lunedì 3 dicembre 2018

Recensione 'Teodora. La figlia del circo' di Mariangela Galatea Vaglio


Buongiorno lettori! Apriamo il mese di dicembre, qui sul blog, con la recensione di un romanzo storico che, se come me amate il genere, non potete assolutamente perdervi, sia per storia che per ambientazione. Sì, si tratta del primo volume di una trilogia, e so che molti lettori non amano particolarmente le serie di libri, ma vale davvero la pena cimentarsi con un ciclo di romanzi di un tale spessore e a breve ve ne spiego il motivo.



TEODORA
La figlia del Circo
Mariangela Galatea Vaglio


Sonzogno - 380 pp. - 17,00€


Costantinopoli, VI secolo d.C. Nella sfavillante capitale dell'Impero romano d'Oriente, travagliata dagli scontri religiosi e dalla corruzione, i giovani Giustiniano e Teodora sembrano destinati a un'esistenza oscura. Lei è la bellissima figlia di un guardiano del Circo, e di mestiere fa l'attrice, barcamenandosi fra teatri e amanti ricchi e maneschi. Lui è il nipote del generale Giustino, un rozzo militare analfabeta che non riesce ad avere peso a corte. Il destino, però, ha altri piani per loro. Giustiniano, implicato in una serie di rivolte per rovesciare l'imperatore Anastasio, da politico consumato riesce a far salire al trono lo zio Giustino, diventando il più potente ministro dell'Impero. Teodora, invece, sfuggita alla vendetta di un governatore suo ex amante, diventa confidente del patriarca eretico di Alessandria e viene inviata come spia e mediatrice a Costantinopoli, proprio per contattare Giustiniano, alle prese con una complicata e pericolosa trattativa con il papa. Nella capitale di un impero che si estende dalla Persia al Mediterraneo, solo e unico erede di Roma, fra complotti, violenze, intrighi e tradimenti, ha inizio una travolgente storia d'amore e potere sullo sfondo di una delle epoche più complesse e misteriose della storia.


Chi mi conosce sa che ho sempre amato la Storia, sin da quando ero una paffuta scolaretta con gli occhiali inforcati sul naso e la frangetta sempre troppo lunga. "Da grande voglio fare l'archeologa" diceva la me bambina ma, negli anni del liceo, la chimica e la biologia hanno preso il sopravvento e ho dovuto riarrangiare, in corsa, la mia rotta. 
Nonostante le nostre strade si siano divise, lavorativamente parlando, la mia propensione per la storia continua a sortire un effetto ammaliatore a cui do libero sfogo leggendo, per l'appunto, romanzi storici che mi permettano di aprire la mente e calcare il palcoscenico del passato.

Teodora. La figlia del Circo, primo romanzo della saga di Bisanzio, ho voluto leggerlo, fortemente, proprio per l'inusuale periodo storico in cui è ambientata l'intera vicenda. 
Siamo, infatti, a Costantinopoli, la Nuova Roma, conosciuta anche come la Citta d'oro per via dei tetti e dei palazzi ricoperti di marmi scintillanti, dei giardini, delle fontane e delle piazze con al centro statue dorate. Un flusso inarrestabile di vita che scorre nel dedalo di strade, di teatri, di edifici meravigliosi e che si scontra con l'ormai affievolito e appannato splendore della Roma capitale d'Occidente, lasciata nelle mani del secondo re barbaro, l'ostrogoto Teodorico. 

Contrariamente a quanto ci si possa aspettare però, dato anche il titolo del romanzo, l'opera non è incentrata sulla figura di Teodora quanto, piuttosto, sugli avvenimenti storici che hanno riguardato la capitale dell'impero d'Oriente: la guerra contro Persiani e Unni, le lotte intestine tra monofisiti, che riconoscono la sola natura divina del Cristo, e calcedoniani, che ne riconoscono anche l'umana, le rivolte per deporre l'imperatore Anastasio e l'avanzata di Vitaliano sempre più vicino alle porte della città.

È proprio in questo clima che conosceremo diversi personaggi tra cui spiccano Teodora e Giustiniano, protagonisti indiretti delle vicende narrate ma elementi essenziali della loro storia d'amore.
La bellissima Teodora è la secondogenita del guardiano del circo. Attrice e amante di uomini ricchi e maneschi prima, concubina poi, Teodora è una donna dalla mente pronta, sottile e veloce che sa leggere il mondo in fretta perché lo conosce in ogni sua sfaccettatura ed è in grado di manipolarlo con maestria. Sfrontata, indomita e determinata, porta sempre dipinta sul volto l'aria spudorata di sfida. È innata in lei la capacità di intrigare, sedurre e allo stesso tempo scandalizzare con l'eleganza tipica di una nobildonna, quanto di più lontano dal suo essere danzatrice, abituata a mostrare la propria nudità in scena senza provare alcun tipo di imbarazzo.
Pietro Sabbazio, invece, è il nipote di Giustino, un uomo rozzo e analfabeta che è riuscito, con forza e caparbietà a scalare la piramide del potere divenendo uno dei generali più famosi dell'impero, agli ordini diretti dell'imperatore. Adottato come figlio dallo stesso generale con il nome di Giustiniano, il giovane è stato educato nella capitale e reso intelligente e colto. Freddo, scostante ed ambizioso, Giustiniano combatte da sempre con un senso di inquietudine che gli fa compagnia e che lo porta a chiedersi, costantemente, quale sia il suo posto nell'ordito della vita, almeno fino a quando non diventerà il più potente ministro dell'Impero. 

Coprendo un arco temporale che va dal 497 al 520 d.C., l'autrice mette a parte il lettore di tutta una serie di episodi di cui i libri di storia sono scevri, e lo fa in maniera estremamente dettagliata, utilizzando un lessico preciso e attento ed uno stile senza sbavature che invoglia a proseguire nella lettura, senza sosta. La maggior parte degli avvenimenti di cui si racconta sono effettivamente accaduti, come puntualizza la Vaglio nelle note finali, citando le fonti storiche e soffermandosi su quanto, invece, è frutto dell'immaginazione, artificio al quale è dovuta ricorrere sia per colmare i vuoti lasciati da quelle stesse fonti, sia per rendere la narrazione più ritmata.

L'impatto con le descrizioni, l'attenzione posta nella caratterizzazione fisica e psicologica delle tante figure che popolano la scena, la ricchezza dei dialoghi e l'alternarsi dei diversi punti di vista sono elementi estremamente coinvolgenti ed essenziali per districarsi nella miriade di informazioni e accadimenti che si susseguono pagina dopo pagina e che sono frutto di un lavoro di ricerca minuzioso e particolareggiato.

Intrighi, giochi di potere, tradimenti, segreti, macchinazioni, colpi di scena e passione sono solo alcuni degli ingredienti base di questo romanzo, a cui va aggiunto un profondo amore per la storia e una capacità narrativa altamente evocativa.
Più e più volte mi sono trovata al fianco dei personaggi, sugli spalti dell'Ippodromo o dietro le sue quinte, nei corridoi del Palazzo Imperiale o tra le navate di Santa Sofia, in viaggio verso Antiochia e Alessandria d'Egitto o nel pieno centro di una battaglia come quella sul Corno d'Oro.

Teodora. La figlia del Circo ci regala una storia d'amore, ma soprattutto di potere, emozionante e travolgente al punto tale che, dopo questa bellissima scoperta, non vedo l'ora di leggere il secondo capitolo perché quando ci si immedesima così tanto in una lettura, si avverte forte il senso di mancanza e di vuoto. Giustiniano e Teodora sono lì, impressi sull'ultima pagina ma anche nei cuori di tutti coloro che vorranno conoscere la loro storia. 





3 commenti:

  1. Qualcosa di Teodora so, anch'io che la Storia purtroppo non la amo molto, e qualcos'altro no. Il romanzo mi affascina, e la cura delle tue parole anche di più. Mi sono ripromesso di leggere più romanzi del genere il prossimo anno, e questo mi sembra un investimento perfetto. :)

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    1. Più che perfetto, ma soprattutto inusuale per atmosfere e ambientazioni :)

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