martedì 1 dicembre 2015

Recensione 'Il Quinto Vangelo' di Ian Caldwell


Buongiorno readers, oggi voglio parlarvi di un romanzo che ho ricevuto in omaggio dalla casa editrice, Newton Compton, che ringrazio infinitamente sia per la copia, sia per avermi inserita nel programma di affiliazione "Il Club dei Lettori". Spero in ulteriori collaborazioni future. Bene, mettetevi comodi perché su questo romanzo ci sono pareri discordanti ed io vi spiegherò a quale schieramento mi sento più affine.





Il quinto vangelo
Ian Caldwell


Editore: Newton Compton Editori - Genere: Thriller
Pagine: 474 - Prezzo: 12,00 € - eBook: 2,99€


2004. Mentre papa Giovanni Paolo II è sempre più debole e il suo potere vacilla sotto l'incalzare della malattia, una misteriosa mostra viene allestita nei Musei Vaticani. Ma, una settimana prima dell'inaugurazione, il curatore viene assassinato durante un incontro clandestino alla periferia di Roma. Contemporaneamente, il prete ortodosso Alex Andreou - altro responsabile della mostra - subisce un attacco all'interno dell'alloggio che divide in Vaticano con il figlio di cinque anni. La gendarmeria pontificia, però, non riesce a identificare l'autore di questi crimini, perciò padre Alex decide di portare avanti una sua indagine privata. Nel tentativo di trovare il killer, tuttavia, si imbatterà nella straordinaria scoperta che aveva fatto il suo collega: un quinto Vangelo, chiamato in greco Diatessaron, in cui sarebbero contenuti i grandi enigmi del Cristianesimo. E proprio quando padre Alex sta per rivelare al mondo intero i segreti che potrebbero minare il potere secolare della Chiesa, viene aggredito di nuovo. Ma stavolta, per sopravvivere, dovrà usare tutta la sua intelligenza e battere in astuzia il misterioso killer.




Quando ho ricevuto la copia omaggio il mio "io lettrice", ha iniziato a fare i salti di gioia primo perché apparteneva ad uno dei miei generi preferiti, il thriller storico, e secondo perché si trattava di un romanzo che aveva ottenuto un successo mondiale tale da finire nei primi posti delle classifiche ed essere tradotto in 35 Paesi. Potete ben capire come avessi moltissime aspettative a riguardo, prima di iniziarne la lettura.
A posteriori posso classificarlo come un libro appassionante per certi aspetti, sebbene si differenzi dal classico thriller storico per la predominanza di una componente religiosa che a tratti risulta essere un tantino eccessiva, ma molto lontano dai canoni a cui siamo abituati noi amanti del genere. 
Prima di spiegarvi le motivazioni che mi hanno condotta a pensarla in questi termini, sarà meglio fare luce sulla trama e sui personaggi coinvolti.

Il protagonista del romanzo è Alex Andreou, un prete cattolico orientale, specializzato nella lettura delle Sacre Scritture, e padre di famiglia (nel culto da lui praticato è ammesso il matrimonio anche per gli uomini di chiesa). In seguito all'abbandono della moglie, si occupa a tempo pieno di suo figlio di cinque anni, Peter, aiutato da sorella Helena, un'anziana suora. Alex viene descritto dall'autore come un uomo votato all'amore verso il figlioletto e il fratello maggiore, Simon, anch'egli prete, ma appartenente al culto cattolico romano. Questo profondo legame con Simon deriva dal fatto che quest'ultimo si sia occupato del fratello in seguito alla morte dei genitori. La loro vita verrà sconvolta, improvvisamente, dalla morte del loro comune amico, e curatore della mostra dedicata alla Sacra Sindone, Ugolino Nogara. Sarà proprio Simon a ritrovare il cadavere dello stesso e a coinvolgere suo fratello. Ma la contemporanea irruzione in casa dello stesso Alex porterà quest'ultimo a ipotizzare l'esistenza di un collegamento tra i due avvenimenti. Trovandosi di fronte ad una realtà ben diversa da quella che si sarebbe mai aspettato e, in seguito al coinvolgimento dei suoi affetti più cari, si sentirà quasi in dovere di dare il via ad una propria indagine personale, parallelamente a quella condotta dalla polizia e che spesso lo porterà a compiere scelte del tutto inaspettate.

" 'Peter, apri gli occhi più che puoi e guarda tutto', gli dico. 'Poi chiudili forte e crea una cartolina nella mente'.'Perché?'Mi inginocchio per essere alla sua stessa altezza. 'Perché voglio che ti ricordi tutto quello che vedi stanotte'.E penso: Perché potremmo non vederlo più. Perché questa non è una delle volte in cui ci diciamo semplicemente 'a dopo'. Questa volta diciamo addio.[...] 'Qualunque cosa succederà', sussurro, 'potremo sempre contare l'uno sull'altro, io e te. Sempre'."


La narrazione del romanzo avviene sempre in prima persona, è Alex a raccontare i singoli avvenimenti. In realtà questo tipo di scelta non permette al lettore di avere un quadro completo circa i pensieri e i sentimenti degli altri personaggi che pure hanno un loro ruolo nella vicenda. Infatti, è tramite l'ausilio di flashback che veniamo messi al corrente di episodi passati che hanno influenzato la crescita e la vita stessa di Alex e Simon. 
Alex ha un'alta considerazione di suo fratello, al punto tale da averlo sempre considerato adatto allo stile di vita da lui condotto, riveste infatti il ruolo di diplomatico presso la segreteria di stato della Santa Sede, e farà di tutto per ricambiare l'affetto dimostratogli durante l'adolescenza.

Nonostante la storia di base abbia tutte le caratteristiche per essere un ottimo thriller, in realtà l'azione viene prevaricata da aspetti più psicologici e descrittivi. Mi verrebbe da dire che si tratti di una lettura a "diesel" e vi spiego il perché di questa accezione: superata la parte iniziale che ci indottrina su quelli che sono canoni prettamente religiosi, si entra nel vivo della storia. Ora, non che la parte centrale sia priva di descrizioni, piuttosto gli intrighi psicologici e l'incalzare del ritmo della narrazione coinvolgono maggiormente, spingendo il lettore a proseguire pagina dopo pagina alla ricerca della soluzione. Quello che mi ha più delusa, devo ammetterlo, è stato l'epilogo. La storia aveva preso una piega tale da profilare due possibili scenari: il libro mi avrebbe stupita con un finale degno delle attese create o sarebbe ricaduto nel prevedibile?
Ebbene, ahimè, l'autore non ha avuto, forse, il coraggio di rischiare e questa è la caratteristica che tra tutte non mi ha fatto apprezzare appieno il romanzo.
Consigliato a chi sa aspettare, non scoraggiandosi dopo le prime pagine, e cerca un giallo molto diverso dai canoni classici a cui noi amanti del genere siamo abituati.







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