lunedì 15 ottobre 2018

Recensione 'Il ladro gentiluomo' di Alessia Gazzola


Ebbene ci siamo, il momento tanto atteso per i fan di Alice Allevi e Alessia Gazzola è arrivato. Oggi si torna in libreria con una nuova avventura, l'ottava per l'appunto, ed io grazie alla casa editrice Longanesi ho potuto trascorrere il weekend in compagnia di uno dei personaggi letterari che più adoro. Prima di cominciare, però, ci tengo a dire a quanti di voi passeranno a leggermi che, se siete digiuni di questa serie di romanzi e avete intenzione di cominciarla o magari l'avete interrotta tempo fa e vi siete persi alcuni passaggi essenziali, sarebbe meglio per voi non proseguire perché, inevitabilmente, si farà riferimento a quanto accaduto in precedenza.





Il ladro gentiluomo
Alessia Gazzola


Editore: Longanesi - Genere: Giallo
Pagine: 304 - Prezzo: 18,60 € - eBook: 9,99 €


Alice Allevi, finalmente specialista in Medicina legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l'affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell'Istituto di Medicina legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola. Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un'autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L'ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi...



Recensione

Se esistesse una realtà parallela, in cui io vivessi nel mondo di Alice o viceversa, credo proprio che noi due saremmo migliori amiche. Certo, con tutta probabilità ci saremmo contese lo stesso uomo, perché, diciamocela tutta, CC farebbe perdere la testa a qualsiasi donna, ma saremmo state migliori amiche perché, ogni volta che l'attesa si tramuta in un nuovo romanzo e, a fine lettura, ne volto l'ultima pagina, sento forte il senso della perdita. Non vorrei mai lasciarla andare, conscia del fatto che un giorno potrei non ritrovarla lì, con la mano tesa, pronta ad afferrarmi.

Come accennato nell'introduzione a questa recensione, siamo giunti all'ottava avventura della finalmente specialista in Medicina Legale più famosa della narrativa italiana e la Gazzola è riuscita, ancora una volta, a farmi fare le ore piccole, intessendo una trama ricca di colpi di scena e cambi di rotta che non hanno riguardato solo il giallo in sé ma anche la vita sentimentale della giovane protagonista.

Mai come in questo romanzo casca a fagiolo l'antico proverbio 'Chi è causa del suo mal pianga se stesso' perché, diciamocelo francamente, Alice è l'unica responsabile di quell'angosciosa sensazione di imminente disgrazia che le pervade mente e cuore. Ma dove eravamo rimasti?
Ecco, sì. Alice è ad un punto di svolta nella relazione con il seducente Dottor Claudio Conforti che, avendo deciso di mettersi finalmente in gioco, le ha chiesto di andare a vivere insieme. Alice, tuttavia, in un momento di scoramento, a causa di quella stessa relazione che sembrerebbe non avere né capo né coda, ha fatto richiesta di trasferimento. Ed è così che si apre il romanzo con Alice deportata ai confini dello stato, a Domodossola, sulle montagne ad Ovest del Lago Maggiore, grazie all'infaticabile cattiveria della Wally.
Tuttavia Alice non ha il tempo di recriminare su quanto accaduto perché, appena giunta a destinazione, viene travolta da un nuovo caso. Arsen Nazarovič Scherbakov, ventottenne di nazionalità ucraina, viene ritrovato morto nel giardino della villa del cavalier Luigi Megretti Savi, dopo essere precipitato a seguito di un furto finito male. Durante l'autopsia del cadavere Alice ritrova un diamante rosa nello stomaco della vittima e prontamente si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. Ma colui che si presenta a ritirare la gemma, nonostante il tesserino e i modi affabili, non è un vero ufficiale. Inizia in questo modo la caccia ad Alessandro Manzoni, così si è presentato l'uomo, un ladro gentiluomo dai molteplici travestimenti, mentre nubi minacciose si profilano all'orizzonte.

Con una nuova città sullo sfondo, una realtà lavorativa ben diversa da quella romana e il candore della neve che ammanta e rende ancora più percettibile il senso della mancanza, la Gazzola aggiunge un nuovo tassello alla storia di Alice Allevi e al suo personaggio. È incredibile, per chi come me ha avuto modo di assistere all'evoluzione della protagonista romanzo dopo romanzo, ritrovarsi dinanzi ad un'Alice meno impacciata, meno maldestra e meno distratta. Certo non ha perso quella forte umanità che tende a farla compenetrare con le vittime dei suoi casi, quella verve da investigatore che la porta a dubitare sulla naturalità delle morti, ma si approccia al tutto in maniera più cauta, sempre affidandosi alle sue personalissime indagini e intuizioni. 

In questa nuova avventura Alice si ritroverà a fare i conti con diversi aspetti del suo carattere e della sua storia personale, complice un luogo in cui il tempo ha un significato diverso, dove non c'è nulla da fare con urgenza e i pensieri viaggiano a ruota libera. La paura del cambiamento, l'essersi adagiata sulle abitudini di sempre, la mancanza dei soliti punti fermi e degli affetti saranno fautori di profonde riflessioni. 
Dall'altra parte la relazione con un Conforti in versione pendolare in quel di Domodossola, i ritorni a Roma per colmare la distanza in un rapporto che è un po' fuori dagli schemi e la voglia di essere amata come un uomo ama una donna e non come un maestro con la sua allieva. 

Questo è il romanzo di Alice e Claudio. La loro storia prende il sopravvento anche sulla componente giallistica, che c'è ed è come sempre ben costruita ed intricata al punto giusto. Preda di scossoni, alti e bassi e parole finalmente dette, i due saranno chiamati ad affrontare la prova più difficile in assoluto perché nella vita "...accadono cose che ci cambiano al punto tale che indietro non si può più tornare..." e a noi lettori non resterà altro che fare il tifo, fino alle fine, comunque vada. 

Alessia Gazzola non perde il tocco nemmeno in questo nuovo romanzo, anzi si ravvisa una maturità stilistica, una leggerezza ed una briosità nel raccontare, nel descrivere e nel caratterizzare, pronta a lasciare il passo ad un linguaggio più tecnico quando necessario, che fa sì che il romanzo si legga in un soffio. Questa, in effetti, è l'unica pecca: la fine arriva davvero troppo presto. 

Ho atteso un anno per leggere questa nuova avventura di Alice, in cui vecchio e nuovo si fondono, e, pur sentendomi privilegiata per la possibilità che mi è stata data di leggerlo in anteprima, sappiate che invidio molto voi lettori che sarete messi a conoscenza di ogni cosa solo oggi. L'unico consiglio che vi do, se non siete soliti farlo, è quello di leggere anche i ringraziamenti che troverete successivamente all'epilogo. C'è un messaggio molto importante, un messaggio che penso sia costato molta fatica scrivere e che ha richiesto, sicuramente, una buona dose di coraggio. Una scelta difficile ma che comprendo e sostengo. Sono sicura che anche voi lo farete, intanto godetevi la nuova lettura!


7 commenti

  1. Dovrebbe arrivarmi a giorni, e mi sto tenendo libero da ogni lettura per l'occasione. Non vedo l'ora. Anche se, sai?, quel messaggio nei ringraziamenti mi spaventa un po'...

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    1. Aspetto di leggerti e sono sicura che anche tu comprenderai la scelta dell'autrice.

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  2. Ciao Anna, sono molto curiosa di leggere questo nuovo libro della serie :-)

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  3. Non vedo l'ora di leggerlo. Lo comprerò a giorni. Baci

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  4. Letto in un giorno. Metabolizzato in sei. La sensazione assolutamete personale è che sia diviso in due parti delle cui la seconda si fa nettamente più densa, pesante non con accezione negativa. Davvero molto, molto intenso. Condivido fortemente la scelta dell'autrice per quanto mi senta orfana di un mondo di amici a cui sono affezionatissima. E sono d'accordo con te, forse il migliore della serie.

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