venerdì 23 settembre 2016

Recensione 'Borgo Propizio' di Loredana Limone






Borgo Propizio
Loredana Limone


Editore: TEA - Genere: Letteratura Italiana
Pagine: 280 - Prezzo: 9,00 €


Quasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli... Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti.





Immaginate una finestra aperta, una leggera corrente d'aria che smuove la tenda, il caldo tepore delle prime luci del giorno. Sul davanzale una crostata appena sfornata posta a freddare, un po' secondo quello che è lo stile del famoso personaggio di Nonna Papera nei fumetti. 
Immaginate la sfoglia, dorata e croccante e il contrasto di colore con la confettura scura, magari di ciliegie, che funge da ripieno, corposa e vellutata. 

Il mio intento non era farvi venire fame ma spiegarvi cosa ho provato io nel leggere questo romanzo. Un romanzo che profuma di bello, di buono, come la suddetta crostata, della quale non si può assolutamente mangiare una sola fetta. La sfoglia, insieme all'intreccio delle sottili strisce di frolla, rappresenta il Borgo in tutto il suo splendore, la confettura traboccante, invece, i personaggi che lo popolano, così semplici ma così veri e autentici. 

Il protagonista indiscusso di questa storia è Borgo Propizio, un piccolo borgo un po' decadente e romanticamente malinconico, abbarbicato su una delle colline dell'entroterra, sferzato dall'aria che sa di antico e dove il tempo sembra essersi fermato. Un borgo che di propizio non ha proprio nulla, anzi, secondo i suoi abitanti avrebbe dovuto chiamarsi Infausto o Impropizio, tanto il paese era vittima di superstizione e fantasmi. Un borgo in cui tutti conoscono tutti e le notizie volano di bocca in bocca, come l'apertura di una nuova latteria.
Ed è in questo spazio che inizieranno a prendere vita i personaggi e le storie che raccontano, un intrecciarsi di eventi, di amori, di separazioni, di riconquiste, ma soprattutto, di cambiamenti.
Conosceremo le due sorelle Marietta e Mariolina, che condividono ancora la casa natia in quanto entrambe, in gioventù, avevano perso qualche treno o forse sarebbe meglio dire che non l'avevano visto passare. Ruggero, un uomo nato signore sebbene gli mancasse il titolo di studio, l'appartenenza ad una famiglia di professionisti, una donna altolocata e colta, il parlare meglio l'italiano e una badante che resistesse nell'occuparsi dei suoi vecchi. Belinda, una ragazza intelligente, amante della natura e senza grosse pretese se non quella di aprire la sua latteria proprio nel borgo. Elvira, la pettegola di paese sempre pronta a sparlare degli altri e gelosa custode dei fatti propri. Cesare, avvocato e padre di Belinda, un uomo che farebbe di tutto per riconquistare la moglie, magari partendo da una semplice domanda per rompere il ghiaccio: 'Chi è San Gregorio Magno?'
L'aggettivo che li definisce, dal primo all'ultimo, è senz'altro spassoso. Con loro vi farete delle grosse e grasse risate.


"Vedrai, Belinda, com'è difficile amare. L'amore sembra facile, e invece sapessi com'è facile sbagliare. Ami come meglio puoi una persona, ma non riesci ad amarla nel modo in cui lei vuole."


"Borgo Propizio" è un romanzo come pochi. Un romanzo che lascia nel lettore un senso di tranquillità, di serenità. La bravura della scrittrice risiede nel raccontarci in maniera semplice, con leggerezza ed ironia, scene del quotidiano di quella che è la vita di borgo. Ma il suo è anche uno stile ad effetto in quanto in grado di stupire il lettore con una serie di personaggi ed eventi che mettono il buonumore. Ecco, la sensazione di felicità è quella che la fa da padrona durante tutta la lettura. 
Leggere del borgo e di chi lo abita diventa una necessità, una costante. Scatta una insaziabile voglia di voler fare armi e bagagli e partire col proprio fagotto alla volta della piccola cittadina, di trasferircisi su due piedi. Ci si sente dei borghigiani a tutti gli effetti. 
Per non parlare poi dei personaggi, così vivi, così reali, così veri. Sono loro a prendere per mano il lettore e a condurlo nella storia, nella loro stessa vita e nei mutamenti che la caratterizzeranno. Si diventa un tutt'uno con loro e con il luogo, sembra di far parte di quelle pagine inchiostrate.

Una lettura in cui trovano il proprio spazio anche tematiche come l'amore, l'amicizia, il senso di famiglia. Una lettura che ha il sapore dei tempi andati e che immerge il lettore in principi, valori e sapori ormai perduti. Una lettura che guarda in maniera delicata a quelli che sono i rapporti interpersonali e che dimostra, con un pizzico di ottimismo, come l'unione faccia la forza.
In definitiva un romanzo che profuma di autentico, un romanzo armonioso, solare, che instilla il buonumore. Un romanzo che vi farà spuntare il sorriso. Un borgo che ha veramente tanto da raccontare e al quale non vedo l'ora di fare ritorno!







19 commenti:

  1. Ed ecco un'altra borghigiana! Benvenuta nel club <3

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  2. Ciao, bellissima recensione! Sembra un libro davvero molto interessante:)

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    1. Ciao! Grazie, se non hai ancora avuto modo di leggerlo te lo consiglio :)

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  3. hai ragione, leggendolo ci si sente borghigiani!

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  4. Devo andare a Borgo Propizio, prima o poi, segnato. Ciao!

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  5. Aiuto! Mi sento quasi in colpa, ma a me non è piaciuto molto Borgo Propizio. Alcune vicende le ho trovate molto forzate e non sono riuscita ad affezionarmi a nessun personaggio. Sarà che ho preferito altri libri ambientati in piccole realtà, ma l'ho letto pochi mesi fa e l'ho praticamente già rimosso dalla memoria...

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    1. Beth! Come dico sempre il bello di noi lettori è quello di provare diverse emozioni e sensazioni. Peccato che il borgo non abbia conquistato anche te :)

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  6. Ciao, non conoscevo questo romanzo, ma dalla tua recensione sembra molto carino!

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  7. Aaaaah! Il borgo...quando ci ripenso provo nostalgia di casa. Per fortuna ho ancora il terzo da leggere e fra pochissimo ritornerò a passeggiare tra le sue vie.
    Bella recensione Anna!
    Un bacio, Stefi

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  8. Ho amato tantissimo il Borgo, penso spesso a quel luogo... magico.
    Loredana, una persona meravigliosa.
    Grazie a te l'eco del borgo riecheggia...corro a preparare la crostata!!!

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  9. Ciao Anna!! Bellissima e coinvolgente recensione!! mi hai fatto venire voglia di andare a vedere questo paesino! :)
    Unica domanda: questo libro è il seguito di "Un terremoto a Borgo Propizio", oppure è un libro a sè?

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    1. Ciao Jasmine! Allora si tratta di una serie di tre libri. Quello recensito da me è il primo mentre "Un terremoto a borgo Propizio" è il terzo. Nel mezzo c'è "E le stelle non stanno a guardare" :)

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    2. Ecco perché non mi tornava il tutto!! :) :)
      Allora adesso so da dove iniziare! Grazie Anna!! :) :) :)

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