lunedì 23 luglio 2018

Recensione 'Lezioni di disegno' di Roberta Marasco




Lezioni di disegno
Roberta Marasco


Editore: Fabbri - Genere: Narrativa
Pagine: 287 - Prezzo: 17,00 € - eBook: 9,99€


Un amore finito, un impiego insoddisfacente lasciato indietro e una vita che, a 39 anni, non ha ancora messo radici e sta tutta in una valigia. Come quella con cui Julia arriva a Barcellona, nella lussuosa villa di Pedralbes che lei e le sorelle sono costrette a vendere dopo la morte della madre Gloria. Fra i ricordi di un padre autoritario e severo, complice della dittatura franchista, e i segreti di famiglia occultati fra le pareti delle stanze deserte, Julia ritrova anche una fotografia della madre da giovane, abbracciata a un bellissimo sconosciuto. Alle prese con la sfrenata nipote, figlia della ribelle Olga, Julia si trova a fare i conti con un passato pieno di rivelazioni. Dalla Barcellona in fermento degli anni Settanta, quella delle prime manifestazioni e delle assemblee femministe, dell'amore libero, della musica e della controcultura, emerge il volto segreto di Gloria, una donna che la figlia conosceva solo a metà, capace di vivere una passione clandestina e travolgente che molto ha da insegnare, sull'amore e sulla vita. E sulle ribellioni silenziose che ci conducono verso i nostri sogni.



Ogniqualvolta un autore o un'autrice, che abbiamo già avuto modo di conoscere e ammiriamo, si appresta alla pubblicazione di un nuovo lavoro, nella mente del lettore si concretizzano due ipotetici scenari: da una parte ci si domanda se il romanzo potrà piacerci tanto quanto, più o meno del precedente, dall'altra se sarà in grado di soddisfare tutta una serie di aspettative. Succede, nella stragrande maggioranza dei casi, è un dato di fatto, ed è per questo che avevo grande timore ad accostarmi al nuovo lavoro della Marasco. Terminatane la lettura posso affermare che non solo è stato estremamente piacevole ritrovare l'autrice che avevo conosciuto tempo addietro, ma che il cambiamento, di cui tanto si parla in questo romanzo, lo ha subito anche lei, in positivo.

"Esci dai margini, non lasciare che ti frenino. Il contorno è un'astrazione, non ne hai bisogno..." scrive Roberta Marasco in Lezioni di disegno e, lei per prima, mette in atto il suo stesso consiglio osando, uscendo dai confini, dagli schemi classici del romance, per regalarci una narrazione in cui finzione e storia, quella vera, si incastrano alla perfezione.

La voce narrante è quella di Julia che, a trentanove anni, in seguito all'ennesimo fallimento amoroso, decide di ritornare nella sfarzosa ed indifferente Barcellona. Ad accoglierla l'imponente casa di Pedralbes, quella in cui ha vissuto con genitori e sorelle e nella quale, qualche mese prima, si è spenta la stessa genitrice. Sarà mentre cercherà di ridare un senso alla propria esistenza che Julia, riordinando e inscatolando tutti gli oggetti appartenuti a sua madre, si imbatterà in segreti e dolori taciuti che le restituiranno l'immagine di una donna sconosciuta a se stessa e alle sue sorelle.
Ma Julia non è l'unica narratrice. Accanto a lei, in un alternarsi di capitoli in cui il 2016 lascerà il passo al 1976, la voce di Gloria, sua madre, ed il bisogno impellente di raccontare e di raccontarsi. È legandosi alla sua, di storia, e a quella di Giulio che il romanzo aprirà una importante parentesi sulla cosiddetta transizione spagnola, il periodo storico durante il quale la Spagna iniziava ad abbandonare il regime dittatoriale del Generale Francisco Franco per diventare a tutti gli effetti una democrazia.

Muovendosi su piani temporali differenti che vedono il coinvolgimento di ben tre generazioni di donne, Lezioni di disegno è un romanzo tutto al femminile in cui si parla d'amore, matrimoniale, extraconiugale e filiale, in cui fanno capolino l'amicizia, le rivoluzioni, tanto esteriori quanto interiori, le incomprensioni, la resilienza, il coraggio di restare, l'importanza del sacrificio.

Quello che già mi aveva colpito della Marasco, e che ho ritrovato, è lo sguardo appassionato con cui guarda al mondo, sguardo che si riflette nella sua scrittura e nei suoi personaggi. 
Se un po' avete imparato a conoscermi saprete della mia spiccata propensione verso i piani narrativi che spalancano porte sul passato. È innegabile che il 1976 di cui si parla, fatto di proteste, manifestazioni e raduni femministi, abbia sortito un effetto ammaliatore sulla sottoscritta, insieme al personaggio di Gloria.

Il suo essere femminile è quello che più di tutti subisce un cambiamento, al pari della sua Nazione, una mutazione, mi verrebbe da dire. Gloria ha dovuto fare i conti con un marito tenace ed inflessibile, uno che abbracciava con ogni respiro il regime franchista, fatto di serietà e autorità, preoccupazioni e successi. Un mondo di sorrisi educati e buone maniere in cui Gloria, presenza schiva e discreta, non aveva mai alzato la voce. Poi era apparso Giulio, uno di quegli amori in cui ci si incontra perché si sogna nello stesso modo; una danza silenziosa di corpi, la smania del contatto fisico, degli incontri clandestini. Essere felice e fragile per poi tornare ad una esistenza ordinata, fatta di silenzi e di sogni calpestati.

È così, tra i vicoli di una Barcellona che si palesa dinanzi agli occhi del lettore, con una scrittura viva, intensa ed elegante, che l'autrice ci offre lo spaccato di una vita, quella di Gloria, in cui il bisogno di ribellarsi alla sottomissione, di sentirsi donna, deve duramente scontrarsi con i condizionamenti di un'epoca, di una società e di una cultura che la vogliono unicamente moglie e madre, sempre in bilico, sul confine tra serenità e dramma.
Un romanzo tanto attuale quanto vero, da leggere col cuore. Un filo rosso che connette una donna all'altra. Una celebrazione della forza interiore e del coraggio che ci contraddistinguono.





7 commenti:

  1. Altro romanzo che, se non fosse stato per te, probabilmente non avrei notato. :)

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  2. Che recensione magnifica, grazie di cuore! ❤❤

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    1. Grazie a te, Roberta!
      Le storie che ci racconti colpiscono nel segno <3

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  3. Non ho letto nulla di quest'autrice, anche se ne ho sempre sentito parlar bene:ammetto che mi incurioisce e magari prima o poi arriverà anche il suo turno :-)

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    1. Ciao Ariel, i romanzi della Marasco sono davvero meravigliosi, entrambi. Storie molto diverse tra loro ma capaci di conquistare il lettore :)

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