martedì 16 maggio 2017

Recensione 'I tre volti di Ecate' di Vito Santoro


Buongiorno lettrici e lettori! In questo martedì che, almeno dalle mie parti, profuma d'estate, vi lascio la recensione di un romanzo ambientato nella mia terra, nel brindisino per l'esattezza. Un noir dalle tinte fosche per la cui lettura devo ringraziare la casa editrice Edizioni Spartaco. Mettetevi comodi, si comincia!





I tre volti di Ecate
Vito Santoro


Editore: Edizioni Spartaco - Genere: Noir
Pagine: 185 - Prezzo: 10,00 €
(OMAGGIO CE)


Alberto e Dario sono ladruncoli, ragazzi difficili che sarebbero piaciuti a Pier Paolo Pasolini. Da una villa lussuosa i due rubano un reperto di valore, la statua di Ecate, una delle divinità più misteriose della iconografia greca, traghettatrice delle anime degli uomini nel regno dei morti. Il giorno dopo il colpo, accanto ai piedistallo vuoto, c'è il cadavere di uno sconosciuto. Chi è e perché è stato ammazzato? Del caso si occupa il commissario Nebbio, poliziotto sadico e corrotto. Attori e vittime di un gioco più grande di loro, Alberto e Dario chiedono aiuto a un miliziano solitario e dal passato in chiaroscuro, Mario Sforza, che s'impegna a tirarli fuori dai guai. Innanzitutto bisogna dar conto a Messala, ricco proprietario di un albergo, committente del furto. Ha agito per sé o per altri? E che fine ha fatto la statua? Il triplice aspetto della dea - una donna giovane, una adulta e una anziana - è un'allegoria dei modi con i quali l'uomo, nelle diverse età, riconosce e affronta la propria fine. Analogamente i protagonisti del romanzo sfideranno le tre facce della morte e saranno guidati da Ecate verso il loro inevitabile destino.



Ho letto questo romanzo in un giorno e mezzo, anche se lo si potrebbe portare a termine in uno soltanto perché è una di quelle letture che non solo tengono compagnia ma calamitano l'attenzione del lettore.
Come ho già accennato all'inizio, è ambientato in Puglia, nel brindisino, ma tocca anche Cesme, in Turchia, e Sant'Agata dei Goti, nel Sannio beneventano. E, così come la maglia del racconto si espande geograficamente andando a toccare punti differenti sulla cartina, alla stessa maniera diverse saranno le figure coinvolte nell'intera vicenda.

Tutto ha inizio con un furto su commissione, una statuetta di bronzo. Un lavoro pulito per Dario e Alberto, organizzato alla perfezione. Nella villa del Conte non avrebbe dovuto esserci nessuno, invece è comparso, a sorpresa, un uomo armato. Alberto lo colpisce con la statuetta facendo sì che, il mattino seguente, venga ritrovato cadavere ai piedi della teca ormai vuota. Da questo momento in poi inizia una vera e propria caccia all'uomo, anzi agli uomini, nella quale sarà coinvolto anche il Commissario Nebbio che, dall'alto della sua corruzione, si prodigherà in prima persona per abbattere tutti i birilli coinvolti in quella che avrebbe dovuto essere una rapina semplice e, soprattutto, pulita.

Un imprevisto che cambia le carte in tavola, è questo il punto di partenza dell'intera vicenda. Imprevisto che, alla fine del romanzo, verrà svelato non essere tale. Ecco, la bravura dello scrittore risiede in questo: dare, ma allo stesso tempo non dare, punti di riferimento, coinvolgere il lettore nell'indagine fornendogli più di una pista da seguire, facendogli credere determinate cose, per poi stravolgere tutto nel finale, andando a risolvere anche quelle questioni che sembrerebbero essere rimaste in sospeso e che invece si rivelano essere per nulla casuali. Il romanzo è un vero e proprio rompicapo, un cerchio che, solo nelle battute finali, si chiude. 

Con un titolo che è un elogio al classicismo greco e che rimanda alla mitologia, I tre volti di Ecate rappresentano il cardine, il perno, attorno al quale far ruotare l'intera storia. Le sue tre facce, che scrutano punti lontani e diversi che le altre non possono vedere, rappresentano le varie chiavi di lettura che possono essere date al romanzo, così come le differenti verità che ci vengono fornite nel corso della narrazione. Inoltre, come una forza centripeta, la statua, è in grado di attirare a sé le vite delle diverse figure che si muovono sulla scena ed, in ottemperanza a quello che è il suo ruolo di traghettatrice le accompagna lungo il cammino che conduce al Regno dei Morti. Quasi fosse una maledizione, l'ambivalenza statua-morte è strettamente radicata in ogni singola pagina. 

"Una giovane, un'adulta e un'anziana. Tre età e tre rappresentazioni diverse, ma si tratta di un'unica donna. La più giovane impugna un coltello con il quale taglia il collegamento con la vita. È lei che recide il cordone che lega l'anima al corpo. Lo vedi il serpente che l'avvolge? Con la sua caratteristica di cambiare pelle simboleggia la trasformazione. Il serpente rappresenta il passaggio dalla vita terrena all'oltretomba. La donna con la corona e la fiaccola invece ha il compito di illuminare il cammino. Lei accompagna le anime lungo il percorso che conduce all'aldilà. Infine la donna anziana, la saggia, colei che custodisce la chiave che apre le porte degli inferi."


Con uno stile diretto, un ritmo coinvolgente e serrato e una scrittura in cui il punto di vista e gli scenari cambiano a seconda del personaggio che in quel momento prende possesso delle parole su carta, Vito Santoro ci presenta un romanzo ben costruito e strutturato. Un romanzo in cui tutti sono legati tra di loro a doppio filo, ma ognuno cerca di tirare i remi in barca per prendersi gioco del prossimo. Un romanzo in cui si parla sopratutto di scelte, giuste o sbagliate che siano, di rappacificazioni con il proprio passato e con il proprio presente, di ricordi che scottano la pelle, di gioventù bruciata dall'alcol, dalla droga e dalle rapine e di un destino a cui, ineluttabilmente, soccombere.
Un romanzo in cui tutti, un attimo prima, sono carnefici e quello dopo si trasformano in vittime sacrificali. 




domenica 14 maggio 2017

Sneak Peek di Maggio!

Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria



Buona domenica miei cari lettori!
Siamo giunti alla metà di Maggio e questo vuol dire che è il momento del nostro consueto appuntamento. Siete pronti a venire con me in libreria, seppure virtualmente? Bene, prendete carta e penna, aprite i salvadanai e riempite i vostri portafogli perché questo è un mese in cui è concesso fare pazzie!!!


In libreria dal 2 maggio


Trama:


Stefano ha ventidue anni e una vita tranquilla. Simpatico, belloccio e con la battuta sempre pronta, divide il suo tempo tra le serate a Trastevere con gli amici, il lavoro che non ama particolarmente ma che gli permette di avere una casa tutta per sé, le polpette piene d'amore di mamma e la storia con Michela. Sembrerebbe andare tutto per il verso giusto eppure a Stefano qualcosa non torna. Non può fare a meno di sentirsi incompleto, fuori posto, fuori cuore. Stare con Michela gli ha fatto capire che "con una donna puoi ridere, mangiare, guardarci un film, scoparci tutta la notte, prenderci il caffè insieme e correre comunque il rischio di non amarla". Perché l'amore vero è un'altra cosa. E sta da un'altra parte.Allora succede che ritrovare un dischetto di cartone con sopra disegnato un pettirosso dia uno strattone alla sua vita costringendolo a ripensare a quando, dieci anni prima, era poco più che un bambino. E a ricordare quegli occhi scuri e profondi, quelle lentiggini che diventavano una costellazione, quel modo goffo e particolarissimo di tirarsi da parte i capelli rosso fuoco. Da quel momento niente ha più senso se non andare a cercarla, ovunque sia, rischiando di perdere tutto pur di ritrovarla. Lei, Alice, il pezzo mancante, la ragazzina che ti guardava in un modo che non sai spiegare, in un modo che ti sentivi subito a casa. Perché, davvero, certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché "si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene".




In libreria dal 3 Maggio


Trama:


Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di quel conflitto a fuoco, quando un proiettile ha raggiunto la sua testa. Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di una terapia da molti considerata barbara: l’elettroshock. Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell’Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava. Proprio la notte del suo arrivo, una donna viene uccisa. Il marito è scomparso e l’assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni. Su una parete della casa, una scritta tracciata col sangue della vittima: «Tu non farai alcun male». Aurora è certa che si tratti dell’opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum… Ma nessuno la ascolta. Presto Aurora capirà di dover agire al di fuori delle regole, perché solo fidandosi del proprio intuito potrà dissipare la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa. Solo affrontando i demoni della propria mente potrà salvare la piccola Aprile ed evitare nuove morti…




In libreria dal 4 Maggio


Trama:


Forti, ambiziose e piene di talento, Lee e Bryan sono disposte a tutto per avere successo nel lavoro e realizzare le proprie aspirazioni professionali. Nella loro vita non c'è tempo per banalità come l'amore. La carriera viene prima di tutto. Finché un incontro non cambia radicalmente la loro prospettiva... Rintracciare il celebre scrittore di romanzi horror Hunter Brown e svelarne i segreti è diventata quasi un'ossessione per Lee, reporter della rivista Celebrity, e quando scopre che lui sarà ospite di un convegno in Arizona capisce che quella è un'opportunità da non perdere. Ma il maestro del soprannaturale si rivela anche un maestro della seduzione, e Lee si rende conto che per avere l'esclusiva, questa volta, le sue doti di giornalista non saranno sufficienti. Perché per svelare le sue carte, Hunter si aspetta di essere ricompensato... Per Bryan, affermata fotografa freelance, pubblicare un reportage sulla prestigiosa rivista Life Style è un'occasione a cui non può rinunciare, anche se dovrà realizzarlo insieme a Shade Colby. L'impresa si prospetta tutt'altro che facile, perché lui ha fama di essere un solitario, difficile e scostante, e tutto lascia pensare che il loro viaggio sarà un disastro... Per le due amiche è giunto il momento di mettersi in gioco, di prendere dalla vita ciò che hanno sempre desiderato. Ma non sempre si ottiene ciò che si crede di volere.




In libreria dal 4 Maggio


Trama:


Quando si deve smettere di sperare? Beth se lo chiede ogni giorno, guardando suo figlio Jake in un letto di ospedale. Jake avrebbe bisogno di un trapianto, ma né lei né Michael, il marito, sono compatibili. Inoltre Michael è orfano e Beth, che non ha mai conosciuto il padre, ha perso la madre poche settimane prima. Ma ecco che accade il miracolo: frugando tra alcune vecchie carte, Beth scopre di essere stata adottata. E, oltre lo sconcerto e la tristezza, Beth intravede la luce di una possibilità: da qualche parte, vicino a lei, potrebbero esserci dei parenti biologici compatibili con Jake. Inseguire quella luce diventa per Beth come un'ancora di salvezza in un oceano di dubbi. Armata solo del proprio coraggio e delle pochissime informazioni che è riuscita a recuperare, Beth inizia a combattere contro un muro di silenzi, reticenze e segreti. Ma non si arrende. Perché sa che l'amore è una luce impossibile da soffocare, e sarà quella luce a mostrarle la via. Perché questa è una battaglia che deve vincere a ogni costo. Perché solo ritrovando il proprio passato potrà salvare il futuro di suo figlio.




In libreria dal 9 Maggio


Trama:


«Milano era per me quell'attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo E poi, all'improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.

venerdì 12 maggio 2017

Recensione 'Le stanze dei ricordi' di Jenny Eclair





Le stanze dei ricordi
Jenny Eclair


Editore: Sperling&Kupfer - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 372 - Prezzo: 18,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Londra, Kennington Road. La grande casa georgiana al numero 137 è in vendita. Tanto affollata un tempo, ora è soltanto un nido vuoto, troppo grande per una donna sola. Troppo carica di ricordi per chi non vuole più essere prigioniera del proprio passato. E così Edwina Spinner, ex artista e illustratrice, ha deciso di andarsene. Mentre conduce l'agente immobiliare di stanza in stanza, si sente trasportare indietro nel tempo. La sua mente torna a cinquant'anni prima, quando si era trasferita lì dopo le nozze, giovanissima, con il primo, grande amore. Torna ai suoi bambini, i gemelli Rowena e Charlie, così imprevedibili, così diversi. Torna al secondo marito e al figlio acquisito, che l'ha sempre detestata – e che lei ora non riesce nemmeno a nominare. Ogni angolo della casa è intriso della loro gioia, delle loro lacrime, del loro sangue. Ci sono porte da cui Edwina sente ancora risuonare risate cristalline. Altre che preferirebbe non aprire mai più, per non lasciare uscire i segreti più inconfessabili. Come il ricordo della notte che ha spezzato per sempre la sua famiglia. Ma nemmeno Edwina conosce davvero tutta la storia. La verità su quella notte è un mosaico al quale mancano alcune tessere: un indizio nascosto in un baule mai aperto, una confessione rimandata da troppo tempo. E, per scoprire tutta la verità, Edwina dovrà affrontare proprio l'unica persona che non avrebbe voluto rivedere mai più.



Credo che a tutti sia capitato, almeno una volta, di passare davanti ad una vecchia casa, magari anche abbandonata, e di domandarsi chi abbia sorriso o pianto tra quelle mura, come si presentava alla vista dei passanti a suo tempo, o ancora di immaginare da quante e quali stanze sia costituita al suo interno.

Anche a Londra, al numero 137 di Kennington Road, c'è una casa, in stile georgiano. Una casa, tre piani, una miriade di stanze e una donna, Edwina, la protagonista del romanzo.
Da solitaria allieva di un college a sensibile studentessa d'arte, da giovane moglie a madre e, infine, a vedova. Diverse identità incassate una dentro l'altra in quel corpo che, oramai, stenta a riconoscere, la cui vista la angoscia così come il cambiamento che le appare sotto forma di nemico. Edwina è una donna anziana e, soprattutto, sola. E questo senso di anzianità e solitudine traspare sin da subito, sin da quando si presenta al lettore, nuda e fragile. 
A farle da spalla, quasi, una casa, ma non una qualsiasi, il civico 137 al quale è rimasta aggrappata troppo a lungo intessendo un legame così serrato che i cambiamenti della vita della protagonista si sono riflessi in qualche maniera in quelli della casa. Una casa in decadenza come le sue membra.
L'unica alternativa possibile è andarsene, vendere l'immobile che, nonostante la sua grandezza è, paradossalmente, troppo stretto per la povera Edwina perché carico di ricordi per una donna che non vuole più essere prigioniera del proprio passato. 

Inizia così il romanzo della Eclair. Un romanzo che è un viaggio a ritroso nel tempo, sul viale dei ricordi. Un viaggio sulle strade impervie della vita, fatto di salite repentine, discese improvvise e brusche frenate. Una casa le cui stanze sono come cipolle, uno strato dopo l'altro di memorie. Ogni stanza costituisce il punto di affaccio su un ricordo, su quei famosi cassetti della memoria in cui riponiamo di tutto: gioie, dolori e cianfrusaglie. Fiduciosi di ritrovare tutto lì, ad attenderci. 

Ma il romanzo è molto più ampio e questo non emerge dalla sinossi. Diverse sono le storie che ci vengono presentate così come le voci che narrano la vicenda. Strutturalmente, infatti, può essere ripartito in tre grandi sezioni affidate a tre diversi narratori: Edwina, Fern, che apparentemente non ha alcun legame con l'altra donna e con la sua famiglia, e Lucas, il figliastro della protagonista, una sagoma ritagliata in un cartone, un bambino che si era sempre sentito fuori posto. A loro si alterneranno, sul finale, voci solitarie ma che di questo aggettivo hanno ben poco perché ogni personaggio è legato all'altro da un filo conduttore. 

Il raccontare di Edwina è un accavallarsi di pensieri, di accenni ad episodi già avvenuti nel suo passato ma a noi sconosciuti. Ciò non disturba il lettore, ma lo rende più curioso incentivandolo a proseguire, a mettere ordine in quel mosaico di informazioni, un tassello dietro l'altro. Conosceremo Ollie, il marito che amava, e Dickie, quello a cui era grata; i gemelli, Rowena e Charlie. Ecco quest'ultimo è, forse, il personaggio più affascinante, il punto in comune con tutte le voci che si raccontano, il file rouge. Quel ragazzo che, a seconda della prospettiva, sapeva apparire come un tipo completamente diverso agli occhi di chi lo guardava.

La scrittura della Eclair è ricercata, ricca di descrizioni precise e puntuali e, inevitabilmente, conquista il lettore, così come le voci dei suoi personaggi che premono per raccontarsi. Un vero e proprio puzzle in cui i singoli episodi vanno a costituire un disegno di più ampio respiro. 

Un romanzo complesso che ruota attorno all'avverbio chissà, una continua riflessione su quello che è stato ma col senno del poi. Un romanzo che racconta i segreti e i drammi di una famiglia che non sembra tale, costellata da fratture insanabili e da identità che non potrebbero essere più diverse di così, e quelli di una casa intrisa di sangue, sudore, amore, risate e tradimenti che un aspirapolvere o uno straccio non potranno mai cancellare. Un romanzo che insegna l'importanza dei legami di sangue e la forza del perdonare. 




martedì 9 maggio 2017

Blog Tour - Gita a Borgo Propizio. 2^ Tappa: Il Castelluccio



Benvenuti lettori!
Eccoci giunti alla seconda tappa bel Blog Tour Gita a Borgo Propizio, dedicato all'uscita del nuovo romanzo di Loredana Limone, La felicità vuole essere vissuta, edito dalla Salani, organizzato insieme ai blog:




Allora siete pronti? Lasciandoci alle spalle la Latteria di Belinda dove, ho saputo, avete gustato un delizioso bicchiere di latte alla vaniglia (c'è ancora qualcuno tra voi che si sta leccando i baffi, in senso metaforico, si intende!), prepariamoci a proseguire con la 2^ Tappa nella quale, non solo sfoglieremo alcune pagine del secondo romanzo, E le stelle non stanno a guardare, ma faremo un salto al Castelluccio. Bene, zaini in spalla e seguite il mio ombrello (ogni guida turistica che si rispetti ne ha uno!), ma prima, da bravi, voltatevi verso il chioschetto dell'edicola e salutate Dora, la pettegola del borgo (non ditelo a voce alta!), non sia mai che dica che siete un gruppo poco educato!





Una bella scarpinata, non trovate? D'altronde il Castelluccio non poteva mica sorgere a valle. Ora, indossate le vostre cuffiette, alzate il volume della vostra audio-guida ché vado a cominciare...

Il Castelluccio è una piccola rocca medievale che, come testimonia il vostro fiatone (non siete molto atletici o sbaglio?!), si erge imponente sulla cima della collina. Incoronato da quattro torrette, fu costruito per volere di un signorotto con bianca pietra lavica che, secondo antichi racconti, nelle giornate di sole emanava un bagliore addirittura accecante. Tuttavia anche il tramonto gli conferisce riflessi suggestivi. Immoto e rassicurante, fino a qualche anno fa l'edificio versava in condizioni di abbandono ma, grazie alla nuova amministrazione comunale, con a capo il Sindaco Felice Rondinella, il Castelluccio è tornato al suo antico splendore, a cominciare dalla pavimentazione che, come i vostri piedi avranno notato, non è più ballerina. Ma seguitemi all'interno, voglio mostrarvi qualcosa di straordinario.

Il Signor Sindaco, ergendosi a paladino dell'antico, ha fatto in modo che il Castelluccio diventasse, nientepopodimeno che, un grandioso museo medievale e non un hotel con tante di quelle stelle da sembrare un firmamento. Ammirate questi cimeli, è stato lo stesso Sindaco a recuperarli andando a scavare e riscavare nel passato tra gli oggetti abbandonati, nascosti ed ignorati. Mi raccomando, guardate ma non toccate! Ehi tu, laggiù, non hai visto il cartello all'ingresso? Niente foto!!! Roba da matti.

Il Castelluccio è un edificio così maestoso ed imponente che, in una delle sue ali, ospiterà la biblioteca civica di prossima apertura che sarà dedicata ad Aldighiero il Cortese, la cui storia vi vado a raccontare...

"Buttati definitivamente alle spalle i secoli bui del Medioevo, per il borgo iniziò un lungo periodo di splendore [...] Signore dell'epoca era il principe Aldighiero, detto il Cortese per l'innato garbo nei gesti e nei pensieri che lo contraddistingueva. Il Cortese era un uomo colto e raffinato, grande ammiratore di Lorenzo il Magnifico di cui emulò le gesta e condivise le passioni, e al quale dedicò la nostra piazza principale che fu, sì, centro di commerci, ma anche di arti e saperi. Merito anche della sua amata sposa, la soave Rolanda la Minuta, unica figlia del suo acerrimo nemico, nonché largo cugino, Manfredi il Fiero che, quando gli divenne suocero, gettò alle ortiche un odio antico di cui si era ormai persa la ragione. Rolanda, una donna tanto piccola quanto grande, grandiosa, che un miracolo aveva salvato da morte certa partorendo Primobaldo I, l'erede di Aldighiero. [...] Una sovrana indimenticabile, venerata dal popolo più del marito. Grazie alla loro sensibilità, il nostro paese attraversò anni felici e fruttuosi [...] perché non c'erano soprusi e vessazioni."


Il Borgo e il Castelluccio hanno sempre esercitato una malia arcana che forse si sprigiona dall'aria resa trasparente dalla brezza di pendio o forse dalla leggenda del fantasma che, per decenni, si è aggirato senza pace sulle torrette del Castelluccio e la cui ombra si poteva scorgere nelle notti di luna piena. Non ridete, miei cari, questa è una storia vera, che quasi nessuno racconta più, e complessa. Una storia alla quale, per paura o per incanto, i borghigiani sono rimasti legati perché ha dipinto pennellate di giallo su uno sfondo rosa. Protagonisti sono uno sceicco, un tradimento. una rapina, un ciabattino e, badate bene, un suicidio (un coro di Ooooh! si alza dalla folla!).

Bene, il nostro tour sta per giungere a conclusione, ma c'è ancora una piccola sorpresa per voi. All'uscita vi saranno distribuite alcune copie de la Voce del Castelluccio, non fate caso agli errori ortografici o grammaticali, il sindaco ed Ornella provvederanno anche a questo, spero! 
Inoltre, troverete Francesco, detto Chicco, che vi offrirà un assaggio del biancomangiare, la pietanza tipica delle tavole nobiliari medievali a base di pollo o pesce, mandorle, amido di riso, zucchero e spezie, la preferita di Isabella di Castiglia, ovvero la regina di Cristoforo Colombo. 
Spero sia di vostro gradimento, trattandosi di un esperimento (Oh, oh, questo forse non avrei dovuto dirlo!).

Ora vi lascio nelle mani di Lea e Stefania, le Due lettrici quasi perfette. Starà a loro, giovedì 11 maggio, raccontarvi, nella suggestiva cornice di Piazza della Resurrezione, del terremoto che, ahimè, ha sconvolto Borgo Propizio.

Per me è stato un vero piacere farvi da Cicerone. Vi ricordo che per partecipare all'estrazione di una copia cartacea del nuovo libro, accompagnata da una borsina del BlogTour, dovrete commentare tutte le tappe del Tour, entro e non oltre le ore 12 di domenica 21 maggio!






venerdì 5 maggio 2017

Recensione 'E le stelle non stanno a guardare' di Loredana Limone





E le stelle non stanno a guardare
Loredana Limone


Editore: TEA - Genere: Letteratura Italiana
Pagine: 382 - Prezzo: 10,00 €


Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate.




Parlarvi di Borgo Propizio è un po' come tornare a casa. Per la verità, ho da tempo progettato di preparare armi e bagagli e rifugiarmi in codesto luogo ameno e dalle tante sfumature bucoliche. Magari aprire un piccolo negozietto lungo le viuzze che conducono al cuore dello stesso o ancora una piccola libreria dagli scaffali impolverati popolati da antichi volumi. Ma basta svelarvi i miei progetti, è tempo che vi racconti di questa seconda ed entusiasmante avventura.

Protagonista indiscusso, come già avevamo avuto modo di constatare nel primo romanzo, è il Borgo, un luogo "...incontaminato, incastonato in una collina di frutteti e di vigneti, sotto un cielo sempre limpido grazie alla brezza di pendio e avulso dalla frenesia della modernità...". Borgo che ha visto la nascita di una nuova amministrazione comunale con a capo il sindaco Felice Rondinella, il ritorno all'antico splendore (Casteluccio compreso), fino all'ampliamento a fondovalle. L'agenzia Viaggi Propizi non è mai stata tanto oberata di lavoro; la latteria "Fatti mandare dalla mamma", gestita da Belinda e zia Letizia, continua a sfornare deliziose crostate alla crema dolce di ceci e bicchieroni di latte alla vaniglia; l'Hotel Rimembranze ed il ristorante annesso sembrano essere tornati agli antichi fasti grazie anche al ritorno del figliol prodigo. Borgo Propizio splende di una luce nuova, una luce che ammanta e conquista al punto tale da esigere l'organizzazione di un festival dal titolo altisonante ed evocativo: Sotto Stelle Propizie

Con Loredana Limone alla regia, ed una macchina da presa sempre in movimento, il romanzo si tramuterà in un vero e proprio sceneggiato le cui sfumature virano dalla commedia, alla tragedia, al giallo, fino a toccare le vette del romantico. 
Ci imbatteremo in nuove storie, in cambiamenti repentini ed improvvisi, amori corrisposti ed altri di mera facciata. Ritroveremo i borghigiani che tanto amiamo, autoctoni o trapiantati: Dora, che non ha perso colpi nel suo essere pettegola; Ornella, alle prese con l'organizzazione del famoso festival; zia Letizia, che spera ancora di poter incontrare il Grande Musicante; Mariolina che, a causa della vita coniugale ha abbandonato il Borgo per trasferirsi a casa di Ruggero in compagnia dei suoceri ottuagenari; Marietta che soffre per la lontananza della suddetta e spera di incontrare, a sua volta, l'amore della sua vita. Ma ne conosceremo anche di nuovi. 
Tra tutti, il personaggio che ho più amato è stato quello di Antonia, una donna in fuga da se stessa e con la disperazione dipinta sul viso. Una donna che si rifugia a Borgo Propizio, un luogo che, con la sua geografia ed il suo accogliente calore, le permetta di dimenticare la sua storia e i tasselli di un doloroso puzzle amoroso in cui Amore fa rima con Dolore. Un amore folle, un amore quasi malato che invece di costruire, rende tutto macerie.

Ed è proprio grazie ad una prosa accogliente ed uno stile che coccola e avvolge il lettore, attraverso l'alternarsi di un coro di voci, vere e tangibili, che si raccontano, che resteremo incantati dalla capacità dell'autrice di presentarci storie comuni, di paese, ma sopratutto di farlo con delicatezza e velata e tagliente ironia.
Un romanzo che, ancora una volta, lascia nel lettore un senso di tranquillità, di serenità. Un romanzo che profuma di buono, un po' di solitudine ma anche di armonia, quella che regna sovrana e che si manifesta attraverso il famoso motto 'L'unione fa la forza!'.

Se vi siete già imbarcati in questa avventura saprete, come me, che Borgo Propizio saprà riaccogliervi come un porto sicuro, se invece siete nuovi e avete tutta la voglia di partire, non vi farà mai sentire degli estranei, anzi, saprà coccolarvi e conquistarvi come pochi romanzi sanno fare!





mercoledì 3 maggio 2017

Monthly Recap Aprile!


Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Buongiorno lettori!
Siamo ormai a maggio e, con qualche giorno di ritardo, mi accingo a riepilogare, insieme a voi, quanto avvenuto nel mese appena trascorso. Aprile per me è stato Tempo di Libri e se vi siete persi il mio resoconto lo trovate qui. Questo vuol dire che si è letto molto, molto, poco ma si è comprato all'ennesima potenza. Siete pronti? Iniziamo!



LETTURE E RECENSIONI





"Un romanzo che manca di quella discesa improvvisa, di quell'ostacolo da evitare, di quel qualcosa che renda la lettura meno piatta e meno scontata di come appare. Ogni cosa sembra già decisa, il sentiero tracciato sin dalle prime pagine, senza quel colpo di coda che renda il tutto meno inevitabile". (RECENSIONE)


"Con un narrato ed uno stile sensibile ed emozionante, che coinvolge, avvolge e coccola il lettore, respireremo il profumo del sud, le usanze di una classica famiglia meridionale che sono quelle di un intero popolo. Leggere, almeno per me, è stato come tornare a casa". (RECENSIONE)





"Un thriller che non vorresti mai riporre ma continuare a leggere tutto d'un fiato, ben strutturato e scenograficamente curato in ogni dettaglio, in ogni singola azione o parola, tanto da farlo sembrare un film. Un romanzo al cardiopalma, in cui in alcuni momenti tratterremo il fiato ed in altri, quello stesso fiato, lo avvertiremo sul collo". (RECENSIONE)



LIBRO DEL MESE



"Con una prosa ammaliante, che fluisce in maniera poetica, come una musica o meglio una sinfonia, ricercata, antica, che si muove nell'aria, che vibra attraverso le corde di mille violini, ci sarà raccontato di attese e mancanze. Un connubio perfetto su cui poggiano le solide fondamenta di quella che è una vera e propria favola moderna". (RECENSIONE)







LIBRI SUI MIEI SCAFFALI


Aprile è stato il mese degli omaggio ma, soprattutto delle spese folli. In foto vi mostro il mio bottino, frutto soprattutto del mio viaggetto a Tempo di Libri. Ora, guardate la pila e immaginate la lotta greco-romana che abbiamo fatto non solo per portarceli dietro in metropolitana, ma, soprattutto, sul treno del ritorno. Un plauso a mio fratello, Antonio, che si è sacrificato per la patria libresca (alias la mia libreria!).

martedì 2 maggio 2017

Blog Tour - Gita a Borgo Propizio



Cari lettori e care lettrici,
in barba ai giorni di festa che trascorrono sempre troppo in fretta, in barba alla scuola che riempie i nostri figli di compiti e non lascia tempo a nessuno per godere del sole e delle giornate che si allungano, noi blogger abbiamo deciso di prenderci una vacanza extra e di organizzare una 


Gita a Borgo Propizio


E, ovviamente, vogliamo portarvi con noi, quindi passate dalla biglietteria e salite in corriera, perché tra poco si parte!
Ad aspettarvi per controllare i vostri biglietti, troverete Laura. Visto com'è carina in divisa?! Ad animare il viaggio Lea & Stefania... e speriamo che non siano stonate! A farci da guida turistica, invece, ci sarò io e di me pare si fidino ciecamente, quindi state sereni, non correremo il rischio di perderci tra i vicoli del Borgo!
Alla guida della corriera, invece, si alterneranno Laura e Chiara e ricordatevi che non si parla al conducente!
Sarà un viaggio allegro quello che vogliamo fare con voi, un viaggio che, tappa dopo tappa, ci porterà a ripercorrere i vicoli di quel Borgo che tutti amiamo tanto, a incontrare i suoi abitanti e, giunti alla fine, permetterà a qualcuno di voi di ricevere una copia del nuovo romanzo di Loredana Limone, La felicità vuole essere vissuta, capitolo conclusivo della saga ambientata a Borgo Propizio, che potrete trovare in tutte le librerie dal 18 maggio! Ma non finisce qui, perché il romanzo sarà custodito da una shopper personalizzata!

Siete già in fila per ritirare il vostro biglietto? Bene! Mentre aspettate vi spieghiamo per bene cosa dovrete fare per far sì che Laura lo vidimi e vi permetta di salire a bordo! Pronti?



Regole di partecipazione



Spiegazione e tappe

    La Gita a Borgo Propizio prende il via oggi e si svolgerà secondo le seguenti tappe:
    • 4 maggio - tutti in Latteria per una colazione ristoratrice. La colazione sarà gentilmente offerta da La biblioteca di Eliza
    • 9 maggio - Visita al Castelluccio in compagnia della sottoscritta
    • 11 maggio - Le Due lettrici quasi perfette ci aspettano in Piazza della Resurrezione per il pranzo a sacco e ci racconteranno del terremoto che ha sconvolto il Borgo
    • 15 maggio - in compagnia de La lettrice sulle nuvole scopriremo la nuova boutique Amandissima, dove potremo incontrare Loredana Limone e fare quattro chiacchiere con lei
    • 18 maggio - il viaggio sta per terminare, ma prima di risalire in corriera andiamo tutti a fare la piega dal parrucchiere cinese (e speriamo bene!). E mentre saremo alle prese con bigodini e tinte, La Libridinosa vi parlerà dell'ultimo romanzo. 


    Come si vince?

    Coloro che parteciperanno attivamente, commentando tutti i post del Blogtour, avranno la possibilità di aggiudicarsi una copia del nuovo romanzo di Loredana Limone, La felicità vuole essere vissuta, e la shopper coordinata. Riterremo valida la partecipazione solo di coloro che avranno seguito tutte le regole specificate sopra e che avranno commentato TUTTE le tappe del Tour entro le ore 12 di domenica 21 maggio. Nel pomeriggio del 21 maggio procederemo con l'estrazione dei vincitori tramite il sito Random.org . I vincitori saranno contattati da noi via mail per concordare la spedizione e annunciati con un post sulle pagine Facebook dei blog organizzatori (quindi domenica 21 occhio a Facebook!).


    Prima di mettere in moto e partire, permettetemi di ringraziare la Casa Editrice Salani e, nello specifico, Matteo Columbo per il supporto, per averci sopportate e per aver messo a disposizione le copie cartacee. Grazie anche a Silvia Meucci che ha accolto con gioia la nostra idea e se ne è fatta portavoce presso l'editore. E un grazie infinito a Loredana Limone per le storie meravigliose che ci racconta (e soprattutto perché esiste!!!).

    E adesso che siamo tutti pronti, si parte!!! Vai Bacci, dai il via alla musica...