lunedì 15 luglio 2019

Recensione 'La malalegna' di Rosa Ventrella


LA MALALEGNA di Rosa Ventrella │ Editore: Mondadori │ Pagine: 269 │ Prezzo: 18,00€


Romanzo familiare dalla prosa scorrevole e altamente evocativa che scandaglia l'imprescindibilità dei legami di sangue, che non si possono né spezzare né tantomeno dimenticare, La malalegna, ambientato nella mia Puglia, è un vero e proprio viaggio nei diversi sentimenti ed emozioni che definiscono la natura umana in quanto tale, indugiando in maniera sensibile e delicata sulla durezza della vita, quella fatta di scuorno e malalegna, ovvero vergogna e maldicenze. 

Tra i vicoli di chianche, squallidi e tortuosi, costeggiati da case talmente vicine che è possibile annusare gli aromi di sugo della dirimpettaia all'ora di pranzo o stendere le lenzuola da un capo all'altro degli edifici, passando per i campi ispidi, i boschi di lecci e le montagnole di terra imbottite di rovi, in un territorio di lupi, briganti e masciare, si perde la voce narrante di una Teresa ormai adulta che, richiamata nel paese natio, ripercorre insieme al lettore le strade della propria memoria, di un passato perduto e mai dimenticato e del rapporto con sua sorella minore, Angelina.

Figlie di braccianti, nate e cresciute a Copertino, alla fine degli anni Trenta, in una casa con un'unica stanza, divisa in due da una cortina che serviva a separare il sonno dalla veglia, Teresa e Angelina non potrebbero essere più diverse, sia per carattere che per bellezza: incompresa, taciturna e schiva la prima, quanto sicura, impertinente e vitale è la seconda. 
Teresa trascorre le sue giornate senza impeto, in preda a finali senza lusinghe, capelli senza garbo e con la continua certezza di non riuscire ad afferrare le parole giuste attraverso cui potersi esprimere, al punto tale da preferire il silenzio. Teresa si sente a proprio agio solo nell'ordine misurato stabilito dalla sua mania di contare qualsiasi cosa: il numero di passi, quello delle stelle, quello delle formiche che, in fila indiana, raccolgono i resti di cibo nel cortile. I numeri in successione la rassicurano perché definiscono il contorno delle cose. 
Al contrario Angelina, con il suo disprezzo per il mondo, sogna di valicarli quei confini, quelle leggi che la vorrebbero vedere piegata come tutte le altre donne del paese. In lei alberga il desiderio dell'altrove, che la opprime rendendola inquieta ma, al contempo, viva. Il desiderio di scambiare il fango e la ferocia che risiedono nei vichi della sua terra con le cose belle della vita, grazie anche alla sua fervida immaginazione e ai libri nei quali ama perdersi.

Cresciute in un tempo in cui l'amore non va detto, sopravvissute dentro un purgatorio di gesti non più umani, piegate dalla fame della guerra prima e da quella dei soprusi dopo, Angelina e Teresa andranno, in maniera diversa, incontro al proprio destino, sottomesse ai desideri dei signori perché, come scopriranno, nonostante le lusinghe e le belle parole, la mela non cade mai troppo lontana dall'albero. 

La limitatezza del nucleo familiare, il rapporto tra sorelle, che nel caso specifico rappresenta solo in parte il fulcro del romanzo, diventano il punto di partenza, o meglio il pretesto, per permettere alla scrittrice prima, e al lettore poi, di volgere lo sguardo verso l'intera comunità. Un guardare alle cose attraverso prospettive diverse e tutte necessarie.
Tenendo presente questo presupposto sarà facile ravvisare, intrecciata alla tramatura principale, tutta una serie di storie, una coralità di scene, che prese nella loro singolarità vanno a rafforzare e rendere più corposo il romanzo nel suo insieme.
La malalegna diventa, dunque, una storia di ferite nel corpo e nell'anima, di lotte e ribellioni per i propri diritti, di coraggio e di riscatto per un paese intero piagato dalla povertà e dalla miseria, di rimorso, di orgoglio, di solitudine e di perdono.

Ancora, è un romanzo di formazione che, attraverso l'infanzia, la giovinezza e l'età adulta, segue l'evoluzione delle protagoniste andando a raccontare le emozioni, i sentimenti e le azioni nel loro nascere dall'interno. L'autrice è molto brava in questo perché capace di descrivere con ricercatezza e delicatezza i turbamenti più impercettibili nell'animo del singolo permettendo al lettore di vivere pienamente, sulla propria pelle, i diversi mutamenti.
Tra tutti ho amato particolarmente il personaggio di Caterina, la madre delle due giovani protagoniste, nonostante il suo essere sfuggente, a tratti. Mi sono immersa nella sua storia di donna che prova disamore per ogni cosa, che si è vestita con un'anima finta per andare avanti e combattere le brutture e le maldicenze della gente, scendendo a compromessi in tempo di guerra e sacrificando se stessa in una sofferenza incessante e segreta per amore delle proprie figlie.

In questo romanzo di arcana bellezza si percepisce appieno l'opprimente fardello di una terra che con i suoi usi e costumi è in grado di dare e togliere, oggi come allora.
La melodia dei suoni e delle parole, intrecciata ad espressioni dialettali tipiche della penisola salentina insieme alle descrizioni attente e vivide, di personaggi, paesaggi, e usanze, hanno sì la funzione di contestualizzare ogni singolo elemento ma, allo stesso tempo, di renderlo più reale e tangibile. Ed è proprio questo aspetto a far sì che La malalegna e la scrittura indagatrice della Ventrella non risparmino nulla al lettore, soprattutto dal punto di vista emozionale, avvolgendolo in una narrazione che trae spunto dai racconti di Antonietta, la nonna dell'autrice, e dal resistente filo d'amore che la vedeva legata a sua sorella Cornelia.
Se amate le storie di famiglia, quelle capaci di frugare e smuovere l'animo, quelle struggenti e vere, questo è il romanzo che fa per voi. Aprite occhi, mente e cuore e lasciatevi andare senza riserve, non ve ne pentirete.

10 commenti

  1. Non lo avevo mai, mai sentito nominare. Fra titolo, copertina e le tue bellissime parole, prima o poi sarà mio!

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    1. Anche io come te poi, complice una rassegna letteraria nella mia zona che prevede incontri con gli autori, mi imbatto nel titolo. Lo leggo felice di poter incontrare l'autrice. L'evento è domani pomeriggio alla stessa ora in cui si laurea mio fratello. Fine :D
      Rimane, però, la contentezza di averlo letto perché merita davvero.

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  2. Questo romanzo mi è sfuggito e grazie per averne parlato. Penso che gli darò una possibilità amo questo genere di storia. Buona giornsta Anna.

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    1. Era sfuggito anche a me inizialmente (per i dettagli ti rimando al commento qui sopra ;) ) e te lo consiglio caldamente perché potrebbe piacerti davvero!

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  3. Caspita, questo lo segno Anna, dev'essere bellissimo

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    1. Bellissimo, bellissimo, bellissimo. L'ho già detto bellissimo?

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  4. Titolo accattivante e recensione bellissima. Prendo nota :)

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  5. Anche a me hai incuriosito parecchio!! Complimenti per le belle parole ☺️

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