giovedì 26 maggio 2016

Recensione 'Borderlife' di Dorit Rabinyan


Buongiorno miei cari ed affezionati lettori! Ehm... non fate quelle facce, so benissimo di essere un tantino latitante ma maggio è uno di quei mesi piuttosto pieni, di cose belle ovviamente, che richiedono gran parte delle mie energie.
Tuttavia d'ora in poi tornerò ad essere più presente per cui direi di iniziare subito a parlarvi di un romanzo che al momento della pubblicazione ha incuriosito molti lettori, me compresa. Un romanzo che è stato fortemente ostacolato dal governo israeliano per le tematiche trattate.
Se non lo avete ancora capito, ma credo sia impossibile visto che il titolo di questo post parla piuttosto chiaro, sto parlando di "Borderlife" di Dorit Rabinyan, edito Longanesi che ringrazio per la copia omaggio.





Borderlife
Dorit Rabinyan


Editore: Longanesi - Genere: Letteratura Internazionale Pagine: 384 - Prezzo: 16,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


È autunno, a New York, il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce e intanto pensa: non hai già abbastanza guai? Fermati finché puoi. Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA per una borsa di studio. Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c'è sempre un bimbo che sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Lei è israeliana, lui è palestinese. La loro sembra una storia come tante, come mille ne nascono ogni giorno in ogni angolo del mondo, ma è diversa da tutte. Perché la loro appartenenza a una terra tormentata e divisa non può che separarli, e ciò che è iniziato nel freddo di New York è destinato a finire, pochi mesi dopo, su una calda spiaggia di Jaffa, sotto quel sole che entrambi rimpiangevano in America. Ma la Storia e il loro amore li seguiranno ancora.





Devo essere sincera con voi, come sempre d'altronde, e dirvi che non ho molto apprezzato, e per la verità non ancora digerito, la scelta di scomodare il caro buon vecchio zio William ed il suo celeberrimo "Romeo e Giulietta". Di Borderlife si è detto proprio questo: "il nuovo Romeo e Giulietta" o "il Romeo e Giulietta del presente". Certo parliamo di un amore impossibile tra due giovani appartenenti a culture e popoli diversi ma credo fermamente che il paragone sia un tantino esagerato. Detto questo, possiamo inoltrarci nella storia raccontata.

New York. Il secondo anno senza le torri. Da una parte abbiamo Liat, una giovane traduttrice israeliana di Tel Aviv che risiede negli USA per conseguire una borsa di studio. Dall'altra Hilmi, palestinese di Ramallah che vive a Brooklyn, fa il pittore per mestiere e sogna di vedere il mare. 
Ebrezza, libertà e senso di colpa per quell'amore che sta per sbocciare sono i sentimenti che li accomunano, insieme alla nostalgia per quel sole, quel cielo e quella terra che chiamano casa ma che li vuole così distanti. 
In una serata d'autunno, magica e strana al contempo, i due si incontrano e da quel momento corpi, mente e cuore saranno imbrigliati nella fitta trama tessuta da quella che sarà, fino alla fine, una storia d'amore impossibile. 
I secondi, i minuti, le ore, i giorni, i mesi e le stagioni si susseguiranno. L'imbarazzo iniziale lascerà il posto ad un'allegria spontanea e spensierata. L'abile penna dell'autrice costruisce quella sensazione di intimità così palpabile da permeare le pagine del romanzo, accompagnata dal continuo e cangiante impulso della giovane Liat tra vicinanza e distacco, attrazione e paura. 
Ci sono stati momenti, nella lettura, in cui non condividevo il pensiero di Liat, altri in cui, invece, lo abbracciavo completamente con tutte le sue emozioni: lei che vorrebbe non rivedere mai più Hilmi, respingerlo, o almeno avrebbe dovuto farlo, prima che tutto avesse inizio.
Ed intanto l'autunno lascia il passo all'inverno, la città si lascia avvolgere da una coltre di neve e dal silenzio ovattato, quello stesso silenzio in cui anche i due giovani protagonisti dovranno scavare per ritrovare quell'amore sepolto in una malinconica penombra. Non solo la loro cultura e la loro appartenenza a popoli in lotta tra loro rappresenta un ostacolo insormontabile, ma anche il tempo si frappone tra i due dando vita ad un amore a scadenza, la stessa impressa sul biglietto di ritorno per Israele.


"Il tempo, quella distanza astratta situata fra quel momento perfettamente concreto e ciò che sarebbe avvenuto in futuro, chissà quando in futuro, era ridotto ora a quella scritta stampata ed era divenuto tangibile come non mai."


Durante tutta la narrazione li seguiremo nella loro quotidianità. Il loro raccontare e raccontarsi diventa uno scavare al di sotto della patina di perfezione superficiale. Un dover fare i conti con un diverso vissuto, un passato che li rende diametralmente opposti e rimarca quelle differenze sociali e culturali che caratterizzano la loro persona, il loro essere. Quella che doveva essere una semplice parentesi, un errore, uno sbaglio a cui porre fine diventerà sempre più una certezza con i mesi che si susseguono insieme ai giorni trascorsi ognuno tra le braccia dell'altro, uniti come due tuorli nello stesso uovo, saziati e al contempo affamati dal loro stesso piacere. Hilmi è così bravo a capirla, a navigare disinvolto nei meandri della sua mente al punto tale che, se lei diventasse un enigma per se stessa, all'improvviso, lui saprebbe risolverlo, sarebbe in grado di rispondere alle sue domande perché pensa insieme a lei.
Accanto alla paura di Liat che interpreta la loro storia d'amore come un guaio in cui si sta cacciando con tutte le scarpe, che si domanda cosa diranno o penseranno i suoi genitori, c'è un Hilmi che crede fermamente che lei si vergogni di lui, un amore arabo, segreto ma soprattutto provvisorio


"Sono così vicina a lui, dissolta in lui che posso quasi sentire cosa significa essere lui."


"Borderlife" è una fotografia di una storia d'amore corredata da tutta una serie di sfaccettature, di chiaro scuri, luci ed ombre. Il forte senso di appartenenza al proprio popolo e alla propria nazione sovrasterà il loro amore e questo emerge in maniera decisiva e prorompente nella seconda parte del romanzo. Romanzo che è diviso in tre grandi sezioni che coincidono con l'autunno, l'inverno e l'estate. Devo ammettere che la parte più interessante, che mi ha anche fatto rivalutare la lettura nel suo complesso è stata proprio quella che prende piede durante la stagione estiva conducendo a quel finale che non ci si aspetta e che lascia uno strascico di rabbia, impotenza e forte senso di mancanza. 
Ho usato il termine rivalutare perché, sul mio profilo Goodreads, questa lettura si è beccata solo 3 stelline e questo è dovuto essenzialmente al modo di raccontare. Sono stata un po' rallentata dallo stile che ho trovato pesante, altamente descrittivo e un po' troppo particolareggiato, interrotto in più punti, ed anche sul più bello aggiungerei, da flashback che rimandano al passato e distolgono l'attenzione dal momento raccontato. A ciò si aggiunge l'abbondanza di parti discorsive che prendono il sopravvento sui dialoghi. Al contrario i personaggi sono altamente riusciti, ben costruiti e delineati con sempre più precisione man mano che si procede nella lettura. Una lettura che, proprio per il continuo rimando al conflitto tra i due popoli consiglierei a coloro che vogliono approfondire una tale tematica.
Un romanzo che richiede un certo tipo di concentrazione e che per questo motivo non va affrontato a cuor leggero ma che, nonostante tutto, saprà donarvi un'infinità di emozioni. 







17 commenti:

  1. Questo è un romanzo che ultimamente vedo ovunque e ammetto che ha suscitato davvero tanta curiosità. La tua recensione è molto utile e ben fatta. Probabilmente lo prenderò anche per poterlo valutare dopo la lettura.
    Lo affronterò con la consapevolezza arrivata dalla tua recensione 😃

    Scheggia
    Admin di www.scheggiatralepagine.net

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    1. Ed io sarò ben felice di conoscere il tuo punto di vista motivo per cui attendo che anche tu lo legga :)

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  2. Immaginavo fosse una lettura non troppo leggera, ma mi aveva colpito subito appena uscito e la tua recensione rafforza la mia curiosità riguardo questa storia.

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    1. Sì, una lettura che consiglio anche se non va affrontata a cuor leggero perché richiede una certa concentrazione :)

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  3. La tua è la prima recensione che leggo di questo libro ed ero curiosa.
    La recensione è bella ed accurata, come sempre, ma il libro credo non lo leggerò. Un po' per la tematica e poi per quelle due frasi che hai scritto "stile che ho trovato pesante, altamente descrittivo e un po' troppo particolareggiato". Questo mi scoraggia definitivamente.
    un saluto da Lea e grazie :-)

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    1. Con quella frase volevo dare una chiave di lettura ben precisa. Ho avuto difficoltà a proseguire (la donnina qui sotto lo sa, ero impantanata!) anche se la parte finale è volata :) bacio!

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  4. Io, lo sai già, da questo libro non ero stata colpita. Dopo la tua recensione, mi accodo a Lea e passo oltre ;)

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  5. Credo proprio che lo comprerò *.*

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    1. Felice che abbia sortito su di te questo effetto! Spero lo apprezzerai più di me perché si tratta comunque di una bella storia ;)

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  6. Ottima recensione Anna :) Il libro mi incuriosisce, anche se immagino, e tu l'hai confermato con le tue parole, che non sia una lettura leggera e di conseguenza a cui dedicarsi quando si è mentalmente predisposti.. Attenderò un momento del genere per leggerlo ;)

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    1. Sì Fede, un momento di relax in cui non hai troppi pensieri che ti frullano per la testa :)

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  7. Ciao Anna! Ho ricevuto anch'io dalla CE questo romanzo e appena ne avrò voglia lo leggerò.
    I flashback mi piacciono molto, le descrizioni esagerate meno e se i dialoghi sono sostituiti, non completamente ma in gran parte, dalla narrazione non mi dispiace. Le storie d'amore struggenti e impossibili sono il mio pane. Che dici mi piacerà??? Speriamo! Bella bella la tua recensione, da questa deduco che il libro faccia al caso mio. Buona lettura

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    1. Ciao Cuore! Allora attendo che giunga il suo momento in modo da scoprire cosa ne pensi. Credo, comunque, che possa piacerti ;)

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  8. Ciao Anna!
    L'avevo già adocchiato e messo in lista, ma mi mancava una recensione..
    sono felice di aver letto la tua!
    Mi ha dato un'idea più precisa di che tipo di lettura sia! Sono molto curiosa di leggerlo! :)

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    1. Sono molto felice di ciò e, ovviamente, aspetto di conoscere la tua opinione ;)

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  9. Ciao Anna!! Io ho molto a cuore la questione palestinese, e questo libro non può che incuriosirmi, anche se lo descrivi come una lettura impegnativa... Lo cercherò di leggere presto, e ti farò sapere se la penso come te sullo stile e il contenuto!
    Un abbraccio!

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