L'ombra del vento
Carlos Ruiz Zafon
Editore: Mondadori - Genere: Letteratura Internazionale
Pagine: 417 - Prezzo: 12,50 € - eBook: 7,99€
(OMAGGIO CE)
A Barcellona, una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro maledetto che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Julián Carax, l'autore di quel libro. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita.
Ci sono romanzi carichi di mistero, romanzi che affascinano il lettore sia per contenuto, e quindi per storia narrata, che per i personaggi che ne calcano la scena. Ci sono romanzi, alla fine dei quali, ti domandi come mai tu non li abbia mai presi in considerazione o come mai quel piccolo numero, quel pedice, che ne rappresenta la mole, ti abbia sempre spinto a passare diritto davanti al loro scaffale, senza dargli nemmeno una possibilità. L'unica che quelle pagine sature di parole, in religioso silenzio, chiedono a noi lettori.
Questo è un po' il riassunto di quanto avvenuto prima e dopo la lettura di Zafon e del capitolo che apre quella che è diventata, dal mese scorso, una quadrilogia a tutti gli effetti. Per l'accostamento ad un autore bellamente snobbato fino a questo momento (Mea Culpa!) devo ringraziare la casa editrice Mondadori che mi ha omaggiata di tutti i volumi di una storia che, almeno per questo primo lavoro, mi appare meravigliosamente coinvolgente. Ho in lettura il secondo romanzo di cui spero di parlarvi quanto prima.
1945, Barcellona. Una mattina d'estate Daniel, figlio di un libraio, viene condotto dallo stesso padre in un luogo segreto il cui semplice nome basta ad instillare il giusto grado di curiosità sin dalle prime battute. Si tratta del Cimitero dei Libri Dimenticati, il posto in cui trovano dimora tutti quei libri che si perdono nell'oblio. I libri che nessuno ricorda, quelli perduti nel tempo. Rimangono lì, in attesa che un nuovo lettore arrivi e li porti con sé, affinché il loro spirito riacquisti forza. Sono libri con un'anima: quella di chi li ha scritti e quella di chi li ha letti.
In occasione di questa prima visita, Daniel viene invitato a scegliere proprio uno di quei volumi, un romanzo che sortisce una sorta di richiamo: 'L'ombra del vento' di Julian Carax.
Avrà inizio così una vera e propria avventura, un cambiamento radicale nella vita del protagonista che lo porterà costantemente vicino alla verità ma soprattutto al pericolo. Non voglio aggiungere altro perché si tratta di un romanzo tutto da vivere, un romanzo che vi terrà imbrigliati alle parole e alla storia che racconta.
"Un giorno sentii dire da un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli davvero il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale - non importa quanti libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cosa apprenderemo o dimenticheremo - prima o poi faremo ritorno."
Credo che la bravura di Zafon risieda nella capacità di aver creato una storia come poche, una storia affascinante, ricca di colpi di scena e mistero, da sortire un effetto ammaliatore sul lettore. A ciò contribuisce anche lo stile fluido in cui parti discorsive e dialoghi si alternano in maniera efficace, il tutto accompagnato da descrizioni di luoghi e personaggi che vediamo attraverso gli occhi di Daniel, un ingenuo bambino che si trasformerà in un adulto, con tutti quelli che sono i problemi dell'essere tale. Vedere è il verbo che descrive al meglio questa sensazione perché le descrizioni sono così nitide e particolareggiate che basta scostare lo sguardo dalle pagine per figurarsi il tutto. Questa è una caratteristica che apprezzo molto e che basta per conquistarmi al primo colpo.
La narrazione rappresenta uno di quei casi in cui la storia deve essere seguita con attenzione a causa degli intrecci, dei numerosi personaggi e dei salti temporali che mostrano, in maniera inequivocabile, come il tutto abbia bisogno di tempo per risolversi. A ciò si accompagnano i parallelismi tra presente e passato quasi come se gli avvenimenti convergano in un punto di contatto, quasi che la storia di Daniel e quella di Julian prendano la stessa piega fino a coincidere e, pertanto, rendendoli entrambi protagonisti. Si dice infatti "...uniti dal destino e dal caso come gli anelli di una catena...". Sono loro gli attori principali, coloro che calcano il palcoscenico alla perfezione, tuttavia lo fanno supportati dai comprimari, da coloro senza i quali si avvertirebbe una mancanza. Sono proprio le voci dei comprimari che richiameranno agli occhi del lettore il passato più nascosto.
Inevitabilmente, la figura di Julian è quella che conquista, che affascina il lettore con la sua aura di mistero, di oscuro.
Il ritrovamento del libro segna il confine tra un prima e un dopo, un prima caratterizzato da una sorta di lenta narrazione e un dopo impregnato da tematiche forti quali l'amicizia, la lealtà, l'amore osteggiato e contrastato, la morte. Tra queste trova anche spazio il rapporto col genitore: un padre che è uno sconfitto e non sa di esserlo, un padre che le invisibili trame del tempo stanno allontanando dal figlio, e un figlio, Daniel, che cerca il riscatto personale e familiare.
In definitiva una lettura più che piacevole, una lettura potente per quello che è un romanzo da leggere tutto d'un fiato. Un romanzo che vi trascinerà nel vortice emozionale ed altamente adrenalinico creato dalle parole impresse sulla carta. Se non lo avete ancora fatto è il momento di recuperare!