L'ufficiale dei matrimoni è un romanzo che, coprendo un arco temporale che si estende dal 1943 al 1945, quindi nel pieno del secondo conflitto mondiale, racconta la situazione dell'Italia del Sud prendendo a campione la città di Napoli, la prima ad essere stata liberata dagli Alleati.
La Napoli di fronte alla quale ci troviamo è una città che, un po' come il resto della nazione, assomiglia ad un campo di battaglia in cui gli italiani non hanno alcuna intenzione di battersi, preda dei tedeschi, prima, e degli americani e degli inglesi, poi, per i quali i bisogni delle popolazioni civili contano poco o nulla. Il mercato nero e la prostituzione dilagano senza possibilità di scampo, rendendo la situazione sempre più decadente e corrotta. I ristoranti, i bar e le case di tolleranza vengono chiusi con l'intento di ostacolare la diffusione delle malattie veneree, ma senza risultati concreti. Le notti sono riempite da luminescenze spettrali, argentee e scintillanti, da boati, esplosioni e fughe rocambolesche per mettersi in salvo nella grande galleria che attraversa la collina sotto la città di Napoli.






