martedì 8 maggio 2018

Recensione 'Sempre d'amore si tratta' di Susanna Casciani



Sempre d'amore si tratta
Susanna Casciani


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 163 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 7,99€


«Bisogna prendersi cura dei doni come se fossero piccoli fiori selvatici: sbocciano senza il nostro aiuto, ma dobbiamo fare attenzione a non calpestarli, a non maltrattarli». E la piccola Livia di doni ne ha eccome. Come si fa a non accorgersene? Lei è una che quando si muove assomiglia a una nuvola trascinata dal vento, capace di rendere più colorato tutto quello che tocca. È timidissima, parla poco, però sorride a tutti. E poi ama scrivere, perché farlo la fa sentire diversa, nel senso di speciale, come se nelle sue vene al posto del sangue scorressero le parole. È un cuore puro il suo, e fragile, e per questo avrebbe bisogno di essere accudito e protetto. Però si sa, le stelle, le stesse alle quali Livia bambina si rivolge sommessamente tutte le sere, seduta sul terrazzo di casa, molto spesso si fanno gli affari loro e non sempre hanno voglia di guardare giù, di ascoltarci. Infatti, a un certo punto, nella vita di Livia accade qualcosa che le inceppa il cuore. Coll'aggravarsi della depressione della madre, tutto per lei diventa faticoso, difficile. Ragazzina sognatrice e poi giovane donna, Livia cerca comunque di spiccare il volo ma, quasi fosse una farfalla con un'ala di seta e una di piombo, non fa che sbattere da tutte le parti rovinando puntualmente al suolo. Così, caduta dopo caduta, sfinita da un amore - quello per la mamma malata - che si ciba della parte migliore di lei, inizia a non fare più caso alle piccole magie che accadono ogni giorno e finisce per rassegnarsi a lasciare andare tutti i suoi sogni. Quel che non sa è che l'amore è più potente di qualsiasi delusione e sa farsi largo anche tra le macerie di una vita che odora di terra bruciata come la sua.


È da quando ho terminato la lettura di questo romanzo che mi interrogo su quale possa essere il modo migliore per parlarvene come meriterebbe. Ancora adesso, mentre cerco di riempire di caratteri questa virtuale pagina bianca, non sono del tutto sicura di aver intrapreso la strada più giusta. 
La verità è che Susanna Casciani ha compiuto la magia di cui pure ci racconta. È riuscita a condensare in meno di 160 pagine una di quelle storie che fanno male, e pure bene intendiamoci, per la loro bellezza, per il significato profondo che si trascinano dietro, parola dopo parola. Una storia che è un concentrato di sentimenti, una escalation di emozioni che vanno dal riso al pianto, dalla paura alla rabbia, dallo smarrimento alla speranza.

E per fare tutto ciò l'autrice si serve di una storia all'apparenza come tante, ma splendida nella sua unicità. Una storia capace di trasformare il cuore del lettore, disarmato, in un puntaspilli.

In Sempre d'amore si tratta assistiamo impotenti ed esterrefatti al cambiamento di Livia e la prima novità risiede proprio nella scelta narrativa di far sì che a parlarci della protagonista non sia la diretta interessata ma una coralità di voci. Si tratta di tutte quelle persone che in uno sfiorarsi di stati d'animo, emozioni e vite, hanno avuto modo di incrociare il loro cammino col suo. In un susseguirsi di fotogrammi e fermi immagine conosceremo una Livia sensibile ed ariosa, vivace e attenta al più piccolo particolare, una Livia capace di trasformare il bianco e il nero in colori grazie alla magia di cui sono impregnate le storie che scrive sui suoi quaderni di carta. Una Livia bambina presto costretta a salutare la sua infanzia, la sua spensieratezza, per fare i conti con la malattia della tristezza che, in sordina, colpirà sua madre Caterina rendendola una donna dal sorriso triste, sempre in procinto di affogare, sempre sull'orlo del precipizio, inghiottita da un buio improvviso che della sua figura passata non ha lasciato alcuna traccia. 
Ed è allora che avviene il cambiamento, la vita di Livia si tinge di ombre e la trasforma in una giovane donna dallo sguardo inquieto, disorientato dal dolore, assente, incapace di prendere decisioni tanto da lasciarsi trasportare, come i gabbiani, quando arriva il vento di libeccio.
Livia si è persa, si è nascosta, ha dimenticato come si sorride. Ha fatto sua l'idea secondo cui le cose belle a persone come lei non siano concesse. Livia non si è solo ammaccata, Livia si è rotta come un vaso andato in mille pezzi ma, come la cultura giapponese insegna, la vita non è mai lineare, anzi presenta delle spaccature che conducono al cambiamento, e sta a noi trovare il coraggio e la forza di rimettere insieme i cocci perché un vaso rotto diventi più bello di prima. Il collante di Livia non sarà l'oro, l'argento o il platino, ma qualcosa di più prezioso: l'amore nelle sue diverse forme e sfumature di colore.

"Arriverà una sera, prima o poi, in cui ti guarderai indietro e ti chiederai - tra le cose che hai - quali sono quelle che hai voluto davvero e quali invece hai finto di amare perché era più semplice. Quella sera lì come ti difenderai? Su chi scaricherai la colpa? Perché lo sai che di certe nostre infelicità siamo gli unici responsabili. Lo sai, e allora dimmi: come farai a perdonarti per tutto quello che avrai lasciato indietro, per tutto quello che avrai messo da parte, per tutto quello che avresti potuto fare e poi, però, non hai fatto? Come farai a perdonarti quando qualcuno, una sera, ti mostrerà cosa ti sei persa, a cosa hai rinunciato tanto a lungo? Cosa vuoi fare? Continuare a fingere o iniziare a vivere?"


La Casciani, in questo romanzo, parla ad ognuno di noi e lo fa già a partire dalla dedica iniziale, da quel "A chi ha paura di essere preso per mano". Con un susseguirsi di parole che rendono la prosa poetica e disarmante e servendosi di un personaggio che, pur non essendoci direttamente, rivive attraverso i racconti di quanti hanno avuto modo di conoscerlo, ci racconta di mari di silenzi, di parole taciute, a volte dolorose, di malattie che tolgono il sorriso e di quanto sia più facile rifuggire dall'amore, maltrattarlo, piuttosto che proteggerlo. 

Sempre d'amore si tratta è una piccola favola moderna che insegna ad ognuno di noi che se è vero che la realtà sia ben diversa dalle favole, sono proprio queste che ci aiutano a vivere; che non bisogna mai smettere di credere alla magia, che esiste ed è nascosta nei piccoli gesti gentili in cui ci imbattiamo ogni giorno e che dovremmo imparare a riconoscere; che non è vero che se si fa finta di star bene poi si starà bene davvero; e che ci vuole tanto coraggio a lasciare andar via una persona quando, invece, quello che si vorrebbe fare è semplicemente tenerle la mano.

Ripongo il libro sullo scaffale con l'angosciante sensazione di aver perso un'amica salvo poi comprendere di essere stata davvero fortunata a conoscerla. Questo romanzo è un dono e mi auguro che anche voi possiate avere la mia stessa fortuna. Intanto non mi resta che dire: grazie Livia, grazie Susanna.





6 commenti:

  1. Complimenti per la bella recensione ☺ non ho mai letto nulla di quest'autrice, e già questo romanzo mi intriga. Sicuramente lo leggerò, dopo questa splendida recensione ☺

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  2. Ciao Anna, conosco l'autrice per sentito dire, ma non ho letto nulla di suo: sinceramente non mi ispira molto, ma è solo una sensazione, potrei benissimo cambiare idea nel caso decidessi di leggere qualcosa di suo ;-)

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    1. Assolutamente sì, magari non è semplicemente il suo momneto :)

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  3. Non mi ispirava affatto, includendolo in quei romanzi post Facebook che poco mi piacciono, però a furia di leggere cose così belle, scritte così bene... :)

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    1. Anche io ero titubante ed il "post Facebook" rende perfettamente la mia incertezza iniziale. Poi, però, è stato amore :)

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