interrogatori che ci permettono di conoscerli meglio, non manchi di nulla. Saranno proprio i loro atteggiamenti, le loro espressioni, le loro reazioni, che guideranno Poirot alla risoluzione del caso. Una risoluzione che, come in tutte le sue indagini e più in generale tutti i romanzi della Christie, si basa unicamente su logica e deduzione

Poirot è un grande oratore ed è proprio con il suo fluente eloquio che, in maniera scorrevole e precisa, ci condurrà nei meandri di un caso che, pagina dopo pagina, si farà sempre più complesso. L'autrice getta un vero e proprio guanto di sfida al lettore, cerca di coinvolgerlo sin dal principio proponendogli un giallo all'apparenza scontato e di facile risoluzione, salvo poi aggiungere, con grande abilità, nuovi pezzi di verità, nuovi indizi, che rendono la soluzione del quadro d'insieme sempre più difficile. 

Il punto di forza è lo stile che, nella sua semplicità, è dotato di un ritmo incalzante e accattivante, un raccontare in cui le parti dialogiche hanno un peso preponderante rispetto alle narrative andando a coinvolgere in maniera più diretta il lettore e facendo in modo che la storia proceda speditamente. A ciò si accompagna la descrizione di alcuni particolari che mettono chi legge di fronte ad alcuni aspetti ovvi che tendono continuamente a ribaltarsi andando a perdere quello stesso senso di ovvietà che ne costituiva quasi una certezza, per non parlare poi dell'arma del delitto, un pugnale, che può essere usato da chiunque, forte o debole, e che non fa rumore.

In questa che forse è una delle più famose avventure con protagonista uno degli investigatori più ammirati dagli amanti del genere, vi ritroverete a fare i conti con un delitto perfetto, un delitto studiato a tavolino, con cura, un delitto che porta tutte le tracce di quella che è una mente fredda e decisa e che ha tutta l'intenzione di non farsi smascherare. E voi, siete pronti ad accettare la sfida?





lunedì 4 dicembre 2017

Recensione 'L'assassinio di Florence Nightingale Shore' di Jessica Fellowes





L'assassinio di Florence Nightingale Shore
Jessica Fellowes


Editore: Neri Pozza - Genere: Giallo
 Pagine: 391 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99€
(Omaggio CE)


Il 12 gennaio 1920 l'infermiera Florence Nightingale Shore ore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell'ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello, È l'ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannion salta giù da un treno in corsa per sfuggire all'opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre dal naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell'Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l'aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell'infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli ambientati nell'Inghilterra degli anni venti e trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.



A quanto pare, in ambito letterario, il cognome Fellowes è sinonimo di garanzia. Jessica Fellowes, l'autrice del romanzo di cui sto per parlarvi, non è altro che la nipote di Julian Fellowes, famoso per opere quali Downton Abbey e Belgravia, sempre edite dalla casa editrice Neri Pozza.
Tralasciando però questo piccolo aspetto, che voleva essere solo una precisazione, devo confessarvi che, quando ho scoperto che ci sarebbe stata la pubblicazione del suddetto romanzo, ho sentito quasi l'esigenza di doverlo leggere un po' per soddisfare il mio personalissimo gusto di lettrice, un po' per potervene poi parlare. Le aspettative erano altissime, sì, ma sono state pienamente soddisfatte.

È indubbio che l'autrice ha una grandissima capacità narrativa, di quelle che tengono incollato il lettore, con il fiato sospeso, dalla prima all'ultima pagina, e questo lo si comprende sin da subito. Così come è indubbio che lo stesso lettore si senta perfettamente calato nel contesto storico e culturale che gli viene magistralmente presentato, quasi fosse un piccolo insetto onnisciente che tutto vede e tutto sa, eccetto chi sia il colpevole.

Florence Shore e Mabel Rogers
L'assassinio di Florence Nightingale Shore è, infatti, il primo romanzo di una serie di sei gialli nei quali saranno presentati casi di omicidi realmente accaduti ma che nella realtà non hanno trovato una risoluzione. Trovo l'idea davvero geniale, non solo perché l'autrice basandosi su fatti e prove reali propone un'indagine in versione romanzata che in qualche modo possa condurre ad una pseudo verità, ma soprattutto perché pone l'attenzione su fatti di cronaca del passato che, riportati alla luce, si pongono l'obiettivo di far conoscere e omaggiare queste figure che non hanno ottenuto giustizia. 
Perché proprio sei romanzi? Ebbene, il numero non è affatto casuale perché fa riferimento a quelle che saranno le protagoniste degli stessi, ovvero le sei sorelle Mitford, Nancy, Pamela, Diana, Unity, Jessica e Deborah, giovani controverse e alla moda se si pensa al periodo storico, sociale e politico del 1900.
Associare a queste sei figure il termine di protagoniste, per la verità, non è propriamente corretto. Bisognerebbe piuttosto considerarle delle coprotagoniste in quanto non primeggiano sulla scena e il racconto non ruota attorno ad esse, ma, al contempo, non hanno nemmeno un ruolo marginale. Sarà proprio grazie all'intervento di una delle sei sorelle che i vari casi troveranno una loro risoluzione.
In questo primo romanzo la sorella coprotagonista non poteva che essere la maggiore, Nancy, che si porrà al fianco di quella che, a mio avviso, indossa i panni della vera e propria protagonista: Louisa Cannon.

Louisa costituisce l'elemento di contatto tra le varie figure che calcano la scena. Rappresenta il collegamento con la stessa Nancy, in quanto lavora come cameriera addetta alla nursery per la famiglia Mitford; rappresenta il collegamento con Guy Sullivan, l'allampanato agente della polizia ferroviaria che la soccorrerà durante la fuga da suo zio Stephen e che diventerà essenziale per la risoluzione del caso; ma rappresenta anche il collegamento con la stessa vittima, l'infermiera Shore, in quanto sarà Louisa, da profana, a farsi carico della vera e propria indagine, supportata dalle altre due figure: Guy e Nancy. Il punto di forza è costituito proprio dai personaggi che, sottovalutati dalla società, ma dotati di intelligenza e perspicacia, riescono a rialzarsi garantendosi un vero e proprio riscatto, una vera e propria rivincita su quella che è stata la loro esistenza fino a quel momento.

Le sorelle Mitford
Il romanzo, presentatoci come giallo, per via del caso di omicidio che viene strutturato in maniera ineccepibile e rispettosa, senza quelle forzature che avrebbero potuto renderlo poco verosimile, presenta molte sfumature di genere. L'assassinio funge, infatti, da pretesto per presentarci un quadro molto più complesso, delle storie che, perseguendo un proprio filone, arrivano ad intrecciarsi tra loro, capitolo dopo capitolo, in maniera molto naturale, complice anche uno stile ricercato, efficace ed ammaliante.

Con sullo sfondo un'Inghilterra schiacciata dal peso della guerra, dosando in maniera eccellente realtà storica e finzione letteraria, l'autrice ci offre una narrazione dai connotati netti e precisi. Uno spaccato della vita inglese che tra balli, ricevimenti, piste investigative ed interrogatori, saprà soddisfare non solo il lettore amante del genere giallo ma anche, e soprattutto, dello storico.





domenica 3 dicembre 2017

Monthly Recap Novembre!


Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Buona domenica lettori e benvenuti nel mio angolino! Da qualche giorno abbiamo accolto, trepidanti, il mese di Dicembre che è sinonimo del Natale tanto atteso. Questo è sicuramente il periodo dell'anno che preferisco: l'aria che si respira, la temperatura vicina allo 0, lo stare in famiglia tutti insieme, le letture accanto al caminetto cullati dal tepore delle fiamme. Insomma credo di aver reso abbastanza l'idea...
Bene, per un mese che inizia ce n'è uno che finisce e questo vuol dire che è tempo di dare uno sguardo a quanto accaduto, in termini librosi, nel mese di Novembre per cui mettetevi comodi in modo che possa illustrarvi il tutto...




LETTURE E RECENSIONI


Alla fine dello scorso appuntamento con la rubrica Monthly Recap proponevo la mia solita TBR librosa per il mese di Novembre e diciamo che la situazione, oggi, è la seguente:

- "L'antagonista" - Edoardo Zambelli
- "La rilegatrice di storie perdute" - Cristina Caboni
- "Occhi chiusi spalle al mare" - Donato Cutolo
- "Tre donne" - Dacia Maraini
- "Il romanzo degli istanti perfetti" - Thomas Montasser 


Ora, come potete vedere, sono riuscita a rispettarla in parte per il semplice fatto che ho dovuto inserire dei romanzi che ci tenevo particolarmente a leggere e che facevano parte delle uscite del mese. Se vi siete persi qualche recensione, vi basta cliccare sulle immagini che trovate di seguito:


Testo Alternativo
2,5/3 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
Testo Alternativo
3,5 stelle
Testo Alternativo
4 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
LIBRO DEL MESE
(Recensione il 4/12)




LIBRI SUI MIEI SCAFFALI


Nel mese di Novembre, in previsione dei regali di Natale, e soprattutto per non sballare i piani a chi mi ha già chiesto di poter leggere la mia lista dei desideri, non ho fatto alcun tipo di acquisto (sono stata brava!). Proprio per questo gli unici arrivi sono stati gli omaggi delle case editrici, che ringrazio sempre infinitamente, e un regalo da parte di Dolci per la challenge di lettura alla quale sto partecipando.

- "La dama e l'unicorno" - Tracy Chevalier (regalo challenge)
- "Arabesque" - Alessia Gazzola (omaggio Longanesi)
- "L'assassinio di Florence Nightingale Shore" - Jessica Fellowes (omaggio Neri Pozza)




COSA LEGGO A DICEMBRE?


Come ogni anno, stilare una TBR per il mese di Dicembre non è affatto semplice in quanto gli impegni del periodo natalizio, tra cenoni e tombolate in compagnia, non lo rendono fattibile. Tra l'altro questo è anche il mese in cui prendono piede le nuove challenge di lettura con tutti i loro fantastici obiettivi da spuntare che, ora come ora, non conosco. Tutto questo per dirvi che la mia TBR sarà molto più che breve e che riprenderò quei romanzi che ho lasciato indietro a novembre, ovvero: 


"La rilegatrice di storie perdute" - Cristina Caboni
"Tre donne" - Dacia Maraini


Ed anche questo appuntamento è giunto a conclusione per cui non mi resta che girarvi la domanda e chiedervi: come è andato il vostro Novembre? Noi, invece, ci rileggiamo presto!






venerdì 1 dicembre 2017

5 Cose Che...: "5 libri che regalerei"


Rubrica a cadenza occasionale ideata dal blog Twins Books Lovers con protagonisti i libri



Buongiorno lettori, inizia oggi uno dei mesi più magici dell'anno: Dicembre! Tra l'altro è anche venerdì e questo vuol dire che, dopo un piccolo periodo di latitanza, torna a farvi compagnia la rubrica 5 Cose Che... ideata da Giorgia e Debora del blog Twins Books Lover (se voleste partecipare, il link precedente rimanda alla pagina delle iscrizioni). Gli argomenti scelti per questo mese sono davvero belli e, soprattutto, a tema natalizio. Spero di riuscire a seguire gran parte degli appuntamenti perché li trovo molto interessanti.
Per questo motivo apriamo le danze con un tema che potrebbe essere fonte di ispirazione per quanti di voi sono soliti regalare libri a Natale. Oggi, infatti, vi parlo dei...



... 5 LIBRI CHE REGALEREI





IO CHE AMO SOLO TE
- Luca Bianchini -

Lo regalerei perché è uno di quei romanzi che mette a suo agio il lettore, gli parla, lo investe di profumi, emozioni, sensazioni e lo abbaglia con la sua bellezza. E il lettore è lì che, quasi senza scampo, perché in verità scampo non ne vorrebbe, si lascia conquistare, si lascia persuadere a proseguire, fino a quando non si rende conto di esserne diventato completamente dipendente. Un romanzo che racconta delle storie, storie che hanno bisogno del buio e del silenzio, storie che solo dopo il giusto tempo potranno essere narrate. Un romanzo dalla tinte delicate, come la storia d'amore che ne è protagonista, e calde, come la terra che le fa da cornice.









L'ARMINUTA
- Donatella Di Pietrantonio -

Lo regalerei perché questo è un romanzo fuori dal tempo, un romanzo ancestrale e che profuma di antico, della vita che fu. Un romanzo che si incentra sul concetto di maternità, in senso stretto, e sulla complessità dei rapporti famigliari, in un senso più ampio. Un romanzo che racconta gli strappi della vita e i diversi tentativi compiuti per ricucirli. Un romanzo che insegna come, a volte, basta poco alla vita stessa per cambiare all'improvviso, lasciando quella sgradevole sensazione di amaro in bocca, di sofferenza, e come sia importante, però, imparare a lottare per ritrovare il proprio posto nel mondo.









IL MARE DOVE NON SI TOCCA
- Fabio Genovesi -


Lo regalerei perché, grazie alla sua autentica semplicità, ad una scrittura unica, suggestiva e che sa raccontare, ci viene offerta una storia che ha il sapore dei tempi andati e che profuma di buono. Un romanzo che si prefigge l'obiettivo, grande e magnifico, di ricordare.
Un romanzo di rara bellezza, un dono inatteso per il quale è doveroso ringraziare.










LA GUARDIA, IL POETA E L'INVESTIGATORE
- Jung-myung Lee -


Lo regalerei perché è un romanzo ad ampio respiro, complesso e sublime, un testo poetico in prosa dotato di rara bellezza e che racchiude in sé tutta una serie di sfaccettature, di gradazioni di colore. 
Un romanzo che si sofferma sul potere delle parole, sul loro significato, su quello che dicono e che tacciono, sul modo in cui mescolandosi o contrapponendosi creano suggestioni dando corpo a pensieri e sentimenti: semplici frasi cambiano non solo le persone ma il mondo intero, diventando appiglio, ancore di salvezza nelle ore più buie.









LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO MONDO
- Daniela Mattalia -


Lo regalerei perché in questo romanzo si parla di perdita, di possibilità, di casualità, di destino e la bellezza risiede già nel titolo. La perfezione non è di questo mondo è uno degli ammonimenti salvavita: non sei diverso dagli altri perché non sei perfetto, anzi, sei tale e quale a loro proprio perché nessuno lo è ed errare è umano. E questa stessa imperfezione si riflette nei diversi personaggi di questa storia. Smarriti, ammaccati dalla vita, in bilico, ognuno alla ricerca di un punto fermo nella propria esistenza che vada a riequilibrare il baricentro delle loro priorità.





Come sempre non è stato semplice scegliere solo 5 titoli da proporvi per la rubrica, per la verità ne avrei molti altri da suggerire, fatto sta che questi sono quelli che, nell'immediato, regalerei. Sono quei romanzi che, in un modo o nell'altro, mi hanno segnata regalandomi emozioni in grande quantità e che, proprio per questo, vi consiglio.
Ed ora, a conclusione di questo appuntamento, vi domando:



quali sono i 5 romanzi
che voi regalereste?






giovedì 23 novembre 2017

Recensione 'Occhi chiusi spalle al mare' di Donato Cutolo


Buongiorno lettori, siamo giunti a giovedì ed io ho deciso di salutarvi, prima del weekend, con la recensione di un romanzo bello, coinvolgente e soprattutto vero. Un romanzo per la cui proposta e copia ringrazio la casa editrice Edizioni Spartaco e Tiziana, sempre attenta a suggerirmi letture nelle mie corde. Bene, non voglio dilungarmi oltre, vi auguro una buona lettura!




 Occhi chiusi spalle al mare
Donato Cutolo


Editore: Edizioni Spartaco - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine:143 - Prezzo: 13,00 €
(Omaggio CE)


Introverso e schivo, Piero è cresciuto all'ombra di un padre distante e autoritario su un'isola immaginaria del Sud, approdo di migranti. Dalla morte prematura della madre, il ragazzo è solito affidare a una matita pensieri e desideri, cercando nel disegno un modo per esorcizzare paure e fragilità. Un giorno, un incontro fortuito in un palazzo abbandonato cambierà prospettiva e direzione alla sua esistenza. Occhi chiusi spalle al mare è una storia intima. Con stile semplice e raffinato, Cutolo delinea i contorni di sentimenti veri come i conflitti descritti, siano essi bellici o interiori. A rendere indimenticabile la lettura è l'ascolto in sottofondo della colonna sonora composta da Rita Marcotulli e impreziosita dalla voce di Sergio Rubini.



La lettura del romanzo di Cutolo è stata, almeno per me, una vera e propria esperienza sensoriale in quanto non si ha solo il coinvolgimento della vista ma anche, e soprattutto, dell'udito. È grazie alla musica di Rita Marcotulli, che pure è voce, impreziosita dal narrato di Sergio Rubini a cui si accompagna uno stile di scrittura schietto, pulito, senza tutti quei dolcificanti che possano edulcorare la pillola ma anzi, con l'obiettivo di renderla il più amara possibile, che il lettore entra in connessione con il romanzo.

La storia che ci viene raccontata, capitolo dopo capitolo, è una storia difficile, una storia struggente, intima, sentita, silenziosa. Una storia che, rispetto ai nostri giorni non ha nulla di diverso, che ci apre gli occhi su una devastante e reale verità che, in maniera diretta o indiretta, chi più, chi meno, dovrebbe coinvolgerci, portarci a riflettere.

Il protagonista di questo romanzo è Piero, un giovane che ha vissuto proprio come nel titolo, con gli occhi chiusi e le spalle al mare. Gli occhi chiusi perché ha sempre condotto una vita non vissuta nel senso più completo del termine, una vita subita, senza possibilità di scelta, all'ombra di quel padre, ingegnere, i cui rimproveri arrivano all'anima prima ancora che alle orecchie e danno il tormento. Quello stesso padre che quasi non si aspetta nulla di buono dal figlio. Solo Viola, la madre, nonché simbolo di libertà e leggerezza per lo stesso Piero, costituisce una sorta di legame tra le due figure, legame destinato a spezzarsi in seguito alla morte della stessa addormentatasi perché il suo cuore non ha più retto la fatica. Ed è in seguito a questo episodio che gli occhi di Piero si velano di una malinconia alla quale non sembra esserci rimedio, una malinconia costituita da scatole di solitudine da riempire, un amore che scivola giù, in una voragine di indifferenza e sguardi spenti.
Le spalle al mare, invece, sono sinonimo di indifferenza per quello che avviene ad Isonta, isola immaginaria nel Sud dell'Italia, approdo di migranti e luogo in cui vive lo stesso Piero, ignaro di quella realtà che accade proprio alla sue di spalle e dalla quale si sente estraneo, non toccato. Questo fino al momento dell'incontro con Jasmine e Youseef, fino a quando non si imbatte nella storia di Jamal e Saif, elementi chiave dell'intera narrazione e punto di svolta, di crescita per lo stesso protagonista.

Ed è proprio servendosi di questi personaggi che sono macchie di colore in una realtà che ha i toni del grigio, con l'ausilio della tecnica del flashback largamente utilizzata nel corso del romanzo, già a partire da quel principio di narrazione che è anche fine, che l'autore è capace di raccontare storie che partono da lontano, che sanno di salsedine, impotenza, solitudine, paura. Storie di sbarchi e disperati.

Un romanzo breve, ma non per questo semplice. Un romanzo profondo che parla di conflitti, siano essi bellici, famigliari o intimi. Un romanzo in cui si parla di solitudini e distanze, come quelle tra un padre e un figlio e quelle dalla propria terra natia. Un'esperienza di lettura che vi consiglio di vivere, consapevoli del fatto che tra quelle pagine lascerete un pezzettino del vostro cuore. 






mercoledì 22 novembre 2017

The Hunting Word Challenge: Parola al buio... il ritorno!




Buonasera cari partecipanti alla The Hunting Word Challenge, l'orario è un po' insolito ma, d'altronde, ci troviamo di fronte ad una sfida aggiuntiva e, come tale, a sorpresa!

Ripetiamo subito un punto fondamentale: di questa sfida nella sfida non dovrete farne parola con nessuno dei partecipanti ed è per questo motivo che se avete bisogno di chiedere delle informazioni in merito potrete farlo solo ed esclusivamente contattandomi all'indirizzo email appuntidiunagiovanereader@gmail.com
Non potrete assolutamente utilizzare il gruppo Facebook: qualsiasi post pubblicato erroneamente sarà rimosso una prima volta e se doveste ricascarci sarete eliminati dalla Challenge!
Ed è proprio per questo motivo che la sezione del blog dedicata alla sfida di lettura, che trovate nella barra principale, sarà aggiornata con i post delle sfide aggiuntive, solo per conoscenza, alla fine della Tappa.

Come già detto il numero delle sfide aggiuntive varierà da uno a due per tappa, questo vuol dire che ne potrete trovare una soltanto o entrambe (ovviamente non vi dirò se questa è la prima o la seconda sfida, sta a voi scoprirlo!) e, anche in questo caso, andrà portata a termine, con la pubblicazione e l'invio della recensione, entro le ore 18:00 del 20 Dicembre!
A questa sfida potrete accedere tranquillamente anche se non avete spuntato tutte le 10 parole iniziali che vi sono state comunicate a Settembre con l'inizio della Quarta Tappa.




COME GIOCARE?


Fedelmente a quello che è il titolo di questa sfida aggiuntiva, a seguire troverete il classico Puzzle che, anche se non siete esperti di enigmistica, avrete comunque visto almeno una volta nella vita. All'interno sono state nascoste delle parole (non vi dirò quante nemmeno sotto tortura!) che dovrete scovare e utilizzare secondo le seguenti regole che vi invito a leggere attentissimamente:


  • dovrete leggere il Puzzle da sinistra verso destra e viceversa, dall'alto verso il basso e viceversa e diagonalmente in tutte le direzioni possibili;
  • poiché non sono tanto cattiva vi dico che le parole sono solo in italiano, hanno senso compiuto e partono da un minimo di 4 lettere in su (quindi seppure dovessero esserci parole formate da 2 o 3 lettere, non prendetele in considerazione);
  • dovrete scegliere una parola, una e soltanto una, e leggere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non racconti, fumetti e varie ed eventuali, né riletture!) che abbia quella parola solo ed esclusivamente nel titolo (non varrà né il collegamento per significato o idea nel titolo, né la raffigurazione in copertina).

Osservazione 1: potrete cambiare il numero della parola, cioè usarne il singolare o il plurale, ma non il genere, quindi se la parola è al femminile singolare, potreste utilizzarla al femminile plurale, ma non al maschile. 
Piccolo esempio: se la parola fosse Regina, Regine andrebbe benissimo, ma non Re!

Osservazione 2: poiché le parole non possono essere tradotte, quindi devono rimanere in italiano, non potrete utilizzare libri in lingua perché, come da regolamento, questi sono validi solo ed esclusivamente per eventuali raffigurazioni in copertina quindi, in questo caso, non potranno essere utilizzati in alcun modo.


lunedì 20 novembre 2017

Recensione 'Il romanzo degli istanti perfetti' di Thomas Montasser


Buon inizio di settimana lettori e benvenuti nel mio angolino! Il tempo dalle mie parti non promette nulla di buono ed io vi lascio la recensione di un romanzo, per la cui copia ringrazio la casa editrice DeA, che trasmette molta positività e dolcezza. Se vi ho incuriositi un pochino non vi resta che proseguire!





Il romanzo degli istanti perfetti
Thomas Montasser


Editore: DeA - Genere: Narrativa Contemporanea
 Pagine: 215 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 9,99€
(Omaggio CE)


Marietta Piccini lavora nella redazione di una minuscola, raffinata casa editrice inglese. Un pomeriggio, sui gradini della London Library, viene investita da una folata di vento che manda all’aria le sue carte. Nell’affannarsi a raccoglierle, si appropria accidentalmente di un misterioso pacchetto che, una volta a casa, rivela un contenuto intrigante: il testo battuto a macchina di un romanzo che Marietta, curiosa, inizia a leggere senza più riuscire a smettere… È la storia, fitta di ostacoli e complicazioni, di un tale Paul Swift, impiegato di banca di trent’anni affetto da inguaribile ottimismo e da una profonda fame di vita. Affascinata, Marietta non può fare a meno di seguire gli indizi di cui il romanzo è disseminato nel tentativo di risalire al suo autore. Per provare a scrivere insieme a lui il proprio, meritatissimo lieto fine. Romantico, sognante e venato di saggia ironia, Il romanzo degli istanti perfetti è un inno ai capricci del caso e al potere della letteratura: un piccolo monumento all’amore per i libri, tutti i libri – anche e soprattutto quelli destinati a restare chiusi in un cassetto.




Mi sono imbattuta in questo romanzo in maniera del tutto casuale. Letta la trama ed immaginata quella che poteva essere l'ipotetica prospettiva della storia ho deciso di buttarmici a capofitto salvo poi scoprire che è proprio la casualità il motore che muove la vicenda nella sua interezza e le vite dei protagonisti che galleggiano tra le pagine.

Partiamo subito col dire che il romanzo non ci racconta una sola storia ma più di una, in una sorta di parallelismo narrativo che coinvolge pienamente chi legge. Presentandosi come una lettura di tipo corale, in cui sono proprio le diverse voci a raccontare e a raccontarsi, sin dalle prime pagine ci si imbatte in una delle figure cardine dell'intera storia: Marietta Piccini. Marietta può essere pensata come la protagonista femminile del romanzo. Trasferitasi a Londra, ma di origini italiane, Marietta lavora nella minuscola redazione della casa editrice Millefeuille, gestita dai coniugi Thornton, dove ha il compito di scovare manoscritti interessanti, e il più delle volte sconosciuti, in modo da essere pubblicati. Introversa, schiva, affetta da dolore cosmico, una condizione che pur non essendo collegata a niente di preciso le piomba addosso opprimendole il cuore, Marietta ha una dipendenza dai libri e dalle storie che raccontano. In una giornata come tante, sui gradini della London Library, una folata di vento manda all'aria le sue carte. Nel ricomporle si ritrova tra le mani un misterioso pacchetto al cui interno è contenuto un manoscritto dal titolo "Il romanzo degli istanti perfetti".

È a questo punto che interviene la casualità, è a questo punto che la storia prende sempre più piede insieme ad una vera e proprio caccia all'uomo perché il manoscritto è più che valido, potrebbe essere pubblicato anche l'indomani, il problema principale è che risulta essere non solo incompleto, ma soprattutto anonimo. Ed è qui che l'autore decide di aprire le porte su una nuova storia, un romanzo nel romanzo che va ad intercalarsi alla trama principale. La narrazione è infatti interrotta in alcuni punti per permettere al lettore di entrare tra le pagine di una nuova vita, di leggere piccoli stralci che, presi nella loro interezza, vanno a comporre il suddetto manoscritto, manoscritto che ha per protagonista un personaggio molto particolare: Paul Trevor Swift, un uomo in balia della sfortuna, un uomo che vedrà la sua vita, sentimentale e lavorativa, interamente stravolta nel giro di pochi giorni, un uomo per cui "... i mezzi toni apparivano spesso più affascinanti della melodia principale. Che era interessato ai dettagli. Che preferiva ascoltare piuttosto che declamare...".

Sia per lo stile delicato e gentile, sia per la storia offerta, il romanzo si lascia leggere con una facilità sorprendente, complici anche i personaggi e le bellissime descrizioni di luoghi fisici che permettono al lettore di viaggiare tra le pagine.
L'idea di base di Montasser di utilizzare il manoscritto ritrovato come il mezzo in cui i diversi personaggi si riflettono e si ritrovano per atteggiamenti, opinioni e pensieri l'ho trovata geniale e ben strutturata. Emerge il profondo amore per la scrittura, per quelle storie e per quello a cui sono destinate quando vanno a concretizzarsi e a vivere la propria esistenza nella mente di nuove persone, i lettori, al punto tale da liberarsi dell'autore che le ha scritte, assumendo nuove caratteristiche, nuovi profili, nuove dimensioni. 

Il romanzo degli istanti perfetti celebra non solo il potere della casualità, ma soprattutto quello dell'ottimismo. Insegna come, nella vita, sia necessario imparare a scorgere il lato positivo delle cose anche quando tutto sembra andare a rotoli perché la felicità si dischiude in un istante, non la riconosci subito, di primo acchito, ma lo rende perfetto. Se anche voi siete tra quelli che capiscono ed apprezzano l'importanza delle piccole cose, che sono in grado di vedere il bicchiere mezzo pieno anche nelle difficoltà, allora questa è la lettura che fa per voi. Se non lo siete potreste considerarla un punto di partenza per provarci ed imparare a vivere meglio.