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lunedì 6 novembre 2017

Recensione 'L'antagonista' di Edoardo Zambelli


Buon inizio di settimana lettori! Dopo qualche giorno di pausa è tempo di una nuova recensione. Oggi, infatti, vi parlo di un romanzo terminato durante il weekend e che mi è stato gentilmente inviato dalla Laurana Editore. Non ho scelto direttamente il titolo, mi è stato proposto, e forse è per questo che, a conclusione, lo ritengo un tantino lontano dalle mie solite letture.





L'antagonista
Edoardo Zambelli


Editore: Laurana Editore - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 215 - Prezzo: 15,00 € - eBook: 4,99 €


Erika ha dovuto fare da sola, gettandosi dalla finestra, e i pochi che conservano il ricordo di lei restano attoniti. L’uomo che la amò ai tempi dell’università, l’amica del cuore con la quale tentò l’avventura a Roma, i parenti che a un certo punto non hanno più voluto aver che fare con lei, l’impresario teatrale che l'aveva vista crescere prima e svanire poi, l’artista che ne aveva fatta non si sa se una musa o una preda: a tutti sembra che quella morte volontaria abbia svelato il segreto che li accomuna: loro non sono mai stati veramente vivi, sono stati solo comparse nella vita di Erika.E noi stessi, che pure seguiamo passo passo l’uomo che pazientemente, dopo aver letta in un giornale la notizia del suicidio, raccoglie i frammenti della vita di Erika, abbiamo la sensazione di sprofondare sempre più in un mistero: per riemergerne con tra le mani una verità intollerabile.



Recensione

Sin dalla più tenera età, ai bambini, viene insegnato, in maniera alquanto semplicistica ma efficace, che il mondo si divide in buoni e cattivi. Questa impronta è rintracciabile anche, e soprattutto, nelle fiabe, che accompagnano a mo' di nenia i dolci sogni serali, dove protagonisti e antagonisti si affrontano in duelli sanguinari o in intelligenti prove di astuzia che portano i primi ad avere la meglio sui secondi. L'antagonista, per definizione, è colui che lotta contro il protagonista, il cattivo, l'antieroe, colui che deve essere sconfitto. 
Succede però, in alcuni casi, che l'antagonista inizi a tessere le fila del discorso, che si conquisti un posto ben definito sulla scena e che arrivi a sovrastare l'eroe, il buono. Alle volte, però, basta guardare più attentamente per rendersi conto del fatto che, senza andare troppo lontano, il termine antagonista, nella sua forma aggettivale, si riferisca ad una sfumatura di colore, la più tetra, insita nello stesso protagonista colto nella sua veste più comune: quella di essere umano e quindi debole. Sorge spontaneo, a questo punto, un quesito che è anche il punto focale del romanzo sul quale il lettore deve porre la propria attenzione: l'antagonista è davvero un'altra persona o, il più delle volte, è una proiezione del nostro essere? 

Ed è proprio in risposta a questa domanda che Zambelli costruisce l'intera narrazione servendosi di un protagonista senza nome, di diverse comparse, anche se alla resa dei conti si comprenderà che lo stesso protagonista può essere definito tale, dipende sempre dai punti di vista, e di tante storie che, apparentemente senza un nesso, si intrecceranno tra loro. A farla da padrona la morte che lega, non libera ma condanna.