lunedì 5 febbraio 2018

Recensione 'Qualcosa di vero' di Barbara Fiorio




Qualcosa di vero
Barbara Fiorio


Editore: Feltrinelli - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 249 - Prezzo: 15,00 € - eBook: 6,99€


A rincasare ubriachi nel cuore della notte si rischia di inciampare in qualsiasi cosa: un gradino, i lacci delle scarpe, uno stuoino fuori posto. Ma se ti chiami Giulia, sei una pubblicitaria di successo e per te l'infanzia è solo una nicchia di mercato, puoi anche inciampare in una camicia da notte con una bambina dentro: Rebecca, la figlia della nuova vicina. Allora, tra i fumi dell'alcol, puoi persino decidere di ospitarla per una notte sul tuo divano. Salvo poi rimanere invischiata in sessioni di fiabe da raccontarle ogni volta che la madre, misteriosamente, non c'è. Da Cenerentola a Pollicino, da Raperonzolo alla Sirenetta, purché siano sempre le versioni originali: quelle di Perrault, dei Grimm e di Andersen, dove i ranocchi si trasformano in principi soltanto se li lanci contro un muro, e non sono certo i baci a risvegliare le più belle del reame. Se invece ti chiami Rebecca e sei arrivata da poco in città, puoi provare a conquistare i compagni di classe con le "fiabe vere". Salvo poi imbatterti nelle temibili bimbe della Gilda del cerchietto, pronte a screditarti con le versioni edulcorate della Disney. E forse, nonostante i tuoi nove anni, cercherai di far capire a Giulia, la tua amica del pianerottolo, che, anche se i principi azzurri nella realtà non esistono, l'uomo giusto a volte è più vicino di quanto si pensi. Ciò che ancora non sai è che la verità costa cara. E non solo perché certe cose è meglio non raccontarle, specie quando ci sono di mezzo i segreti degli adulti.



Come forse avrete intuito, nell'ultimo periodo sto rispolverando un po' di titoli che, ormai da tempo immemore, popolano gli scaffali della mia libreria. Romanzi ancora da leggere e che attendono silenti il loro destino. Oggi è tempo di parlarvi di una storia bellissima, dolce e delicata come sanno esserlo le storie che hanno per protagonisti dei bambini.
Il romanzo di Barbara Fiorio, a mio avviso, è infarcito di tutti quegli ingredienti che ne rendono la lettura magica e che sono poi quelli che mi permettono di apprezzare la storia nella sua interezza: ironia, tenerezza, solidarietà, amore, amicizia, paura, dolore. Il tutto reso ancor più interessante da una scrittura esilarante e pungente che aiuta a rendere meno amari i bocconi della vita reale che, prima i protagonisti, e poi noi lettori, siamo costretti a mandar giù troppo spesso.

Una trama semplice solo all'apparenza e che è in grado di conquistarsi l'attenzione che merita sin da subito, sin da quel fortuito incontro notturno, un inciampo sul pianerottolo di una palazzina, tra una Giulia un po' brilla e una novenne di nome Rebecca, figlia della nuova vicina, rimasta chiusa fuori di casa in camicia da notte. Un incontro che sarà responsabile del cambiamento a cui la vita di Giulia è destinata. Con il garbo e la dolcezza disarmante proprie dei bambini, Rebecca, infatti, si farà largo nel cuore di Giulia e riuscirà a trasformare quell'incontro serale in una vera e propria routine di cui nessuna delle due potrà più fare a meno. Tre colpi alla parete, una porta socchiusa e la pubblicitaria, priva di istinto materno, si trasforma nella Signora della buonanotte, pronta a raccontare, alla giovane Rebecca, una fiaba per addormentarsi. Ma attenzione, non una fiaba qualsiasi, una fiaba vera, come quelle dei fratelli Grimm, perché è proprio in quelle fiabe che si nasconde qualcosa di vero.


"Ed ecco l'ennesimo principe che perde la testa per la bella della fiaba senza aver scambiato con lei uno straccio di conversazione. [...] Davvero, pensaci. Biancaneve è immobile in una bara, la Bella addormentata dorme e a Cenerentola, in tre giorni di ballo, non viene rivolta neppure una domanda di cortesia. L'unica figura maschile che si innamora della protagonista frequentandola e parlando con lei è detta la Bestia. Vedi tu."


Ho letto questo romanzo nel giro di due giorni e credo che il suo punto di forza risieda proprio nell'idea che c'è alla base: il contatto tra due mondi, quello degli adulti e quello dei bambini, che teoricamente dovrebbero scontrarsi per la loro diversità e che invece diventano un tutt'uno completandosi a vicenda meravigliosamente, estendendosi anche ai diversi personaggi.
Giulia e il suo smarrirsi per ore in una parola sentendone l'odore, immaginandone il calore e percependone la densità; Rebecca e il suo sguardo vispo, attento ed intelligente su un mondo fatto di mostri; Daniele, il suo compagno di banco che disegna reami in guerra, eserciti che si fronteggiano e draghi che combattono; Lorenzo, pubblicitario e braccio destro di Giulia, dietro le cui fattezze si nasconde un principe azzurro. Personaggi indimenticabili, che si conquistano la fiducia del lettore indistintamente, persino Leone, il vicino scorbutico e lamentoso, amante di Shakespeare.

In questo romanzo si parla di fiabe, quelle che hanno il compito di preparare i bambini ad affrontare la vita vera. E sono proprio le fiabe a costituire l'elemento innovativo nella narrazione nonché il collante essenziale tra mondi tanto diversi. Lo stesso romanzo, da un punto di vista strutturale, è stato pensato come una fiaba e ne presenta i classici elementi a cui tutti noi siamo abituati: antagonisti da sconfiggere, sorellastre da fronteggiare, pericoli da scongiurare e quel pizzico di magia che non guasta e che potrebbe condurre, forse, al famoso 'e vissero tutti felici e contenti'.

Ed è proprio fra principi che non riescono ad imbroccarne una giusta e che si innamorano delle belle senza aver scambiato con loro uno straccio di conversazione, principesse senza sale in zucca, amputazioni, ranocchi che devono essere lanciati contro il muro per trasformarsi in principi azzurri, streghe che chiedono enormità insensate e personaggi che sottovalutano il margine di trattativa con le stesse, che la Fiorio ci regala uno di quei romanzi che fanno bene al cuore. Un regalo nel vero senso della parola. Una storia delicata e commovente, una storia della porta accanto che celebra l'amicizia nelle sue diverse forme, un'amicizia che va oltre l'età anagrafica e che vede protagoniste l'amabilità di una bambina e l'apparente senso di distacco della sua vicina di casa. Una storia in cui trova largo spazio anche l'amore, non quello per gli stallieri ma quello per i veri principi, anche se senza destriero e calzamaglia. Tutto sta nel saperli riconoscere e per fare ciò non occorrono mica dei superpoteri ma solo due occhi che sappiano vedere.





8 commenti:

  1. Letto qualche anno fa: carinissimo, sì!

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  2. Ciao Anna! Sto leggendo le riscritture, che ha elaborato Amelie Nothomb, di alcune fiabe e la tua bellissima recensione capita "a fagiolo"! Inserirò sicuramente questo dolcissimo libro nella mia wishlist!

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  3. Risposte
    1. Molto, molto! Devi leggerlo assolutamente perché credo proprio che possa piacerti :)

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  4. Finalmente ho trovato il tuo blog, lo avevo aperto un po' di giorni fa dal cellulare per leggere una delle tue recensioni pubblicata per la challenge della Ciambelle, poi oggi mi sono connessa col pc e non lo trovavo più, non riuscivo a ricordarmi il titolo xD

    Bellissimo libro, ho amato profondamente la storia e spero proprio la Fiorio farà felici noi lettori con una nuovo libro e spero lo farà presto *_*

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    1. Ciao Alessia!
      Che piacere averti qui, sei la benvenuta :)
      Prima esperienza con la Fiorio e devo ammattere che mi ha piacevolmente stupita!! Recupererò altro di suo :)

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