L'uomo che inseguiva i desideri
Phaedra Patrick
Editore: Garzanti - Genere: Letteratura Internazionale
Pagine: 277 - Prezzo: 16,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)
Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l’unico modo per superare il dolore per la perdita dell’amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c’è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L’uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l’inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un’assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un’accademia d’arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli.
Nella vita abbiamo due scelte: restare o andare via. Alla prima, il dizionario affianca termini come 'trattenersi' o 'rimanere fermi in un luogo' e quindi non voler conoscere, più che non potere. La seconda è accompagnata, sempre dal suddetto dizionario, da sinonimi come 'muoversi', 'dirigersi' o 'recarsi', in più quella piccola locuzione via apre la strada al compimento di un viaggio, un viaggio di scoperta, di conoscenza, un viaggio che possa far luce. Ed è proprio questo il percorso che intraprenderà, pagina dopo pagina, il sessantanovenne Arthur Pepper, il protagonista di questa storia.
Dalla morte della moglie Miriam, la sua anima gemella, la donna con la quale era in sintonia di pensieri, emozioni e desideri, Arthur ha scelto di restare, di relegarsi dentro quella casa piena di ricordi, senza alcuna voglia di mettere il naso fuori dalla porta. Un uomo metodico, confortato da quella stessa routine che compie quotidianamente, un uomo che non ricorda il momento esatto in cui aveva smesso di essere giovane per ritrovarsi improvvisamente vecchio, un uomo rimasto solo tanto che "...il silenzio assoluto della sua solitudine era più assordante di qualsiasi rumore lo avesse fatto arrabbiare in passato...".
Sarà il ritrovamento di un gioiello appartenuto alla moglie, un bracciale per l'esattezza, a rappresentare l'ostacolo alle sue buone intenzioni di voler continuare a vivere sì, ma restando fermo.
Quel bracciale con i suoi otto ciondoli, completamente sconosciuto agli occhi di Arthur fino a quel momento, evocherà in lui una sensazione inquietante, quasi come se stesse spiando sua moglie e quella che era stata la sua vita prima di lui. Ogni ciondolo racchiude una storia ed ogni ciondolo è la causa di domande che sino a quel momento non erano mai esistite, portandolo ad aprire porte che forse sarebbe stato meglio lasciare chiuse per conservare intatto il ricordo di quella moglie che, in realtà, sembrerebbe non conoscere.
Toccando l'India, l'Inghilterra e la Francia e sospinto dallo spirito di Miriam, Arthur compirà un viaggio non solo fisico ma spirituale. Un viaggio interiore che fungerà da cambiamento per lo stesso protagonista. Una ricerca che smuoverà qualcosa dentro di lui, facendolo riflettere su sua moglie, sul suo matrimonio e sulla sua famiglia, ma portandolo a comprendere che non si tratta più solo di Miriam, ma di se stesso.
Il suo andare via rappresenta il volersi sentire vivo, libero dalla sbarre di quella prigione dorata che si era costruito attorno e dove il ricordo, il dolore per la perdita di Miriam è ancora fresco.
Con uno stile fluido, semplice, a tratti esilarante, l'autrice mette in scena una vera e propria favola in cui la magia, l'amore, la gioia del sorprendersi e del riscoprire se stessi costituiscono gli elementi essenziali.
I personaggi sono tutti ben delineati, macchie di colore dai contorni netti e definiti; accanto al protagonista principale si muovono altre figure, delle comprimarie, a dire la verità. Spiccano Lucy, definita il ragno al centro della tela di famiglia, colei che deve tenere i fili insieme, colei che ha un forte desiderio di maternità e che, a differenza di suo fratello Dan che cade sempre in piedi, è costretta a sudarsi ogni cosa nella vita, e Dan che non dimostra alcun tipo di interesse e gratitudine per la sua esistenza e per quella paterna, anzi tra i due sembra essersi instaurato un rapporto in bilico, come se si trattasse di due personalità incompatibili soprattutto ora che si nota l'assenza della madre.
Tuttavia, il cuore pulsante del romanzo è Arthur Pepper con la sua palpabile evoluzione, così come il cambiamento interiore che lo accompagna ogni qual volta incontra una persona o ascolta una storia. Lui che non vuole essere il vedovo di Miriam, che non può essere definito dalla condizione che lo caratterizza in seguito alla morte della moglie.
Un romanzo intimo, dalle tinte delicate, gentili, un romanzo che inneggia alla vita, alla riscoperta di se stessi, alla bellezza delle piccole cose e soprattutto all'amore incondizionato, quel sentimento che muove il mondo intero.
Se volete sognare, emozionarvi, sorprendervi e viaggiare tra le pagine di un buon libro, questo è il romanzo che, senza ombra di dubbio, fa al caso vostro.