lunedì 30 ottobre 2017

Recensione 'La ragazza nella nebbia' di Donato Carrisi


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Stando alla TBR stilata per il mese di Ottobre, in questo inizio di settimana, avrei dovuto lasciarvi la recensione di un romanzo letto in occasione dell'anglosassone festa di Halloween, ma così non sarà. Per questa volta i mostri, le streghe, i fantasmi e i vampiri li lascio buoni nel loro cantuccio mentre, complice un thriller mozzafiato, vi parlerò di sparizioni, omicidi e assassini.




La ragazza nella nebbia
Donato Carrisi


Editore: Longanesi - Genere: Thriller
Pagine: 373 - Prezzo: 12,00 € - eBook: 8,99€


La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l'auto dell'agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l'agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt'altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l'indagine grazie all'attenzione e alle pressioni del "pubblico a casa". Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua "firma". Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, per far sì che un crimine riceva ciò che gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un'audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l'agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì?


Donato Carrisi, vincitore del Premio Bancarella nel 2009 con il suo romanzo d'esordio Il suggeritore (che a questo punto è quasi doveroso leggere), vanta una vasta produzione letteraria incentrata sul genere thriller ed è proprio attraverso uno dei suoi numerosi romanzi, La ragazza nella nebbia, che ho deciso di accostarmi al suo mondo narrativo. La scelta è stata dettata dal fatto che, come forse saprete, o forse no, lo scorso giovedì è apparsa in tutte le sale l'omonima trasposizione cinematografica e, come avvenuto già per il romanzo di Nesbo, volevo avere una idea più precisa prima di dedicarmi alla pellicola. 

L'argomento centrale del romanzo, che funge da perno attorno al quale far ruotare l'intera vicenda, è la scomparsa della sedicenne Anna Lou. Il pomeriggio del 23 Dicembre, infatti, ad Avechot, un piccolo paese alpino, la giovane esce di casa senza farne più ritorno. Il passo da allontanamento volontario a rapimento è breve ed è per questo che inizia una vera e propria indagine, soprattutto mediatica, affidata all'agente speciale Vogel. In realtà, e questo sarà uno dei tanti assi nella manica dell'autore, la narrazione ha inizio ben 62 giorni dopo l'episodio cardine a cui ho fatto cenno poco fa e vedrà protagonista lo stesso Vogel che, a seguito di un incidente stradale che pare avergli bloccato la memoria, ricostruirà l'intero caso giorno dopo giorno, tassello dopo tassello.

La prima carta vincente del romanzo, a mio avviso, è proprio la scelta di differenti tempi narrativi. La narrazione, infatti, si apre al presente ma subisce continue e preponderanti contaminazioni dal passato per permettere al lettore di prendere dimestichezza con quanto già avvenuto e ricostruire poco alla volta, con tutta una serie di imbeccate sparse nel corso del racconto, il caso nella sua interezza. Si stabilisce una sorta di dialogo muto tra l'autore e colui che legge, con il primo che sembra dire al secondo 'io so già tutto, adesso tocca a te fare luce su quanto accaduto'. Ed è proprio l'essere accolto in questa maniera che suscita nel lettore il desiderio di conoscere ogni cosa il prima possibile, invogliandolo a divorare pagine su pagine. Emerge così, da subito, la grande capacità progettuale di Carrisi, seconda carta vincente, a cui se ne accompagna una terza: lo stile. Carrisi conosce quello di cui parla e sa come raccontarlo anche al lettore più inesperto, a quello che potrebbe avere poca dimestichezza con il genere thriller. Il suo è un registro efficace che, non solo è in grado di mantenere alta l'attenzione ma, a completamento di quanto detto poc'anzi, incrementa la voglia di proseguire. Tutto è ricostruito alla perfezione e con dovizia di particolari. Le descrizioni, che pure sono presenti, non appesantiscono in alcun modo la lettura ma vanno a completare l'opera: ci si sente ad Avechot, nel bel mezzo della bufera.

Per non parlare poi dei continui colpi di scena, dei diversi cambi di prospettiva che mettono in luce nuove possibilità che rimescolano le carte rendendo il tutto imprevedibile, quando invece quel tutto sembrava essere giunto all'epilogo. Nulla è lasciato al caso o rimane irrisolto. Tutto fa parte di un progetto ben definito, persino quel finale, un pugno allo stomaco, che colpisce e strega e che, nonostante tutto, non ci si aspetta.

Ancora, i personaggi. Carrisi è in grado di raccontare il dolore e il senso di impotenza di una famiglia sempre più distrutta, di un padre con le spalle chine che sente di non aver vigilato sui propri figli come avrebbe dovuto. Di una giovane donna, Anna Lou, protagonista silente, timida ed un po' impacciata quando si tratta di relazionarsi ed interagire con il resto del mondo. Di un agente speciale, Vogel, vanitoso, privo di scrupoli e accentratore, che ha costruito la sua brillante carriera sulle disgrazie altrui, adattando la verità ai suoi scopi. Un uomo a cui non interessa tanto la risoluzione del caso, quanto attirare le telecamere, conquistare le prime pagine, sentire la pressione dei telespettatori e raggiungere l'audience.

Ed è servendosi di quest'ultima figura che Carrisi punta il dito, a ragione, su quella che è la realtà in cui viviamo, una realtà per la quale è più importante la cattura del colpevole che la verità: nel primo caso ci si illude di essere ormai al sicuro, e questo in una qualche maniera basta, mentre la verità coinvolge e rende complici. Una realtà in cui "la giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno" perché quello che fa audience è il mostro. Una realtà in cui, se riflettete, si tende a ricordare il nome del carnefice piuttosto che quello delle sue vittime, vittime che, è importante capire, hanno una voce, un passato che di solito parla per loro e che bisognerebbe imparare ad ascoltare.

Carrisi è un autore di fama mondiale e lo è meritatamente. Geniale, arguto e attento, sa come costruire un romanzo, come raccontare una storia e come entrare in sintonia con il lettore. Leggerlo è, infatti, una vera e propria esperienza per cui, se non lo avete ancora fatto, non vi resta che provare per credere.






13 commenti:

  1. Mi sono ripromessa di leggerlo ma giudizi tiepidi mi hanno fatta tentennare; grazie per essere stata così esaustiva :)

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    1. Grazie a te per avermi letta ;)
      In realtà è il primo romanzo che leggo di Carrisi e mi è piaciuto molto anche se c'è da tenere in conto che non ho un metro di paragone con i precedenti.

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  2. Purtroppo, il romanzo di Donato che meno mi è piaciuto.
    Ma sono felice di leggere che hai avuto tutta un'altra impressione, per fortuna, e mi incuriosisce il film. Non tanto da farmi chilometri per vederlo, ma se arriva da me... :)

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    1. Ciao Michele! Probabilmente l'avrei pensata come te se avessi letto i precedenti lavori quindi diciamo che non ho potuto fare dei confronti. Quanto mi dici, però, mi fa ben sperare per i precedenti nel senso che, se questo mi è piaciuto, pur non essendo il migliore, gli altri li amerò ancora di più :)

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  3. Concordo abbastanza con chi non lo ritiene "il top" di Donato, però resta un gran bel thriller e lui scrive bene, quindi siamo sempre su romanzi di qualità, per come la vedo io.
    Detto ciò, mi piacque (a prescindere dai paragoni con altri suoi libri), e spero di vedere il film!!

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    1. Angela, spero di vederlo presto anch'io. Ho letto che il pubblico è rimasto molto entusiasta tanto da ritenerlo un filino migliore del romanzo. Insomma promette bene! :)

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  4. Non hai idea da quanto tempo ho questo libro in wl e di quante volte a lavoro l'ho sfogliato in pausa pranzo prendendolo dallo scaffale. ora che sta per uscire il film e dopo la tua recensione, l'incubo desiderio di averlo è tornato, insomma devo prenderlo!

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  5. Io ho proprio voglia di leggerlo ed ora anche di più. Ciao da Lea

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    1. Ciao Lea, leggilo assolutamente!
      Io ora recupero gli altri che pare siano anche più belli :)

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  6. Io l'ho comprato mesi e mesi fa. Poi per sbaglio è stato fagocitato tra i libri del trasloco e giace inascoltato in uno scatolone al buio da tempo.
    Io ho iniziato da "Il Suggeritore", che inizi, leggi e finisci in pochissimo tempo e poi esclami: "Porca miseria! Per forza ha vinto il Bancarella. E pensare che Einaudi l'ha rifiutato!"
    Quindi quando puoi... è una lettura incantevole.

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    1. Come fagocitato!? Apri, apri e leggilo :)
      Sì, "Il suggeritore" attende già sul Kobo e ne programmo presto la lettura!

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  7. è un autore che ancora mi manca ma spero di recuperare presto, partendo magari proprio da Il suggeritore

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