martedì 13 settembre 2016

Recensione 'Scrivere è un mestiere pericoloso' di Alice Basso






Scrivere è un mestiere pericoloso
Alice Basso


Editore: Garzanti - Genere: Letteratura italiana
Pagine: 341- Prezzo: 16,40 € - eBook: 9,99€


Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi.





Leggere Alice è come imbattersi in una persona con la quale si ha un legame di amichevole familiarità. Figuratevi un classico appuntamento al bar durante il quale sorgono spontanee domande come "Cosa ne è stato?" oppure "Cosa ti è successo?", che equivalgono ad un modo come un altro per aggiornarsi sullo scorrere del tempo. 
Questo è esattamente quello che è avvenuto quando, in questo secondo capitolo, ho ritrovato Vani Sarca, quel personaggio letterario capace di bucare la carta con la sua grazia da muratore e il suo linguaggio da ergastolana. 

Le vicende narrate prendono piede esattamente qualche tempo dopo rispetto al precedente romanzo, ricreando quel senso di continuità che permette al lettore di ritrovare e ritrovarsi completamente coinvolto nella storia. Il periodo scelto è quello natalizio, non propriamente congeniale alla nostra protagonista. 
Come saprete (e se così non fosse vi invito a recuperare il primo romanzo "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" di cui trovate la mia recensione qui), Vani è dotata di un formidabile intuito che le permette di entrare nella mente delle persone ed esplorarle ricostruendone a pieno i tratti della personalità. Questo si è sempre rivelato utile nel suo lavoro di ghostwriter ma ha una valenza maggiore in quella che è la sua nuova occupazione come 'Consulente in materia di comunicazioni e relazioni pubbliche per la Polizia di Stato', tradotto: entrare nella testa "...di delinquenti da far confessare, testimoni di cui verificare l'affidabilità, vittime la cui personalità va ricostruita per comprendere il contesto del crimine...". Insomma, tanta, tanta roba!

Ed è proprio quando Vani pensa di aver visto tutto, di aver fatto qualsiasi cosa, scritto di materie impensabili e quant'altro, ecco spuntare un nuovo progetto: la realizzazione di un 'ricettario narrativo', in cui parlare sì di pietanze, ma raccontare anche la storia della famiglia Giay Marin con l'aiuto dell'ottuagenaria cuoca Irma.
Ora, riuscite ad immaginarvi Vani ai fornelli? Quella stessa Vani che è così sconvolgentemente negata per l'arte culinaria?
Come se non bastasse, proprio grazie a questo progetto editoriale, la nostra giovane protagonista si ritroverà immersa in una storia di fratricidio che, forse, non si rivelerà tale. Spiegato quindi il titolo del romanzo perché, in questa nuova avventura, proprio lo scrivere si rivelerà essere il mestiere più pericoloso facendola incappare in uno dei più eclatanti fatti di cronaca degli ultimi anni.


"Volevo che mi parlasse ancora di quel pantano esistenziale in cui tutti ci dibattiamo nel tentativo di essere buoni e integerrimi come ci è stato insegnato, e lo schifo nel quale invece ci ritroviamo appena mettiamo inevitabilmente un piede in fallo e ci ritroviamo a vergognarci di noi. E di come, una volta che la smettiamo di piangerci addosso perché non possiamo controllare sempre tutto, possiamo quantomeno dire che, sia inferno o paradiso, prima o poi quel che è certo è che passa."


Il bello delle 'saghe', passatemi il termine, o comunque dei romanzi che rappresentano una sorta di proseguimento di un qualcosa che si era già cominciato, risiede proprio nel continuum. Nel ritrovare luoghi, personaggi e fila del discorso, lì dove si era interrotto.
Anche in questa nuova avventura vi imbatterete in Morgana, il piccolo clone di Vani, la sua miniatura; in Riccardo, che cerca di tornare a galla dopo la vendetta con i controfiocchi organizzata dalla stessa protagonista; il Commissario Berganza che sembra sempre più venuto fuori da tutti quei gialli di cui si rivela essere un esperto conoscitore, così come dell'arte dello stare ai fornelli.
Ma ne conoscerete anche di nuovi come Irma, una donna che vive nel passato e che ricorda ogni cosa con dovizia di particolari eccetto quelli riguardanti l'omicidio.
E poi c'è Vani con quella sua disarmante capacità di ricostruire storie, personalità e situazioni con quel suo modo unico e singolare e che si ritroverà impantanata in un caso che la porterà a vacillare e a chiedersi che fine abbia fatto il suo infallibile intuito; un caso che la porterà a dubitare delle poche certezze in suo possesso; un caso che nell'universo dei casi banali rappresenta l'unico in cui non ci si annoia mai.

Il modo di scrivere di Alice, il suo stile, oltre ad essere brillante e spassoso lascia emergere anche aspetti culturali non trascurabili e soprattutto ben calati nel contesto, quando si dice 'calzano a pennello!'.
I personaggi sono tridimensionali, in carne ed ossa, bucano le pagine del romanzo dando l'impressione al lettore di averli accanto, a portata di mano, come se potesse vederli.
Grazie alla presenza di sezioni del narrato incentrate su aneddoti del passato riusciamo a conoscere meglio il personaggio di Vani e tutte le sfumature del suo carattere.

Molto interessante la piega di complicità tra Sarca e Berganza (Alice posso dire che spero in qualcosa di più???), un rapporto spontaneo e che prende piede nei tempi giusti: né lento, né frettoloso.

Un romanzo ironico, fresco. Un romanzo che mette allegria per l'ottima capacità linguistica e per l'attaccamento a quei personaggi così tangibili.
Adesso non mi resta che farmi spazio, cercando di accaparrarmi un posto in prima fila, insieme alle altre colleghe blogger che aspettano, con ansia, una nuova avventura della mitica Vani.







17 commenti:

  1. Qua cominciamo ad essere in tante! Meno male che ti ho tenuto un posto in prima fila!

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    1. Tu si che sai come tenere il posto nonostante i tanti avvoltoi :P

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  2. Ancora devo leggere il primo!!! Devo darmi una mossa a quanto vedo!!!

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  3. Io non sono proprio una fan di Vani, ma lo stile della Basso mi piace e ho apprezzato questo volume più del primo.

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    1. Io rientro tra le fan ma, come te, ho apprezzato moltissimo questo secondo romanzo :)

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  4. Siccome sono una golosona, ogni volta che mi capita a tiro una recensione su Vani, mi ci fiondo come fosse un profiterole.
    Secondo te, se chiamo la fata Smemorina, lei mi fa comparire tutti e due i romanzi? Oddio no, sto cominciando a delirare ... vabbe' non fare caso a me: bravissima Anna, una recensione che più di così non so cosa si potrebbe desiderare!

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    1. Possiamo provare a fare un incantesimo, magari appaiono! Connettiamo i pensieri :)

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  5. Ho questo libro e la tua coinvolgente recensione mi ha incuriosita tantissimo. Lo leggerò a breve :)

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  6. Ciao Anna!! Concordo assolutamente con te, mi piacerebbe avere Vani come amica (anche se lei potrebbe non essere della stessa opinione) e non vedo l'ora di leggere il terzo volume, dove spero che con Berganza succeda qualcosa *.* L'importante è che l'amore non me la rincitrullisca! :P

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    1. Ahahah, no dai non credo che una come Vani possa rincitrullirsi! Però non si sa mai. Direi di formare il fan-club di sostegno alla coppia Vani-Berganza, potremmo esserne le promotrici ;)

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  7. ciao, facciamo un pullman per stalkerare la Basso? Io ci sono! Adoro la sua penna e Vani, è fantastica. Sono contenta che piaccia anche a te

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    1. Iniziamo ad organizzarci :) Siamo tutte fan di Vani ormai!

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  8. Bello il primo, forte il personaggio, ma banale la storia.
    Fantastico e ricco il secondo volume, mitico il personaggio, caratterizzato da nuove sfaccettature e davvero coinvolgente la storia. Decisamente un salto di qualità.
    Incontrare Alice è stata una delle più belle esperienze vissute da bookblogger.
    Aspettando il terzo a maggio 2017 :-)

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  9. Non ho letto né il primo né il secondo. Ma lo aggiungo subito in WL. Perché mi incuriosisce un sacco!
    Bellissima recensione ❤

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