martedì 2 ottobre 2018

Recensione 'So che un giorno tornerai' di Luca Bianchini


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Questo martedì, per voi, la recensione di un romanzo in uscita proprio oggi per la casa editrice Mondadori, che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere una storia bellissima in anteprima. Luca Bianchini torna in libreria, lo fa in grande stile ed io ve ne parlo tra pochissimo...





So che un giorno tornerai
Luca Bianchini


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 264 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99 €


Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.



Recensione

"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano", così cantava Antonello Venditti agli inizi degli anni '90 e a questo ci ha abituati Luca Bianchini con le sue storie. Ricorderete certamente Ninella e Don Mimì del celebre Io che amo sole te, la poesia del loro amore fatto di soli sguardi, di occhiate fugaci e sorrisi a mezz'aria. 
Anche in So che un giorno tornerai c'è una potente storia d'amore a fare da colonna sonora all'intera narrazione. È quella di Angela e Pasquale. Una storia destinata a compiere dei giri immensi nel vero senso della parola: da Trieste a Bassano, per poi attraversare l'intera penisola italica fino a San Severina, comune della Calabria.

Siamo alla fine degli anni '60, a Trieste. La diciannovenne Angela, unica figlia femmina dei Pipan, è la ragazza più bella di San Giusto. Una star per la famiglia e i fratelli che, da sempre orgogliosi, la proteggono e la osservano muoversi sinuosa, comprare riviste di moda e provarsi gli abiti. Angela sogna di somigliare a Monica Vitti, idolo di cui conserva i ritagli di giornale. 
Pasquale Spadafora è uno dei primi jeansinari del mercato di Piazza Ponterosso. Originario della Calabria è giunto a Trieste per arricchirsi, vendendo ogni giorno jeans Rifle agli jugoslavi che desiderano possedere un simbolo tanto Occidentale. 
Pasquale ed Angela si conoscono alla pasticceria La Bomboniera, dove lei lavora come commessa. Il loro è uno di quegli amori a prima vista, quegli amori così vibranti e coinvolgenti che rendono ciechi, perché Angela, nella sua ingenuità, non si accorge di tutta una serie di segnali, come il numero spropositato di paste comprate da Pasquale la domenica. In effetti Pasquale nasconde un segreto: è già sposato. 

Angela e Pasquale si amano, clandestinamente, fino a quando la giovane scopre di essere incinta. Pasquale, allora, promette di riconoscere il nascituro, nonostante il suo matrimonio, solo se si tratterà di un maschio perché il maschio garantisce discendenza mentre di una femmina non sa che farsene. 
Le parole di Pasquale, a cui si era aggrappata per mesi, vengono vanificate una mattina di dicembre quando la bora porta con sé Emma, che per la verità avrebbe dovuto chiamarsi Giorgio perché Angela era sicura si sarebbe trattato di un maschio. Pasquale, ovviamente, fugge dalle sue responsabilità abbandonando entrambe costretto a fare ritorno a San Severina insieme alla moglie. Ben presto anche Angela, che a diciannove anni ha altri progetti, abbandona sua figlia per rifugiarsi a Bassano insieme ad un altro uomo. 
Emma, allora, verrà cresciuta dagli zii Primo, Riccardo e i gemelli, il Biondo e Coccolo, oltre che dai nonni materni, Nerina e Igor Pipan. Un'adozione collettiva, la loro, per far in modo che Emma non si senta mai diversa dagli altri. 


"Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre."


Non è semplice riassumere l'intero romanzo e scegliere cosa dire e cosa, invece, no. Anche perché Bianchini imbastisce una trama complessa e variegata, composta da diverse storie che si intrecciano tra di loro, pur incentrando l'intera opera sul personaggio di Emma. Grazie alla presenza di un gran numero di ellissi, tecnica narrativa che permette allo scrittore di compiere dei veri e propri salti temporali nel suo raccontare, percorreremo la vita della protagonista, da neonata a bambina, da adolescente a donna ed infine moglie e madre. Un romanzo che per certi versi potremmo definire di formazione e che permette al lettore di poter essere assaporato nella sua interezza perché lo mette a parte di tutti i cambiamenti che le diverse figure, incontrate nelle prime pagine, hanno subito capitolo dopo capitolo.

Il personaggio di Emma è davvero bellissimo. Una piccola Lady Oscar in chiave moderna che, volendo dare alla propria vita una parvenza di normalità e non abituandosi mai all'assenza materna, prova a tutti i costi ad essere un maschio perché solo così la mamma tornerà da lei. Emma, con quello sguardo indagatore alla costante ricerca della verità e la capacità di farsi voler bene sin dal primo incontro. Emma, figlia di tutti e di nessuno, libera e anticonformista.
A lei si contrappone Angela, un pesce fuor d'acqua che sta bene solo nel suo mondo fatto di pensieri, ricordi e dolori. Una personalità inquieta che, diventata fragile in seguito alla nascita della bambina e alla fine della sua storia d'amore, preferisce fuggire dalle proprie responsabilità, trasformandosi da Monica Vitti a ragazza del piccolo schermo della vita. È attraverso di lei che emerge il tema centrale del romanzo affrontato con trasporto dallo stesso Bianchini: quello della genitorialità e di come mettere al mondo un figlio non sia sinonimo di saper fare il genitore.

So che un giorno tornerai è un romanzo ricco di sfumature, a dispetto della copertina bianca e minimal che lo contraddistingue. Ed è con la malinconia e la semplicità che caratterizza la scrittura di Bianchini che il lettore sarà guidato nei meandri di una storia ricca di sentimenti, emozionante e bella come poche, in cui le partenze sanno di abbandoni e i ritorni profumano di felicità.
Un romanzo che parla della ricerca di se stessi e delle proprie origini, di quanto possano essere complessi i rapporti familiari e di amori che sanno aspettare, per nulla erosi dallo scorrere del tempo. Un romanzo che insegna come la vita possa diventare un altopiano dopo tanta salita, basta avere fiato e coraggio per i momenti più bui non perdendo mai di vista chi si è.

5 commenti

  1. Bellissima recensione!A questo punto bisognerà dar fiducia all'autore. Lea

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  2. Ciao ragazza! E' piaciuto tanto anche a me. I personaggi di Luca sono potenti, il suo stile è inconfondibile e ho trovato nuovamente qualcosa di "Io che amo solo te", nonostante sia una storia completamente diversa. Come hai scritto c'è un grande amore sullo sfondo. Oppure è il protagonista? Un abbraccio

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    1. Vero, anche io ho ritrovato qualcosa di "Io che amo solo te" e forse anche per questo, nonostante le storie diversissime, sono riuscita ad apprezzarlo parecchio :)

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  3. questi libri mi fanno sempre molta paura. quelli che racchiudono storie di bambini mi rendono inquieta faccio fatica ad approcciarmi a loro perché da mamma temo di non riuscire a condividere determinate emozioni. mi fido molto del tuo giudizio e di sicuro ne tengo conto per un giorno in cui sarà pronta a leggerlo.

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