Buon martedì lettori! Ultimo giro di boa per il mese di Settembre con temperature che, almeno dalle mie parti, hanno ben poco della stagione autunnale. In attesa che qualche timida pioggerellina decida di affacciarsi anche qui, agevolandomi non poco nella lettura, vi lascio la recensione dell'ultimo romanzo di Valentina D'Urbano, autrice che corteggio da diverso tempo e con la quale mi cimento per la prima volta.
Isola di Neve
Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi - Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 500 - Prezzo: 19,90 € - eBook: 9,99 €
Pagine: 500 - Prezzo: 19,90 € - eBook: 9,99 €
Un'isola che sa proteggere. Ma anche ferire. Un amore indimenticabile sepolto dal tempo. 2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L'unico suo rifugio è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida - l'isoletta del vecchio carcere, abbandonato -, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull'isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant'anni: la storia di Andreas von Berger - violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida - e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L'unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull'isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l'unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell'isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.
Recensione
Sembra persa tra le pieghe del passato ma è ancora viva e vibrante la storia che, come un mare in tempesta, nasce dalla fantasia di Valentina D'Urbano per abbattersi sulle pagine di questo romanzo ed impregnarle di sentimenti contrastanti: amore e dolore, due facce della stessa medaglia, entrambe necessarie.
Paradossalmente, però, Isola di neve è un romanzo che inizia piano, quasi senza pretese e con una piccola parvenza di ovvietà, salvo poi tramutarsi in una escalation di emozioni e colpi di scena che lasciano davvero il segno. Una scarica di
adrenalina che prende piede a mano a mano che gli sguardi si cercano, le
mani si sfiorano e i destini si intrecciano. Perché sì, nel nuovo
lavoro della D'Urbano, sono i destini, o meglio le vite, ad
intrecciarsi. Sono quella di Manuel e di Edith, nel 2004, e quella di Neve e di Andreas, nel 1952. Esistenze intessute l'una all'altra e impossibili da slegare.






