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lunedì 7 gennaio 2019

Recensione 'La scrittrice del mistero' di Alice Basso


Buon inizio di settimana lettori! Come sono andate le vostre vacanze natalizie? Cenoni a parte, siete riusciti a leggere qualche bel romanzo o, come me, avete messo su qualche chiletto?
Mentre cerco di smaltire il tutto, riapro ufficialmente i battenti del mio angolino lasciandovi la recensione di un romanzo che mi ha tenuto compagnia negli ultimi giorni dell'anno appena trascorso. Casualmente si è trattato dell'ultima avventura di Vani Sarca con la quale avevo aperto in bellezza proprio il mio 2018 letterario.


LA SCRITTRICE DEL MISTERO di Alice Basso │ Editore: Garzanti │ Pagine: 320 │ Prezzo: 17,90€


Complice una protagonista, Silvana Sarca, Vani per gli amici, inarrestabile ed impareggiabile, una scrittura ormai inconfondibile per brillantezza, intelligenza ed ironia, a cui si accompagnano dialoghi vivaci, arguti e sempre taglienti ed una storia ricca di spunti e particolareggiata, anche questa volta la Basso fa il colpaccio. 
E non era mica tanto scontato, visto che siamo al quarto romanzo della serie dedicata alla ghostwriter più famosa nel panorama letterario, e mantenere viva l'attenzione del lettore richiede grandi risorse di ingegno ed una serie di colpi in canna, o assi nella manica, che l'autrice dimostra di possedere a bizzeffe.

giovedì 11 gennaio 2018

Recensione 'Non ditelo allo scrittore' di Alice Basso


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Oggi, dopo un breve arretrato di letture e recensioni, vi lascio il mio parere sul primo romanzo in assoluto che mi ha fatto compagnia in questo inizio anno. Confesso che, da qualche tempo, non procedo a scatola chiusa ma scelgo un libro che possa farmi iniziare il mio anno da lettrice nel migliore dei modi. La scelta è ricaduta, ovviamente, su un'autrice che è ormai una garanzia non solo per la sottoscritta ma per tutti coloro che hanno iniziato a leggere i suoi romanzi con protagonista la cara Vani Sarca. Buona lettura!





Non ditelo allo scrittore
Alice Basso


Editore: Garzanti - Genere: Giallo
Pagine: 316 - Prezzo: 16,90 € - eBook: 9,99 €


A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno.

Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.



Recensione

Sia che sia trascorso un solo giorno, sia che ne siano trascorsi molti di più dall'ultima volta, la scrittura di Alice e il suo personaggio letterario, Vani Sarca, hanno la capacità di riaccoglierti e farti sentire a tuo agio già dalle prime pagine. Proprio come due care e vecchie amiche. Proprio come se il tempo non fosse mai passato tra un incontro e il successivo. 

Siamo di fronte al terzo romanzo della serie dedicata alla ghostwriter più famosa del web e ogni volta è sempre più difficile scriverne la recensione: c'è il rischio di parlare davvero troppo e rovinare la sorpresa. Ad essere sincera, in questo preciso momento, alberga in me una voglia quasi irrefrenabile di confessarvi tutto quello che vi aspetta in questa nuova avventura, come se fossimo intorno ad un falò a raccontarci storie. Ovviamente non posso farlo e non lo farò perché questo terzo volume, carico di pathos, palpiti e sospiri (termini che, mi rendo conto, cozzano non poco con la protagonista, se avete già imparato a conoscerla, ma tant'è!), merita di essere letto e vissuto capitolo dopo capitolo.

martedì 13 settembre 2016

Recensione 'Scrivere è un mestiere pericoloso' di Alice Basso






Scrivere è un mestiere pericoloso
Alice Basso


Editore: Garzanti - Genere: Letteratura italiana
Pagine: 341- Prezzo: 16,40 € - eBook: 9,99€


Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi.





Leggere Alice è come imbattersi in una persona con la quale si ha un legame di amichevole familiarità. Figuratevi un classico appuntamento al bar durante il quale sorgono spontanee domande come "Cosa ne è stato?" oppure "Cosa ti è successo?", che equivalgono ad un modo come un altro per aggiornarsi sullo scorrere del tempo. 
Questo è esattamente quello che è avvenuto quando, in questo secondo capitolo, ho ritrovato Vani Sarca, quel personaggio letterario capace di bucare la carta con la sua grazia da muratore e il suo linguaggio da ergastolana. 

Le vicende narrate prendono piede esattamente qualche tempo dopo rispetto al precedente romanzo, ricreando quel senso di continuità che permette al lettore di ritrovare e ritrovarsi completamente coinvolto nella storia. Il periodo scelto è quello natalizio, non propriamente congeniale alla nostra protagonista. 
Come saprete (e se così non fosse vi invito a recuperare il primo romanzo "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" di cui trovate la mia recensione qui), Vani è dotata di un formidabile intuito che le permette di entrare nella mente delle persone ed esplorarle ricostruendone a pieno i tratti della personalità. Questo si è sempre rivelato utile nel suo lavoro di ghostwriter ma ha una valenza maggiore in quella che è la sua nuova occupazione come 'Consulente in materia di comunicazioni e relazioni pubbliche per la Polizia di Stato', tradotto: entrare nella testa "...di delinquenti da far confessare, testimoni di cui verificare l'affidabilità, vittime la cui personalità va ricostruita per comprendere il contesto del crimine...". Insomma, tanta, tanta roba!

Ed è proprio quando Vani pensa di aver visto tutto, di aver fatto qualsiasi cosa, scritto di materie impensabili e quant'altro, ecco spuntare un nuovo progetto: la realizzazione di un 'ricettario narrativo', in cui parlare sì di pietanze, ma raccontare anche la storia della famiglia Giay Marin con l'aiuto dell'ottuagenaria cuoca Irma.
Ora, riuscite ad immaginarvi Vani ai fornelli? Quella stessa Vani che è così sconvolgentemente negata per l'arte culinaria?
Come se non bastasse, proprio grazie a questo progetto editoriale, la nostra giovane protagonista si ritroverà immersa in una storia di fratricidio che, forse, non si rivelerà tale. Spiegato quindi il titolo del romanzo perché, in questa nuova avventura, proprio lo scrivere si rivelerà essere il mestiere più pericoloso facendola incappare in uno dei più eclatanti fatti di cronaca degli ultimi anni.


"Volevo che mi parlasse ancora di quel pantano esistenziale in cui tutti ci dibattiamo nel tentativo di essere buoni e integerrimi come ci è stato insegnato, e lo schifo nel quale invece ci ritroviamo appena mettiamo inevitabilmente un piede in fallo e ci ritroviamo a vergognarci di noi. E di come, una volta che la smettiamo di piangerci addosso perché non possiamo controllare sempre tutto, possiamo quantomeno dire che, sia inferno o paradiso, prima o poi quel che è certo è che passa."


Il bello delle 'saghe', passatemi il termine, o comunque dei romanzi che rappresentano una sorta di proseguimento di un qualcosa che si era già cominciato, risiede proprio nel continuum. Nel ritrovare luoghi, personaggi e fila del discorso, lì dove si era interrotto.
Anche in questa nuova avventura vi imbatterete in Morgana, il piccolo clone di Vani, la sua miniatura; in Riccardo, che cerca di tornare a galla dopo la vendetta con i controfiocchi organizzata dalla stessa protagonista; il Commissario Berganza che sembra sempre più venuto fuori da tutti quei gialli di cui si rivela essere un esperto conoscitore, così come dell'arte dello stare ai fornelli.
Ma ne conoscerete anche di nuovi come Irma, una donna che vive nel passato e che ricorda ogni cosa con dovizia di particolari eccetto quelli riguardanti l'omicidio.
E poi c'è Vani con quella sua disarmante capacità di ricostruire storie, personalità e situazioni con quel suo modo unico e singolare e che si ritroverà impantanata in un caso che la porterà a vacillare e a chiedersi che fine abbia fatto il suo infallibile intuito; un caso che la porterà a dubitare delle poche certezze in suo possesso; un caso che nell'universo dei casi banali rappresenta l'unico in cui non ci si annoia mai.

Il modo di scrivere di Alice, il suo stile, oltre ad essere brillante e spassoso lascia emergere anche aspetti culturali non trascurabili e soprattutto ben calati nel contesto, quando si dice 'calzano a pennello!'.
I personaggi sono tridimensionali, in carne ed ossa, bucano le pagine del romanzo dando l'impressione al lettore di averli accanto, a portata di mano, come se potesse vederli.
Grazie alla presenza di sezioni del narrato incentrate su aneddoti del passato riusciamo a conoscere meglio il personaggio di Vani e tutte le sfumature del suo carattere.

Molto interessante la piega di complicità tra Sarca e Berganza (Alice posso dire che spero in qualcosa di più???), un rapporto spontaneo e che prende piede nei tempi giusti: né lento, né frettoloso.

Un romanzo ironico, fresco. Un romanzo che mette allegria per l'ottima capacità linguistica e per l'attaccamento a quei personaggi così tangibili.
Adesso non mi resta che farmi spazio, cercando di accaparrarmi un posto in prima fila, insieme alle altre colleghe blogger che aspettano, con ansia, una nuova avventura della mitica Vani.







lunedì 21 marzo 2016

Recensione 'L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome' di Alice Basso


Felice lunedì miei cari lettori, una nuova settimana ha inizio ed io sono un tantino emozionata perché tra qualche giorno compirò gli anni e, sin da quando ero bambina, è un evento al quale sono particolarmente affezionata, nonostante sia sinonimo dell'avanzare dell'età ma, almeno per ora, poco importa!
Tuttavia oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, un romanzo sorprendente che ho divorato nel giro di tre giorni. Volendo ricorrere all'ausilio di tre aggettivi lo definirei fresco, ironico e brillante e per essere un esordio letterario non posso che complimentarmi con Alice Basso per "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome". Ora mettetevi comodi perché Vani saprà conquistarvi e lei sa bene come farlo!






L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Alice Basso

Editore: Garzanti - Genere: Letteratura Italiana
Pagine: 262 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 9,99€


Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l’essenza di una persona da piccoli indizi che sembrano insignificanti e riesce a mettersi nei suoi panni, e pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda, un intuito raffinato, uno spirito di osservazione fuori dal comune sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, il materiale su cui documentarsi, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare di persona gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva possibile. Da tempo ha smesso di credere che potesse capitare anche a lei. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino mette in atto il suo piano imprevisto e fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili. Proprio ora che ha bisogno di tutta la sua concentrazione, di tutto il suo intuito. Un’autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. Perché c’è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore.






Permettetemi di raccontarvi un piccolo aneddoto che, a quanto pare, mi accomuna a diverse blogger di mia conoscenza. In pratica io il libro della Basso l'ho un po' snobbato, come ogni lettore che si rispetti farebbe dinanzi a copertine che riportano in bella mostra libri o comunque riferimenti al mondo letterario. Mi è capitato di passare più e più volte dinanzi allo scaffale in cui dimorava, in bella vista tra l'altro, la copia del romanzo che osservavo non solo con la coda dell'occhio ma anche con un po' di puzza sotto il naso. Mi ripetevo che non sarebbe stato il caso di imbarcarmi in un'avventura che si sarebbe rivelata un totale fallimento, e questo io lo avevo stabilito a priori!
Ovviamente mi sbagliavo di grosso a farmi influenzare da quello che può essere considerato, senza ombra di dubbio, un pregiudizio privo di fondamento ed eccomi qui a chiedere scusa non solo alla scrittrice ma, e soprattutto, a Vani, per non aver creduto in lei a priori e ringraziarla per essersi vendicata così abilmente.

A questo punto posso addentrarmi in quella che è la mia opinione post lettura vera e propria. Si dice che un abile fotografo sia colui che riesce a catturare in uno scatto tutte le emozioni e i sentimenti provati in un determinato momento, o ancora che sia colui in grado di cogliere l'essenza delle persone in un gesto, uno sguardo o un semplice sorriso che le rappresenti. Ecco Silvana Sarca, Vani per gli amici, ovvero la protagonista del romanzo di cui vi parlo, ha questo super potere: riuscire ad inquadrare una persona al primo sguardo, a colpo d'occhio per essere precisi! Una giovane donna in grado di leggere dentro, di superare la scorza esteriore dell'essere umano e raggiungere il suo cuore, la sua anima, mettendo a nudo ogni più piccola sfaccettatura. Ma Vani, oltre a questo super potere, ne possiede un altro quasi di pari importanza. Proprio il connubio tra queste due caratteristiche rende Vani quella che è, ovvero Vani. Questo secondo super potere riguarda l'elevata padronanza di linguaggio, lessico e sintassi che fa di lei la migliore ghostwriter in circolazione. Esatto, ho detto proprio ghostwriter e levatevi quella faccetta stralunata, della serie 'Ma cosa vai farneticando?', perché ogni lettore che si rispetti sa di cosa sto parlando. Da traduzione il termine significherebbe "scrittore fantasma" ed effettivamente è proprio l'incarnazione del ruolo della nostra protagonista: Vani è colei che scrive per gli altri, intendendo sia coloro che di professione non fanno gli scrittori ma hanno tutta l'intenzione di pubblicare un libro, sia coloro che, nonostante siano definiti tali, hanno quel che viene comunemente definito il blocco dello scrittore, rappresentato dalla classica pagina bianca sulla quale il colore nero ha davvero difficoltà ad imprimersi, o ancora coloro che sono troppo impegnati per prendere posto davanti ad uno schermo ed iniziare a digitare parole.
Ebbene, Vani è proprio la scrittrice che lavora dietro le quinte, la donna che soccorre tali personaggi lasciando che siano loro ad apporre il nome in calce a quella che, per la maggior parte, è farina del suo sacco. Tuttavia, durante la narrazione, vi renderete conto di come le qualità di Vani siano tali da far sì che anche la carriera da profiler, al fianco della polizia, sia una ipotesi da contemplare e prendere seriamente in considerazione.
Ma Vani chi è? Vani è uno dei personaggi più riusciti, tra tutti quelli che troverete nel romanzo; una donna di carattere, cazzuta per intenderci (e lo dico anche se non si potrebbe, ma è l'unico termine che renda l'idea!), una donna dalla quale dipende il futuro di molti, casa editrice e scrittori, indipendentemente da quello che si dica e si pensi. Ma Vani è anche molto altro, dietro quel ciuffo ribelle, dietro il suo look molto dark dove il nero è il colore predominante, nasconde un animo sensibile e sincero, un animo provato dai cattivi rapporti con la famiglia e sopratutto con la sorella Lara, la figlia perfetta, l'opposto di lei. Una giovane donna che non ama il contatto con la gente, che non si fida degli altri e che non permette a nessuno di entrare nella sua vita e che forse si fiderà proprio delle persone sbagliate. Vani è un personaggio dalle mille risorse, che risplende di una luce propria ed ammaliante da qualsiasi angolazione la si osservi.


"Peggiorerà e finirai per non fidarti proprio per niente e proprio di nessuno, se qualcuno non si prenderà la briga di dimostrarti, possibilmente al più presto, tipo adesso, adesso che ancora puoi impararlo, adesso che sei ancora abbastanza giovane e malleabile da imprimertelo nelle ossa, che a volte ci si può anche fidare. Che fidarsi va bene. Che non deve necessariamente andare poi tutto a puttane."


"L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" si presenta come una lettura piacevole e scorrevole, una lettura che vi porterà ad essere sempre più curiosi man mano che procederete, pagina dopo pagina. Una lettura che, come ha dichiarato la stessa autrice nella bellissima intervista a chiusura del romanzo, può essere pensata come una grande scatola nella quale i lettori potranno trovare tutte le cose che li affascinano di più e, sopratutto, una commistione di generi letterari, inaspettati per la verità, ma che fanno tutti capo al filone del giallo. Un romanzo fresco, brillante con una sfumatura di velata ironia, ricco di spunti di riflessione. Una caratterizzazione dei personaggi molto più che riuscita tant'è che mi sono ritrovata molto spesso a parlare con loro e ad imprecare anche contro di loro come se fossi al loro fianco, come se mi bastasse allungare una mano per battere sulla loro spalla e dire 'Ma cosa combini?'. 
Una delle figure che, al pari di Vani, ho amato è quella del commissario Berganza che incarna alla perfezione il ruolo del detective: ruvido di natura, burbero e schietto nei modi ma anche colto e raffinato. Stretto nel classico impermeabile, che gli regala quel tocco in più, quello charme che lo fa assomigliare ulteriormente al commissario tipo, quello di cui si legge nei libri noir, facendo sì che il lettore resti affascinato dalla sua persona.
Alice Basso è davvero molto brava. Con la sua scrittura veloce, tagliente ed incalzante, ci guiderà nella vita della protagonista e di tutte le comparse presenti, ci spingerà ad osservare il mondo di cui si parla attraverso gli occhi della stessa Vani, andando oltre le apparenze e mettendo in luce gli aspetti più segreti degli esseri umani. 
In definitiva una lettura più che consigliata e della quale non vedo l'ora di leggere il seguito, cosa che avverrà molto presto a quanto pare!